Newsletter n° 292 del 13 maggio 2009
| Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta |  | In questo numero: | | | |
| |  | NOLE (TO) – CineforumDal 15 al 29 maggio Sala consiliare – via Torino, 127 Ore 21 Il Gruppo Italia 124 di Amnesty International propone, insieme ad AVSF e con il patrocinio del Comune di Nole, tre serate di cineforum su temi legati ai Diritti umani. Venerdì 15 maggio – Diritto al lavoro e alla libertà personale“Bordertown” di Gregory Nava (Messico, 2007) Venerdì 22 maggio – Diritto all’indipendenza“Vai e vivrai” di Radu Mihaileanu (Israele, 2005) Venerdì 29 maggio – Diritto all’identità“Il cerchio” di Jafar Panah (Iran, 2000) Per informazioni: gr124@amnesty.it, m.actis@amnesty.it | | | |
| | | | CIRIE'(TO) - Partecipazione a Mostra di solidarietàDomenica 17 maggio P.za S. Giovanni ore 10-18
Il Gruppo Italia 124 di Ciriè parteciperà all'11ma Mostra dei prodotti del Terzo Mondo e della cooperazione internazionale. In questa occasione sarà possibile visitare la mostra "S.O.S. Terra - natura e uomini", composta da elaborati dei bambini e ragazzi delle scuole di Borgaro, Caselle, Ciriè, Fiano, Lanzo, Mathi, San Carlo, Vauda, Venaria e Viù.
Per informazioni: gr124@amnesty.it, m.actis@amnesty.it | | | |
| | | | CIRIE' (TO) - Seminario "Il coraggio delle donne per il progresso di tutti"
Sabato 23 maggio Palazzo Comunale - Sala ex Biblioteca Ore 9,30 - 12,30
Il Gruppo Italia 124 di Amnesty International, insieme ad AVSF ed Equ'azione, organizza il seminario "Il coraggio delle donne per il progresso di tutti".
Intervengono: Claudio Torrero: le donne per la libertà del Tibet Sunil Pokharel: Le donne oggi in Nepal Gladys Arriaga: testimonianza dal Guatemala
All'interno del seminario verrà proiettato il video: "Progetto Libero mondo in Palestina".
Per informazioni: gr124@amnesty.it, m.actis@amnesty.it | | | |
| | | | TORINO - Manifestazione "Torino Pride 2009"
Sabato 16 maggio P.za Solferino Ore 15
Si svolgerà sabato 16 maggio a Torino, con partenza da piazza Solferino, il corteo del Torino Pride 2009, manifestazione a favore dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender. Il titolo del Pride di quest'anno sarà "Italia vs Europa - in Europa è diverso". La Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta di Amnesty International sarà presente con uno striscione.
Per informazioni: www.torinopride.it | | | |
| | | | SANTHIA' (VC) - Spettacolo teatrale "Donne di sabbia"
Giovedì 14 maggio Salone parrocchiale - piazzetta SS. Rosario Ore 21
"Donne di sabbia" è uno spettacolo/testimonianza sulle donne di Ciudad Juarez (Messico) realizzato per divulgare la terribile realtà del femminicidio in questa zona di frontiera. Le offerte raccolte durante l'iniziativa saranno devolute all'associazione "Nuestras hijas de regreso a casa", che si occupa di assistere i figli delle donne scomparse. Lo spettacolo ha il patrocinio di Amnesty International.
Per informazioni: Gruppo Italia 93 - Amnesty International gr093@amnesty.it | | | |
| | | | TORINO - Aperitivo con Amnesty
Sabato 16 maggio Shortbus - via Gaudenzio Ferrari, 5 Ore 19,30
La ricercatrice Heather McGill, del Segretariato Internazionale di Amnesty International, affronterà il tema della pena di morte nel mondo.
Per informazioni: Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta Tel. 011/8170530 ai.torino@amnesty.it | | | |
| | | | TORINO - Incontro con ricercatori Brasile di Amnesty International
Giovedì 21 maggio Salone Antico Macello di Po via Matteo Pescatore, 7 Ore 20,30 Dal 22 al 24 maggio si svolgerà a Torino l'incontro internazionale dei coordinatori per il Brasile di Amnesty International. Cogliendo questa occasione, la Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta organizza un incontro con Patrick Wilcken e Adriàn Sànchez, rispettivamente campaigner e coordinatore del team Brasile del Segretariato internazionale di Amnesty International. Sarà possibile, per soci e persone interessate all'argomento, dialogare con loro e conoscere meglio l'organizzazione del lavoro di Amnesty a livello centrale.
Per informazioni: Circ.ne Piemonte e Valle d'Aosta Tel. 011/8170530 | | | |
| | | | Come destinare il 5 per 1000 ad Amnesty International
Anche quest'anno chi compila il 730, l'Unico o il CUD può scegliere di destinare a una ONLUS il 5 per 1000, che altrimenti andrebbe allo Stato. Il 5 per 1000 infatti non è una imposta aggiuntiva, né sostituisce l' 8 per 1000, ma ti permetterà di scegliere a chi destinare parte delle tue imposte. Una scelta che dal 2006 milioni di italiani hanno deciso di fare. Quest'anno scegli di destinare anche tu il 5 per 1000 dell'IRPEF ad Amnesty International, un gesto importante per i diritti umani per chi, come noi, li difende da quasi 50 anni. COME FARE? E' SEMPLICISSIMO! Nel modulo della Dichiarazione dei redditi (730, CUD, Unico) trovi un riquadro per il 5 per 1000: 1. Firma nel primo riquadro a sinistra "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, ecc". 2. Riporta sotto la tua firma il codice fiscale di Amnesty International: 0303 111 0582. La tua firma al 5 per 1000 in favore di Amnesty International è un'opportunità in più per stare dalla parte dei diritti umani: un gesto semplice ma importantissimo, assieme alle tue altre donazioni che siamo certi non vorrai farci mancare nel corso dell'anno. Come sai, per essere indipendenti e imparziali, non accettiamo soldi dai governi per le nostre attività di campagne e di ricerca e quindi il tuo contributo è per noi fondamentale. Ricorda! Con la tua Dichiarazione dei redditi puoi fare veramente molto. Bastano la tua firma e il nostro codice fiscale. E' un gesto di valore che non ti costa nulla!
Per informazioni: Amnesty International - Circ.ne Piemonte e Valle d'Aosta Tel. 011/8170530 ai.torino@amnesty.it | | | |
| | | | 1 GETTONE, 1 EURO, 1 AZIONE
Sostieni la nostra azione! Aiutaci a difendere i Diritti Umani!
I Gruppi della Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta di Amnesty International promuovono una nuova iniziativa di Raccolta Fondi: in cambio di un contributo minimo di un euro, sarà distribuito un gettone di plastica giallo, del formato di una moneta, da utilizzare per ritirare il carrello al supermercato. Un oggetto piccolo, pratico e di uso quotidiano per appoggiare le tante battaglie che Amnesty porta avanti tutti i giorni in difesa dei diritti umani nel mondo. La donazione andrà a sostegno delle azioni di Amnesty International e delle attività dei gruppi locali. Sul retro del gettone sono riportati l'indirizzo web della Sezione italiana di Amnesty International (www.amnesty.it) e il codice fiscale dell'associazione (03031110582), necessario nel caso si scelga di destinare ad Amnesty il 5 per 1000 al momento della compilazione della propria dichiarazione dei redditi. Il gettone di Amnesty è disponibile da subito e viene distribuito dai gruppi locali e presso la sede della Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta. Per informazioni: Tel. 011/8170530 ai.torino@amnesty.it | | | |
| | | | APPELLO - Sri Lanka: circa 50mila civili prigionieri nella "zona di non combattimento"
Circa 50 mila civili sono intrappolati in una crisi umanitaria nel distretto di Mullaitivu nel nord dello Sri Lanka. Soffrono per la mancanza di cibo, cure mediche e rischiano di essere uccisi o feriti nel conflitto tra le forze governative e il gruppo di opposizione armato Tigri per la liberazione della patria Tamil (Ltte). Le Nazioni Unite hanno stimato che dall'inizio dell'anno più di 6.500 civili sono morti e 13 mila sono stati feriti. Il Comitato internazionale della Croce Rossa (Icrc), l'unica presenza permanente nelle zone di guerra, ha descritto la situazione come "catastrofica". I civili, inclusi i bambini, corrono gravi rischi perché intrappolati ed esposti a bombardamenti aerei da parte delle forze armate governative e al fuoco dell'Ltte. L'area di combattimento era inizialmente estesa su una larga parte del distretto di Mullaitivu; nel febbraio 2009, in risposta alle pressioni delle Nazioni Unite e di altri organismi internazionali, il governo ha creato una così detta "zona di non combattimento", dove i civili dovrebbero essere al sicuro. Tuttavia, in seguito all'occupazione da parte delle forze governative del territorio controllato dall'Ltte, l'opposizione armata si è spostata nella "zona di non combattimento". La zona, che è limitata dall'area costiera di Mullaitivu, si restringe quotidianamente. L'Ltte ha impedito ai civili di raggiungere le aree di sicurezza fuori dalla "zona di non combattimento", costringendoli a restare sotto tiro. I civili, inoltre, vengono utilizzati per combattere, creare delle difese e come scudi umani. Nel febbraio 2009, l'Icrc ha denunciato un vertiginoso incremento del numero delle vittime. Lo staff medico nell'area ha riferito di continue e indiscriminate fucilazioni nella zona ad opera delle forze governative. Secondo quanto riferito, gli ospedali sarebbero stati presi di mira dalle forze governative. Il blocco continuo dell'accesso umanitario all'area ha causato un'enorme scarsità di medicinali. Le scorte di cibo sono diminuite, provocando a casi di malnutrizione. In risposta alle continue pressioni internazionali, il 27 aprile, il governo dello Sri Lanka si è impegnato a non usare armi pesanti nella "zona di non combattimento". Tuttavia, secondo lo staff medico, il 28 aprile ci sono stati continui bombardamenti nella zona, che hanno provocato 204 feriti civili. Questi sono stati ricoverati nelle strutture sanitarie nel villaggio di Mullivakkal e 29 di essi sono in seguito morti. Il conflitto tra le forze governative e l'Ltte va avanti da decenni. Il conflitto, intensificatosi nell'area nord orientale da luglio 2008, ha provocato gravi violazioni dei diritti umani e crimini di guerra. All'inizio del 2009, più di 250 mila persone sono rimaste intrappolate negli scontri tra le forze di sicurezza governative e l'Ltte. Il governo dello Sri Lanka ha ripetutamente negato ai giornalisti indipendenti e ai supervisori la possibilità di effettuare un'accurata e imparziale valutazione della situazione, con la conseguenza che si è impedito alla popolazione dello Sri Lanka e al mondo di conoscere la portata reale della crisi umanitaria nel Wanni. Nel settembre 2008, il governo ha costretto tutte le agenzie umanitarie, eccetto l'Icrc, a ritirarsi. Solo l'Icrc, che ha un accesso permanente anche se limitato, ha reso possibile l'arrivo di qualche convoglio ai civili. Nell'aprile 2009, con l'intensificarsi degli scontri e la crescente pressione internazionale per una temporanea tregua umanitaria, decine di migliaia di civili sono scappati dall'area di controllo del governo. Attualmente, più di 150 mila profughi si trovano in 20 campi di transito lungo il distretto di Vavuniya. Il governo dello Sri Lanka ha continuato per mesi ad affermare che il numero di civili intrappolati nella zona di guerra era inferiore a quello stimato dalle agenzie umanitarie, con il risultato che le autorità si sono trovate impreparate ad assistere le decine di migliaia di civili che adesso attraversano il distretto di Vavuniya. I rapporti mostrano come i "villaggi per gli sfollati", che di fatto sono dei centri di detenzione creati dalle autorità, siano sovraffollati e abbiano strutture inadeguate. Lontano dal fronte di guerra, la libertà di espressione è gravemente minacciata nel paese. Di conseguenza il conflitto non è pienamente raccontato in Sri Lanka e coloro che tentano di farlo sono stati spesso bersaglio delle autorità governative. | | | |
| | | | BUONE NOTIZIEPrigionieri di coscienza
Sudan - Mohamed Al Mahjoub, direttore ad interim di "Amal", un centro per il trattamento e la riabilitazione delle vittime di tortura, è stato rilasciato il 17 aprile 2009, a seguito di un'azione urgente di Amnesty International. Era stato arrestato l'11 aprile nella sua abitazione di El Fasher, nel Darfur settentrionale, nel contesto del giro di vite ordinato dalle autorità sudanesi nei confronti dei difensori dei diritti umani, "colpevoli" di avere in qualche modo agito in favore dell'emissione del mandato di cattura nei confronti del presidente al-Bashir da parte della Corte penale internazionale.
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| | | | Ufficio Stampa Amnesty International – Circoscrizione Piemonte e Valle d’Aosta Corso San Maurizio 12 bis Torino Tel. 011/8170530 aipiemonte.press@libero.it
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