29.10.2018 – Più di 150 difensori dei diritti umani insieme per guidare il cambiamento e combattere la repressione, il razzismo e la discriminazione

COMUNICATO STAMPA

PIÙ DI 150 DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI INSIEME PER GUIDARE IL CAMBIAMENTO E COMBATTERE LA REPRESSIONE, IL RAZZISMO E LA DISCRIMINAZIONE.

37667186_658997984433128_1960690731408424960_nIn occasione del 20esimo anniversario della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani e del 70esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, più di 150 difensori dei diritti umani provenienti da tutto il mondo si riuniscono a Parigi per pianificare i prossimi 20 anni di passi avanti per i diritti umani e la lotta per il cambiamento contro la repressione, il razzismo e la discriminazione.

Il Summit mondiale dei difensori dei diritti umani 2018 arriva in un momento in cui quasi ogni giorno un difensore dei diritti umani viene ucciso, in cui la criminalizzazione e la diffamazione sono diventati un rischio ordinario e in cui i governi stanno fallendo gli impegni presi nel 1998 di rispettare e proteggere i difensori dei diritti umani.

In tutto il mondo, persone comuni prendono la parola con enorme passione per la giustizia e l’uguaglianza nelle loro vite. Questi difensori dei diritti umani sono insegnanti, operai, giornalisti e avvocati; sono padri e madri, sorelle e fratelli. A guidarli, la profonda convinzione che le persone, ovunque, dovrebbero essere in grado di godere ed esercitare i propri diritti. Rappresentano una sfida ai funzionari autoritari e corrotti e a quelli che antepongono il profitto alla protezione delle risorse naturali e al diritto alla terra delle comunità.

“I governi, le aziende e altre realtà di potere attaccano, spiano, imprigionano, torturano e addirittura uccidono i difensori dei diritti umani, solamente per aver difeso i diritti umani delle loro comunità”,
ha dichiarato Andrew Anderson, direttore generale di Front Line Defenders, per conto delle organizzazioni presenti che guidano il Summit mondiale dei difensori dei diritti umani.

“La sicurezza dei difensori, già indeboliti da ineguaglianza, esclusione e forme interconnesse di discriminazione, è messa a rischio ogni giorno di più dal lavoro che portano avanti”
, ha aggiunto Cindy Clark, attivista femminista e condirettrice esecutiva dell’Associazione per i diritti delle donne nello sviluppo, sempre a nome dei partecipanti.

Il Summit mondiale dei difensori dei diritti umani (29-31 ottobre) riunisce un gruppo eterogeneo di più di 150 difensori dei diritti umani che sono in prima linea nella battaglia per la giustizia, la libertà e l’eguaglianza. Durante il summit verranno sviluppate strategie per affrontare gli ostacoli e le sfide che essi affrontano nella loro battaglia contro la repressione, il razzismo, la discriminazione, le uccisioni e le sparizioni forzate. Lavoreranno per presentare un piano d’azione per i principali interlocutori – inclusi governi, enti, istituzioni finanziarie internazionali, paesi donatori e altri – per assicurare il rispetto e la sicurezza dei difensori dei diritti umani.

Fra loro, il giornalista vincitore del premio Pulitzer Matthew Caruana Galizia, che chiede giustizia per sua madre Daphne Caruana Galizia, uccisa un anno fa a Malta; Anielle Franco, che anima con coraggio la campagna per sua sorella Marielle Franco, attivista brasiliana eletta al consiglio comunale uccisa da colpi d’arma da fuoco nella sua macchina sette mesi fa; Hina Jilani, avvocata per i diritti umani e fondatrice della Commissione diritti umani del Pakistan, che lavora per un sistema legale libero dalla corruzione in Pakistan.

Venti anni fa, il primo Summit mondiale dei difensori dei diritti umani mai tenuto, ebbe luogo al Palais de Chaillot, a Parigi. In quell’anno, i governi adottarono quella che è conosciuta come Dichiarazione sui difensori dei diritti umani, per rendere noto il ruolo chiave dei difensori. Gli stati si impegnavano a riconoscere e proteggere tutte le persone impegnate nella difesa dei diritti umani – chiunque esse fossero e ovunque si trovassero. Venti anni dopo, nonostante i progressi in alcune aree, molti governi continuano a non essere all’altezza degli impegni presi. Nel 2017, almeno 312 difensori dei diritti umani sono stati assassinati, il doppio del 2015, quasi tutti con l’impunità dei loro aggressori.

Michel Forst, il Relatore Speciale per le Nazioni Unite sulla situazione dei difensori dei diritti umani, ha sottolineato: “Questo summit rappresenta un’opportunità chiave per i difensori dei diritti umani del mondo, che affrontano denigrazione e attacchi sempre più numerosi, a unirsi e discutere i prossimi passi alle loro condizioni”.

Note

Il Summit è in streaming:
https://www.facebook.com/events/245377786292192/

Il Summit mondiale dei difensori dei diritti umani riunisce un gruppo eterogeneo di più di 150 difensori dei diritti umani per tre giorni di incontri, discussioni e approfondimenti, laboratori e lavoro in rete. Questi attivisti, che sono in prima linea nelle battaglie per il cambiamento sociale, politico e ambientale nei loro paesi, avranno l’opportunità di entrare in contatto e impegnarsi con le organizzazioni per i diritti umani regionali e internazionali, leader dei governi, le Nazioni Unite, paesi donatori e settore privato. Il primo Summit mondiale dei difensori dei diritti umani mai tenuto, ebbe luogo 20 anni fa al Palais de Chaillot, a Parigi, dove si terrà la cerimonia di chiusura di questo in corso.

Le organizzazioni presenti che guidano il Summit mondiale dei difensori dei diritti umani sono:
Amnesty International; Association for Women’s Rights in Development (AWID); FIDH; Front Line Defenders; International Service for Human Rights; OMCT; ProtectDefenders.eu; Reporter senza Frontiere.

L’appello di Amnesty International per chiedere chi ha ucciso Marielle Franco è online qui:
https://www.amnesty.it/appelli/giustizia-per-marielle/

L’appello di Amnesty International per chiedere giustizia per Daphne Caruana Galizia è online qui:
https://www.amnesty.it/appelli/omicidio-daphne-caruana-galizia-vogliamo-giustizia/

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 29 ottobre 2018