Egitto: la legge draconiana sulle ONG deve essere abrogata

COMUNICATO STAMPA

EGITTO: AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE L’ABROGAZIONE DELLA LEGGE DRACONIANA SULLE ONG DOPO LA RICHIESTA DI REVISIONE DEL PRESIDENTE AL-SISI

In seguito ai commenti del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, che ha riconosciuto il bisogno di una legge più “equilibrata” per controllare le Ong, Amnesty International ha pubblicato una lettera aperta al governo per chiedere che la legge venga abolita e sostituita con una versione più in linea con gli impegni costituzionali e internazionali dell’Egitto sul diritto alla libertà di associazione.

“Per quanto incoraggiante sia la decisione del presidente Abdel Fattah al-Sisi di ordinare una revisione della legge repressiva delle Ong in Egitto, modificarla non è sufficiente. È fondamentale che le autorità ne elaborino una nuova che tenga conto delle opinioni della società civile indipendente e prendano provvedimenti concreti per porre fine al grave assalto alla comunità egiziana per i diritti umani”, ha dichiarato Najia Bounaim, direttrice delle campagne sull’ Africa del Nord di Amnesty International.

“In Egitto, i difensori dei diritti umani stanno affrontando una repressione senza precedenti. Le autorità egiziane devono dimostrare di essere sincere e impegnate a proteggere i diritti delle Ong locali e internazionali, elaborando una legge che garantisca loro di operare in modo indipendente e lavorare senza temere molestie, procedimenti penali o minacce di chiusura”.  

Le autorità hanno lanciato un’indagine “penale” sui “finanziamenti stranieri” delle Ong e in caso di condanna il personale rischierebbe fino a 25 anni di carcere. Ad almeno 30 membri di staff e direttori di Ong per i diritti umani è stato proibito di viaggiare, e sono stati congelati i beni di sette Ong e 10 persone. Le autorità hanno anche ordinato la chiusura del noto centro el-Nadeem per la Riabilitazione delle vittime della violenza e della tortura.

Il difensore dei diritti umani Hisham Gaafar, direttore della Fondazione Mada per lo Sviluppo dei Media, è stato trattenuto per più di tre anni in detenzione preventiva ed Ezzat Ghoniem, co-fondatore del Coordinamento egiziano per i Diritti e le Libertà, è vittima di una sparizione forzata avvenuta il 14 settembre, nonostante un ordine di rilascio del tribunale.

“Se le autorità egiziane sono seriamente intenzionate a porre fine alla persecuzione dei difensori dei diritti umani devono iniziare chiudendo la pretestuosa inchiesta sui finanziamenti stranieri alle Ong, ponendo fine ai divieti di viaggio e al congelamento dei beni dello staff della società civile, e rilasciando immediatamente e incondizionatamente Ezzat Ghoniem e Hisham Gaafar”, ha concluso Najia Bounaim.

Amnesty International chiede che il processo di elaborazione di una nuova legge sulle associazioni sia trasparente e che la società civile egiziana venga coinvolta attivamente nella stesura.

Ulteriori informazioni
Nel maggio 2017, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha ratificato la Legge n.70 / 2017 sulle associazioni e altre fondazioni che operano nel campo del lavoro civile. La legge ha imposto restrizioni senza precedenti alle Ong ed è stata ampiamente criticata a livello nazionale e internazionale.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 15 novembre 2018

La lettera aperta di Amnesty International al ministro degli Esteri egiziano è online all’indirizzo:
https://www.amnesty.org/en/documents/mde12/9404/2018/en/