BUONE NOTIZIE


Pena di morte – Nigeria
Il 4 ottobre 2019 il governatore dello stato di Ondo ha commutato in ergastolo sette condanne a morte.

Pena di morte – Angola
Il 4 ottobre 2019 il parlamento ha approvato la legge di ratifica del Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici, il cui obiettivo è l’abolizione della pena di morte.

Prigionieri di coscienza – Camerun
Il 5 ottobre 2019 un tribunale militare ha rimesso in libertà oltre 90 prigionieri, tra i quali il leader del Movimento di rinascita del Camerun, Maurice Kamto, l’avvocata Michèle Ndoki e Gaston Philippe Abe Abe, meglio noto come Valsero, rapper di fama internazionale. Arrestati il 28 gennaio, nei loro confronti pendevano accuse che avrebbero potuto portare a una condanna a morte: ribellione, terrorismo, insurrezione, diffusione di notizie false, incitamento a provocare disordini. Amnesty International aveva lanciato appelli in favore della loro scarcerazione.

Impunità – Honduras
Il 22 settembre 2019 un soldato è stato arrestato per il sospetto di aver assassinato Eblin Noel Corea Maradiaga, 17 anni, il 20 giugno, durante le proteste contro le riforme della sanità e dell’istruzione. Tra aprile e maggio, le forze di sicurezza dell’Honduras hanno ferito oltre 80 manifestanti e ne hanno ucciso almeno cinque.

Pena di morte – Pakistan
Il 25 settembre 2019 la Corte suprema ha assolto per insufficienza di prove Wajihul Hasan dall’accusa di blasfemia, per la quale era stato condannato a morte nel 2002.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Ungheria e Cipro
Il 28 settembre 2019 Ahmed, un cittadino siriano arrestato in Ungheria nel settembre 2015 per “complicità in un atto di terrore”, ha potuto finalmente riabbracciare la sua famiglia nelle prime ore del 28 settembre in quella che è la loro attuale patria, Cipro. Nell’agosto 2015 Ahmed aveva lasciato l’isola, dove era rifugiato, per dare una mano ai suoi anziani genitori e ad altri sei parenti che, fuggiti dalla Siria, stavano percorrendo la “rotta balcanica”. Arrestato sulla base delle estremamente vaghe leggi anti-terrorismo in vigore in Ungheria, era stato condannato a 10 anni di carcere, poi ridotti a sette e infine a cinque con possibilità di rilascio anticipato, avvenuto finalmente all’inizio del 2019. Ci sono poi voluti altri mesi per perfezionare l’accordo tra Ungheria e Cipro. Oltre 24.000 persone hanno sottoscritto l’appello di Amnesty International per chiedere alle autorità cipriote di consentire il ritorno a casa di Ahmed.

Armi – Canada
Il 17 settembre 2019, con l’entrata in vigore della legge di ratifica, il Canada è diventato ufficialmente il 104° stato parte del Trattato internazionale sul commercio di armi.

Pena di morte – Pakistan
Il 18 settembre 2019 la Corte suprema ha commutato sette condanne a morte in condanne a cinque e 10 anni di carcere.

Tortura – Regno Unito
Il 20 settembre 2019 la corte d’appello di Belfast ha stabilito – contrariamente a quanto deciso nel 2014 – il proseguimento dell’inchiesta sulle torture subite nel 1971 da un gruppo di 14 prigionieri da parte della polizia e dell’esercito britannico. I 14 uomini furono sottoposti, in un centro segreto d’interrogatorio, alle “cinque tecniche di tortura”: obbligati a indossare cappucci, costretti ad assumere posizioni dolorose, privati del sonno, del cibo e dell’acqua e sottoposti al “rumore bianco”, ossia al totale isolamento acustico.

Pena di morte – Nigeria
Il 9 agosto 2019 il governatore dello stato di Zamfara ha concesso la grazia a 150 detenuti, tra cui cinque condannati a morte.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Italia
Il 16 settembre 2019 il giudice per l’udienza preliminare di Roma ha rinviato a giudizio l’ufficiale responsabile della sala operativa della Guardia Costiera, Leopoldo Manna, e il comandante della sala operativa della Squadra navale della Marina, Luca Licciardi, in relazione al processo per il naufragio dell’ottobre del 2013, in cui morirono 268 persone tra cui 60 bambini. Si trattava di migranti siriani che scappavano dalla guerra civile. Ai due imputati, il pubblico ministero Sergio Colaiocco contesta i reati di rifiuto d’atti d’ufficio e omicidio colposo

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – USA
Il 6 settembre 2019 Alejandra Barrera, una transgender di El Salvador, è stata rilasciata dopo aver trascorso 20 mesi in una prigione del New Mexico, per essere entrata illegalmente negli Usa con l’obiettivo di chiedere asilo politico. Era fuggita dal suo paese dopo aver subito aggressioni da parte di bande criminali e violenza sessuale da parte di soldati.

Prigionieri di coscienza – Russia
Il 7 settembre 2019 il regista cinematografico ucraino Oleg Sentsov è stato rilasciato nel contesto di uno scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina. Nel 2015 era stato condannato a 20 anni di carcere per “terrorismo” al termine di un processo irregolare, solo per aver espresso opposizione all’occupazione russa della Crimea. Dal momento dell’arresto aveva trascorso in carcere circa sei anni.

Prigionieri di coscienza – Turchia
Il 12 settembre 2019 un tribunale d’appello di Istanbul ha ordinato la liberazione di Önder Çelik, Bülent Utku, Güray Tekinöz, Hacı Musa Kart, Hakan Karasinir, Mustafa Kemal Güngör e Ahmet Kadri Gürsel. sette tra giornalisti ed ex dipendenti del quotidiano di opposizione Cumhuriyet, che erano stati condannati in primo grado per reati legati al terrorismo e che rischiavano fino a cinque anni di carcere.

Impunità – Somalia
Il 31 agosto 2019 Abdirashid Hassan Abdinur, ministro della sicurezza del Jubaland (uno degli stati costituenti della federazione della Somalia e ora di fatto regione autonoma) è stato arrestato all’aeroporto di Mogadiscio, la capitale della Somalia, di ritorno dall’Etiopia. Secondo il Gruppo di monitoraggio delle Nazioni Unite su Somalia ed Eritrea, Abdirashid Hassan Abdinur è sospettato di aver commesso gravi crimini di diritto internazionale tra il 2014 e il 2017, tra cui uccisioni, torture, detenzioni e deportazioni illegali e ostacolo all’assistenza umanitaria.

Forze di polizia – Stati Uniti d’America
Il 19 agosto 2019 la California è diventata il primo stato della federazione ad adottare una normativa sull’uso della forza da parte della polizia in linea con gli standard internazionali. La nuova legge, che entrerà il vigore il 1° gennaio 2019, autorizza l’uso della forza letale solo se “l’agente ritiene ragionevolmente che sia necessaria per difendersi da un’imminente minaccia di morte o di ferimento grave”. In caso contrario, l’agente potrà essere sottoposto a provvedimenti disciplinari e ad azioni civili e penali.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 21 agosto 2019 un tribunale del Nevada ha disposto il rilascio, dopo 33 anni nel braccio della morte, di Paul Browning. Nella sentenza si è fatto riferimento a “un misto di preoccupanti cattive condotte dell’accusa e di assistenza clamorosamente inadeguata da parte della difesa”.

Sparizioni forzate – Messico
Il 30 agosto 2019, in occasione della Giornata internazionale per le vittime di sparizione forzata, il sottosegretario per i diritti umani Alejandro Encinas ha annunciato l’intenzione del governo di accettare la competenza del Comitato delle Nazioni Unite contro le sparizioni forzate di ricevere e prendere in considerazione reclami alla sparizione di persone in Messico.

Libertà di espressione – Hong Kong
Il 4 settembre 2019, dopo mesi di proteste di massa spesso stroncate dalla polizia con metodi illegali, la governatrice Carrie Lam ha annunciato il ritiro formale della proposta di legge sull’estradizione, che avrebbe rischiato di favorire processi iniqui, nei tribunali cinesi, di persone ricercate solo perché dissidenti.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 30 agosto 2019 una corte dello stato del Tennessee ha commutato in ergastolo la condanna a morte emessa nel 1987 nei confronti di Abu Ali Abdur’Rahman per un duplice omicidio. Nel corso dei 32 anni trascorsi nel braccio della morte, per tre volte l’esecuzione era stata rinviata all’ultimo minuto. Il processo di primo grado era stato viziato da irregolarità da parte della pubblica accusa, come l’esclusione dalla giuria di giurati afroamericani.

Pena di morte – Uganda
Il 21 agosto 2019 il parlamento ha approvato una serie di emendamenti che, modificando tre distinte norme del codice penale e la legge antiterrorismo, limiteranno la pena di morte ai reati più gravi senza più l’obbligo per il giudice di applicarla.

Diritti delle donne – Bangladesh
Il 27 agosto 2019 la Corte costituzionale ha deciso che le donne non saranno più obbligate a dichiarare il proprio stato di verginità nei moduli di registrazione del matrimonio. Le opzioni saranno sempre tre ma oltre a “vedova” e “divorziata” vi sarà la casella “non sposata”. Anche gli sposi, in precedenza esentati, dovranno dichiarare il proprio stato civile.