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Newsletter di Amnesty International
Oggetto: Newsletter di Amnesty International
Data invio: 2009-07-27 16:50:40
Invio #: 16
Contenuto:
Amnesty International

Newsletter n. 304 del 27 luglio 2009

Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta

 

In questo numero:

TORINO - Una calda serata peruviana per i diritti umani

BOMBONIERE SOLIDALI - Rendi la tua festa ancora più speciale!

Come destinare il 5 per 1000 ad Amnesty International

1 GETTONE, 1 EURO, 1 AZIONE

FIRMA L'APPELLO

BUONE NOTIZIE

 

 
     
     
     
     
     
     
     
 

 
     
 

 
 
 
 

TORINO - Una calda serata peruviana per i diritti umani

Il Perù è tornato, per pochi attimi, a far parte dell’agenda dei media italiani all’inizio del mese di giugno quando la polizia è intervenuta con la forza, a Bagua, contro i nativi delle comunità dell’Amazzonia che protestavano contro una serie di atti legislativi, adottati senza consultare le comunità indigene, sull’uso della terra e delle risorse naturali nella selva amazzonica.

Ci si chiede se i fatti sanguinosi di oggi (almeno nove indigeni e 24 agenti di polizia morti e 200 feriti, tra cui 31 agenti) siano in qualche modo collegati con la travagliata e frammentata storia di questo paese. Esiste cioè un’abitudine all’abuso di potere in un paese che in passato, per contrastare l’opposizione di gruppi armati come Sendero Luminoso e il Movimento Rivoluzionario Tùpac Amaru è ricorso anche alla violazione sistematica dei diritti umani e delle libertà fondamentali?

E ancora, la condanna di Alberto Fujimori (presidente del Perù dal 1990 al 2000), a 25 anni di carcere, per crimini contro l’umanità, rappresenta un momento storico e un punto di svolta, o è lecito dubitare che quella della giustizia in Perù rimanga una questione irrisolta?

Amnesty International ha trattato questi temi e provato a dare risposte a questi interrogativi nel dibattito: "Il Perù tra domanda di giustizia e impunità: una questione irrisolta", che si è tenuto a Torino martedì 14 luglio.

L’afosa serata torinese non scoraggia la presenza di un numeroso pubblico peruviano e italiano.

Carla Gottardi, già presidente della sezione italiana di Amnesty International, introduce la serata ricordando i motivi di preoccupazione e gli interventi dell’organizzazione nei decenni precedenti. Una realtà che anche la Commissione Verità e Riconciliazione in Perù, nel suo rapporto pubblicato nel 2003, attesta: oltre 69.000 furono le vittime, tra morti e desaparecidos, della violenza politica e della repressione statale (tre quarti erano contadini e indios); oltre la metà delle vittime fu imputata a Sendero Luminoso, il resto alle forze governative, ai paramilitari e ai gruppi armati di opposizione minori; pesanti furono giudicate le responsabilità, politiche e non solo, dei governi degli ex presidenti Belaúnde Terry, Alan García e Alberto Fujimori nelle violazioni dei diritti umani. Le principali preoccupazioni di oggi di Amnesty International continuano a riguardare l’impunità di chi si è reso responsabile di violazioni ed abusi; la difficoltà di ottenere giustizia da parte delle vittime; gli attacchi a cui sono tuttora esposti i difensori dei diritti umani e la libera stampa; la discriminazione nell’accesso ai servizi sociali di larga parte della popolazione più povera ed emarginata, specie le donne.

Il prof. Luís Dapelo, docente di Lingua Spagnola e Traduzione presso le Università di Genova e Cagliari, svolge un approfondito excursus degli ultimi trent’anni della storia del Perù, ponendo l’accento sullo sviluppo non lineare, dopo l’indipendenza dalla Spagna, della società civile, con la crescita del militarismo che si è sostituito alla politica e una pseudo modernità che non corrisponde ad una reale modernizzazione. Un insieme di cause che ha portato, dopo il fallimento in termini politici ed economici della prima presidenza di Alan García, all’affermarsi di Alberto Fujimori. Le sue origini nipponiche e la sua formazione professionale in agro-ecologia, oltre a valorizzare il suo essere un outsider, avevano suscitato speranze di cambiamento nelle fasce di popolazione indigena, legate alla cultura contadina e tradizionalmente discriminate dalla popolazione di discendenza ispanica.

Laura Prada de Olave, presidente del Centro Cultural Peruano de Turin, parlando del possibile ruolo delle comunità peruviane all’estero, testimonia di come queste corrano talvolta il rischio di vivere la stessa frammentazione che c’è all’interno della società peruviana, dove essere, ad esempio, contadino e povero preclude a priori l’accesso a diritti fondamentali come le cure mediche e l’educazione. La democrazia formale in Perù non ha mai garantito al 40% della popolazione lo sviluppo economico e sociale, costringendo gran parte della popolazione a vivere sotto la soglia di povertà estrema, con meno di un dollaro al giorno.

A fine serata, un soffio d’aria fresca inizia ad entrare dalle finestre della sala ancora piena di un pubblico che ha voglia di intervenire. Il clima del dibattito resta caldo: ci si chiede quanto, nel mandato nuovamente affidato al presidente Alan Garcìa, possa davvero cambiare; si esprime il desiderio di tornare prima o poi in Perù, giudicando ci sia stato comunque un miglioramento economico; si testimonia della difficoltà di vivere da lontano la sofferenza del proprio paese, ma anche di vivere la realtà italiana, oggi più dura nei confronti degli stranieri.

La strada verso casa sembra essere ancora lunga e tortuosa, ma è ferma l’intenzione di percorrerla nella prospettiva, richiamata in conclusione dal Prof. Dapelo, di indirizzare sempre più gli sforzi verso una democrazia partecipativa che promuova il coinvolgimento e la responsabilizzazione della società civile nelle scelte politiche dei governi e nella individuazione di strategie di sviluppo più rispettose dei bisogni delle popolazioni e dei diritti umani.

Daniela Gonella, Amnesty International - Circoscrizione Piemonte e Valle d’Aosta

 
 
 
 

BOMBONIERE SOLIDALI - Rendi la tua festa ancora più speciale!

Un matrimonio, un battesimo, una laurea: occasioni di gioia e di festa che, insieme ad Amnesty, potrai rendere ancora più speciali. Scegliendo le nostre bomboniere solidali, puoi contribuire al sostegno delle attività di Amnesty International a favore dei diritti umani nel mondo.

Puoi scegliere tra scatoline portaconfetti, partecipazioni, bigliettini e segnalibri personalizzabili, ideati da disegnatrici professioniste, volontarie di Amnesty.

Trovi il catalogo delle bomboniere all'indirizzo www.amnesty.piemontevda.it.

Per informazioni:
Amnesty International
Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta
Tel. 011/8170530
ai.torino@amnesty.it

 
 
 
 

Come destinare il 5 per 1000 ad Amnesty International

Anche quest'anno chi compila il 730, l'Unico o il CUD può scegliere di destinare a una ONLUS il 5 per 1000, che altrimenti andrebbe allo Stato.
Il 5 per 1000 infatti non é una imposta aggiuntiva, nè sostituisce l' 8 per 1000, ma ti permetterà  di scegliere a chi destinare parte delle tue imposte.
Una scelta che dal 2006 milioni di italiani hanno deciso di fare.
Quest'anno scegli di destinare anche tu il 5 per 1000 dell'IRPEF ad Amnesty International, un gesto importante per i diritti umani per chi, come noi, li difende da quasi 50 anni.

COME FARE? E' SEMPLICISSIMO!

Nel modulo della Dichiarazione dei redditi (730, CUD, Unico) trovi un riquadro per il 5 per 1000:
1. Firma nel primo riquadro a sinistra "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità  sociale, delle associazioni di promozione sociale, ecc".
2. Riporta sotto la tua firma il codice fiscale di Amnesty International: 0303 111 0582.

La tua firma al 5 per 1000 in favore di Amnesty International é un'opportunità  in più per stare dalla parte dei diritti umani: un gesto semplice ma importantissimo, assieme alle tue altre donazioni che siamo certi non vorrai farci mancare nel corso dell'anno. Come sai, per essere indipendenti e imparziali, non accettiamo soldi dai governi per le nostre attività  di campagne e di ricerca e quindi il tuo contributo é per noi fondamentale.

Ricorda! Con la tua Dichiarazione dei redditi puoi fare veramente molto. Bastano la tua firma e il nostro codice fiscale. E' un gesto di valore che non ti costa nulla!

Per informazioni:
Amnesty International
Circ.ne Piemonte e Valle d'Aosta
Tel. 011/8170530
ai.torino@amnesty.it

 
 
 
 

1 GETTONE, 1 EURO, 1 AZIONE

Sostieni la nostra azione! Aiutaci a difendere i Diritti Umani!

I Gruppi della Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta di Amnesty International promuovono una nuova iniziativa di Raccolta Fondi: in cambio di un contributo minimo di un euro, sarà  distribuito un gettone di plastica giallo, del formato di una moneta, da utilizzare per ritirare il carrello al supermercato. Un oggetto piccolo, pratico e di uso quotidiano per appoggiare le tante battaglie che Amnesty porta avanti tutti i giorni in difesa dei diritti umani nel mondo.
La donazione andrà  a sostegno delle azioni di Amnesty International e delle attività  dei gruppi locali.
Sul retro del gettone sono riportati l'indirizzo web della Sezione italiana di Amnesty International (www.amnesty.it) e il codice fiscale dell'associazione (03031110582), necessario nel caso si scelga di destinare ad Amnesty il 5 per 1000 al momento della compilazione della propria dichiarazione dei redditi.
Il gettone di Amnesty é disponibile da subito e viene distribuito dai gruppi locali e presso la sede della Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta.

Per informazioni:
Amnesty International
Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta
Tel. 011/8170530
ai.torino@amnesty.it

 
 
 
 

AZIONE URGENTE - Repubblica Popolare Cinese: attivista di etnia uigura detenuto a Pechino

Ilham Tohti, redattore del sito web Uiguri Online e professore associato di economia all'Università centrale di Pechino, è detenuto in totale isolamento dall'8 luglio scorso. Non si conosce il luogo in cui si trova ed è a rischio di subire torture e altri maltrattamenti. Tothi è un prigioniero di coscienza, detenuto solo per aver esercitato il suo diritto alla libertà di espressione pacifica. 
L'8 luglio, Tohti ha telefonato a un suo amico dicendogli che stava per essere arrestato e che temeva di non poter più riuscire a comunicare con lui. Tohti ha raccontato al suo amico di essere stato accusato dalle autorità di aver istigato gli scontri che avevano avuto luogo il 5 luglio a Urumqi tra alcuni manifestanti uiguri e forze di sicurezza della Regione autonoma uigura dello Xinjiang (Xuar), nel nordest della Cina. Le autorità hanno dichiarato che nel corso delle proteste sono rimaste uccise circa 190 persone. Nella telefonata, Tohti ha negato le accuse, dicendo al suo amico che non avrebbe mai usato violenza. È probabile che Tohti sia stato arrestato all'università alcune ore dopo la telefonata. Il suo avvocato e la famiglia non hanno informazioni sulla sua situazione.
Tohti era stato interrogato dalla polizia tra il 5 e il 7 luglio, a seguito della pubblicazione di alcuni articoli sul sito web Uiguri Online e sul suo blog personale, che trattavano della rissa che aveva avuto luogo il 26 giugno tra operai uiguri e han (gruppo etnico cinese) nella provincia del Guangdong. Il 5 luglio, dopo gli scontri di Urumqi, il provider che ospitava il suo blog ha rimosso gli articoli.

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BUONE NOTIZIE

Prigionieri di coscienza

Arabia Saudita - 'Abdullah Salel al-Muhanna, ex sindaco della città di al Khober, è stato rilasciato il 30 giugno 2009. Era stato arrestato alla fine di maggio per aver tenuto all'interno della sua abitazione la
preghiera del venerdì per i fedeli della comunità sciita. La religione ufficiale dell'Arabia Saudita è l'islam di rito sunnita e gli sciiti vanno incontro a dure persecuzioni. Amnesty International aveva adottato 'Abdullah Salel al-Muhanna come prigioniero di coscienza e aveva lanciato un'azione urgente in suo favore.

 
 
 
   

Ufficio Stampa
Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d Aosta
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