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Newsletter n. 303 del 13 luglio 2009
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Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta
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In questo numero:
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TORINO - Incontro - dibattito sul Perù "Il Perù tra domanda di giustizia e impunità: una questione irrisolta"
Martedì 14 luglio 2009 Sala Antico Macello di Po - via Matteo Pescatore, 7 Ore 20,45 Ingresso libero
Il Gruppo Italia 238 di Amnesty International, insieme al Centro Cultural Peruano di Torino, organizza una serata- dibattito sulla situazione peruviana.
Programma:
Violazioni dei diritti umani in Perù: vittime di ieri e di oggi (Carla Gottardi - già Presidente di Amnesty International, Sezione Italiana)
Portare Alberto Fujimori di fronte alla giustizia - Proiezione tratta dal video "Justice without borders" (Amnesty International Usa, produzione Skylight Pictures, sottotitoli a cura di Matteo Ceddia)
Corruzione e abuso di potere in Perù negli ultimi 30 anni: una pesante eredità (Luis Dapelo, docente di Lingua e Traduzione spagnola nelle Università di Genova e Cagliari)
Il ruolo delle comunità peruviane all'estero (Laura Prada de Olave, Presidente del Centro Cultural Peruano di Torino)
Per informazioni: Gruppo Italia 238 gr238@amnesty.it Tel. 011/8170530
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NOVI LIGURE (AL) - Presentazione del Rapporto Annuale 2009 di Amnesty International
I Gruppi locali di Amnesty International propongono, in varie località, incontri di presentazione al pubblico del Rapporto annuale 2009: un'occasione per approfondire tematiche di attualità relative ai diritti umani e prendere contatti con gli attivisti della Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta. Il volume, pubblicato in Italia da EGA editore, analizza la situazione dei diritti umani in 157 paesi.
Il prossimo appuntamento sarà:
Novi Ligure (AL) - 22 luglio 2009 Biblioteca Civica - via Marconi, 66 Ore 21 A cura del Gruppo Italia 104
Per informazioni: Gruppo Italia 104 gr104@amnesty.it
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TORINO/VAL MAIRA - Gita in montagna con Amnesty International
Domenica 26 luglio Ritrovo ore 8.15
Ritrovo ore 8.15 - luogo da definire (Torino) La Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta di Amnesty International invita soci, amici e simpatizzanti ad una piacevole camminata in montagna. La partenza è prevista per le 8.30 da Torino. Si raggiungerà, con mezzi privati, il Colle della Bicocca (m 2285), in Val Maira (CN). Il tragitto procede dal Colle della Bicocca fino al lago delle Camoscere (m 2650), passando sotto il Pelvo d'Elva. Il dislivello è di circa 350 metri e la durata prevista è di 3 ore (andata e ritorno). L'itinerario riveste un notevole interesse paesaggistico; da notare la tipica architettura alpina con elementi nordici.
La quota di partecipazione richiesta - 15 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini fino a 14 anni -comprende: - assicurazione - pranzo al sacco con prodotti tipici locali - accompagnatore - una percentuale devoluta ad Amnesty, in sostegno alle attività associative.
E' richiesta una conferma della partecipazione entro mercoledì 22 luglio. La quota va versata in anticipo, presso la sede della Circoscrizione (corso San Maurizio, 12 bis), aperta dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 18, oppure tramite bonifico bancario. E' necessario comunicare via email i dati (nome, cognome, data e luogo di nascita) di tutte le persone che parteciperanno, per motivi assicurativi. Chi avrà effettuato il pagamento via bonifico, dovrà allegare la ricevuta del versamento. Dal 20 al 24 luglio la sede sarà chiusa; per informazioni ed iscrizioni, utilizzare il numero 329/9057171. In caso di pioggia alla partenza della gita, verrà trattenuto da Amnesty il 30% della quota per ciascun partecipante.
I prossimi appuntamenti: - 27 settembre: Valle d'Aosta - Vallone di Champdepraz.
Per informazioni: Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta Tel. 011/8170530 - 329/9057171 ai.torino@amnesty.it
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TORINO - La Giornata del Rifugiato raccontata da un'attivista
Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sullo statuto dei rifugiati (firmata a Ginevra nel 1951), il rifugiato è colui che "temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori dal paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo paese". Il primo articolo della Convenzione stabilisce un diritto: la possibilità di chiedere asilo e definisce chi sono coloro che ottengono lo status di rifugiato. 6000 all'anno sono i posti che il Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) potrà assegnare per il biennio 2009-10 ai richiedenti asilo in Italia. Le richieste di asilo nel 2008 sono state 31200. Lo SPRAR garantisce accoglienza qualificata ai bisogni di assistenza, tutela e integrazione, ma le altre 25.200 persone? occupare uno stabile e decidere di vivere in condizioni precarie forse non è frutto di una scelta, ma l’unica alternativa possibile per tutti coloro che non fanno parte dell’assistenza garantita nel nostro Paese. Il 20 giugno, la Giornata Mondiale del Rifugiato è stata dedicata al tema “Rifugiati, non solo numeri. Real People, Real Needs”. Persone…si parla di persone con una storia di vita così drammatica nel loro paese, che hanno affrontato mille difficoltà per uscirne, in cerca di protezione e di sopravvivenza. Si parla di diritto alla vita, intesa come la possibilità di non essere respinti in patria qualora le condizioni di conflitto o di persecuzione individuale mettano a rischio la vita stessa… ma si parla anche di diritto a condizioni di esistenza accettabili che prevedono la possibilità di avere una casa, un lavoro…si parla di un diritto che la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo tutela e stabilisce per tutte le 31.200 persone che chiedono asilo in Italia. Ma ad un diritto teorico corrisponde anche un diritto in pratica?
Leggi tutto l'articolo sul nostro sito! http://www.amnesty.piemontevda.it/
Daniela Gonella Amnesty International – Circ.ne Piemonte e Valle d’Aosta
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BOMBONIERE SOLIDALI - Rendi la tua festa ancora più speciale!
Un matrimonio, un battesimo, una laurea: occasioni di gioia e di festa che, insieme ad Amnesty, potrai rendere ancora più speciali. Scegliendo le nostre bomboniere solidali, puoi contribuire al sostegno delle attività di Amnesty International a favore dei diritti umani nel mondo.
Puoi scegliere tra scatoline portaconfetti, partecipazioni, bigliettini e segnalibri personalizzabili, ideati da disegnatrici professioniste, volontarie di Amnesty.
Trovi il catalogo delle bomboniere all'indirizzo www.amnesty.piemontevda.it.
Per informazioni: Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta Tel. 011/8170530 ai.torino@amnesty.it
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Come destinare il 5 per 1000 ad Amnesty International
Anche quest'anno chi compila il 730, l'Unico o il CUD può scegliere di destinare a una ONLUS il 5 per 1000, che altrimenti andrebbe allo Stato. Il 5 per 1000 infatti non é una imposta aggiuntiva, nè sostituisce l' 8 per 1000, ma ti permetterà di scegliere a chi destinare parte delle tue imposte. Una scelta che dal 2006 milioni di italiani hanno deciso di fare. Quest'anno scegli di destinare anche tu il 5 per 1000 dell'IRPEF ad Amnesty International, un gesto importante per i diritti umani per chi, come noi, li difende da quasi 50 anni.
COME FARE? E' SEMPLICISSIMO!
Nel modulo della Dichiarazione dei redditi (730, CUD, Unico) trovi un riquadro per il 5 per 1000: 1. Firma nel primo riquadro a sinistra "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, ecc". 2. Riporta sotto la tua firma il codice fiscale di Amnesty International: 0303 111 0582.
La tua firma al 5 per 1000 in favore di Amnesty International é un'opportunità in più per stare dalla parte dei diritti umani: un gesto semplice ma importantissimo, assieme alle tue altre donazioni che siamo certi non vorrai farci mancare nel corso dell'anno. Come sai, per essere indipendenti e imparziali, non accettiamo soldi dai governi per le nostre attività di campagne e di ricerca e quindi il tuo contributo é per noi fondamentale.
Ricorda! Con la tua Dichiarazione dei redditi puoi fare veramente molto. Bastano la tua firma e il nostro codice fiscale. E' un gesto di valore che non ti costa nulla!
Per informazioni: Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta Tel. 011/8170530 ai.torino@amnesty.it
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1 GETTONE, 1 EURO, 1 AZIONE
Sostieni la nostra azione! Aiutaci a difendere i Diritti Umani!
I Gruppi della Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta di Amnesty International promuovono una nuova iniziativa di Raccolta Fondi: in cambio di un contributo minimo di un euro, sarà distribuito un gettone di plastica giallo, del formato di una moneta, da utilizzare per ritirare il carrello al supermercato. Un oggetto piccolo, pratico e di uso quotidiano per appoggiare le tante battaglie che Amnesty porta avanti tutti i giorni in difesa dei diritti umani nel mondo. La donazione andrà a sostegno delle azioni di Amnesty International e delle attività dei gruppi locali. Sul retro del gettone sono riportati l'indirizzo web della Sezione italiana di Amnesty International (www.amnesty.it) e il codice fiscale dell'associazione (03031110582), necessario nel caso si scelga di destinare ad Amnesty il 5 per 1000 al momento della compilazione della propria dichiarazione dei redditi. Il gettone di Amnesty é disponibile da subito e viene distribuito dai gruppi locali e presso la sede della Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta.
Per informazioni: Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta Tel. 011/8170530 ai.torino@amnesty.it
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AZIONE URGENTE - Autorità palestinese: sette uomini a rischio di esecuzione
Amnesty International è seriamente preoccupata per sette uomini di età compresa tra i 28 e i 45 anni che si trovano a rischio di esecuzione. Shadi 'Abdul Karim al-Madhoun, 'Aamer Saber Hussein al-Jundiya, Salem 'Ali al-Jundiya, Mo'men Hussein al-Jundiya, Nasser Salamah Abu Freih, Mohammed Ali Hassan Saidam, Iyad Ahmed Diab Sukkar sono stati condannati a morte da tribunali militari a seguito di processi irregolari. I tribunali stanno operando sotto la giurisdizione di Hamas che, di fatto, sta amministrando il territorio dal 2007. Le condanne sono state emesse tra il 2008 e il 2009: Shadi 'Abdul Karim al-Madhoun, 'Aamer Saber Hussein al-Jundiya, Salem 'Ali al-Jundiya e Mo'men Hussein al-Jundiya sono stati condannati per rapimento e omicidio. Nasser Salamah Abu Freih, Mohammed Ali Hassan Saidam e Iyad Ahmed Diab Sukkar sono stati condannati invece per "collaborazione" con l'esercito israeliano, in seguito alla quale sono morti alcuni loro commilitoni. Gli imputati sono stati condannati in base alle norme del Codice penale rivoluzionario dell'Olp (Organizzazione per la liberazione palestinese), un codice mai ratificato dall'autorità legislativa regolarmente eletta e quindi non facente parte della legge palestinese alla base della Costituzione. Nei restanti territori governati dall'Autorità palestinese, tutte le condanne a morte devono essere ratificate dal presidente stesso, tuttavia Hamas - ormai in aperto conflitto con l'Autorità palestinese da quando ha occupato la striscia di Gaza nel 2007 - ha annunciato la costituzione di una commissione composta da consulenti legali e da funzionari del ministero della Giustizia che avranno il compito di ratificare queste condanne a morte. Una volta avvenuta la ratifica, i sette uomini potrebbero essere messi a morte in qualsiasi momento. Da giugno 2007, la striscia di Gaza è sotto una giurisdizione guidata da Hamas. Tutte le istituzioni giuridiche nella striscia sono state sospese dal presidente dell'Autorità palestinese Abbas, creando così un vuoto giudiziario parzialmente riempito da un sistema parallelo voluto da Hamas ma carente di competenze e delle necessarie salvaguardie in materia. Le ultime esecuzioni a Gaza sono avvenute nel 2005.
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BUONE NOTIZIE
Campagna "Io pretendo dignità"
Turchia - Il 6 luglio 2009 i governi di Austria, Germania e Svizzera hanno annullato il finanziamento (erogato attraverso le rispettive agenzia per il credito all'esportazione) al progetto della diga di Ilisu, in Turchia. La decisione è stata presa dopo aver esaminato la valutazione di un gruppo di esperti indipendenti, secondo i quali il progetto avrebbe un impatto negativo dal punto di vista ambientale e sociale. La diga da1200 megawatt sul fiume Tigri causerebbe il trasferimento di almeno 55.000 abitanti della regione sudorientale della Turchia. Secondo le organizzazioni della società civile turca, le popolazioni interessate non sono state adeguatamente consultate e i programmi di reinsediamento non sarebbero in linea con gli standard internazionali.
Diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender
India - Il 1° luglio 2009 l'Alta corte di Delhi ha decriminalizzato l’omosessualità. Secondo Amnesty International, che insieme alle organizzazioni locali per i diritti umani aveva svolto una lunga campagna per questo obiettivo, la sentenza è un deciso passo avanti per assicurare che in India sia possibile esprimere il proprio orientamento sessuale e l’identità di genere senza timore di subire discriminazioni. La sentenza dell’Alta corte ha annullato, definendola discriminatoria e “contraria alla moralità costituzionale”, una norma britannica risalente al periodo coloniale che proibiva relazioni sessuali consensuali tra persone dello stesso sesso, definite “rapporti carnali contro l’ordine naturale”. La legge è stata usata per colpire l’azione degli organismi impegnati nella prevenzione dell’Hiv/Aids.
Pena di morte
Kuwait - Il 1° luglio 2009 l'Emiro ha commutato in ergastolo la condanna alla pena capitale di May Membriri Vecina, 29 anni, migrante delle FIlippine impiegata come collaboratrice domestica nello stato del Golfo Persico. La donna era stata condannata a morte nel luglio 2007 con l'accusa di aver assassinato uno dei figli del suo datore di lavoro. All'epoca del processo, aveva segnalato alla corte di soffrire di disturbi mentali e aveva denunciato di essere stata violentata dall'uomo.
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Ufficio Stampa Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d Aosta Corso San Maurizio 12 bis Torino Tel. 011/8170530 aipiemonte.press@libero.it
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