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Newsletter di Amnesty International
Oggetto: Newsletter di Amnesty International
Data invio: 2009-09-24 14:19:31
Invio #: 19
Contenuto:
Amnesty International

Newsletter n. 307 del 24 settembre 2009

Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta

 

In questo numero:

NOVARA - Proiezione de "Come un uomo sulla terra" - 7 ottobre 2009

TORINO - Serata informativa contro la pena di morte - 9 ottobre 2009

TORINO - Festival Cinemambiente - 8-13 ottobre 2009

BOMBONIERE SOLIDALI - Rendi la tua festa ancora più speciale

Come destinare il 5 per 1000 ad Amnesty International

LOTTERIA DI RACCOLTA FONDI "Grazie, Amnesty"

Firma l'appello

Buone notizie

 

 
 
 
 

NOVARA - Proiezione de "Come un uomo sulla terra"

Mercoledì 7 ottobre 2009
Salone Soci Ipercoop
Via Porzio Giovanola, 11
Ore 21

 

Il Gruppo Italia 46 di Amnesty International, in collaborazione con la Caritas diocesana di Novara e la sezione Soci Coop di Novara, propone la proiezione del documentario "Come un uomo sulla terra" di Riccardo Biadene, Andrea Segre e Dagmawi Yimer, patrocinato dalla Sezione italiana di Amnesty International.

Interverranno la co-regista Dagmawi Yimer e Cristiana Cavagna, del Coordinamento Amnesty per i rifugiati. Tema dell'incontro sarà "Immigrati: persone, non solo numeri. Il diritto di asilo come misura di civiltà".

Per informazioni:
Gruppo Italia 46
gr046@amnesty.it


 

 
 
 
 

TORINO - Serata contro la pena di morte

Venerdì 9 ottobre 2009
c/o Shortbus
Via Gaudenzio Ferrari, 5/l
Dalle ore 19.30

 Il Gruppo Italia 9 propone una serata informativa in occasione della Giornata Internazionale contro la pena di morte (10 ottobre). Sarà possibile conoscere meglio gli obiettivi e le attività di Amnesty e firmare appelli relativi agli Stati che non hanno ancora abolito la pena capitale per i minorenni.

Per informazioni:
Gruppo Italia 9
gr009@amnesty.it

 

 
 
 
 

 TORINO - Festival Cinemambiente

Dall'8 al 13 ottobre 2009
Accoglienza presso Cinema Massimo
Via Verdi, 18
Proiezioni in varie sale cittadine

 

Anche quest'anno, all'interno del Festival Cinemambiente sarà riproposta la Sezione "Focus Diritti Umani", nata per sottolineare come il diritto ad un ambiente sano sia da considerare un diritto umano a tutti gli effetti e le violazioni dell'ambiente siano sempre più spesso collegate a violazioni dei diritti umani.
Il programma della manifestazione sarà disponibile dalla prossima settimana.

Per informazioni:
www.cinemambiente.it

 

 
 
 
 

BOMBONIERE SOLIDALI - Rendi la tua festa ancora più speciale!

Un matrimonio, un battesimo, una laurea: occasioni di gioia e di festa che, insieme ad Amnesty, potrai rendere ancora più speciali. Scegliendo le nostre bomboniere solidali, puoi contribuire al sostegno delle attività di Amnesty International a favore dei diritti umani nel mondo.

Puoi scegliere tra scatoline portaconfetti, partecipazioni, bigliettini e segnalibri personalizzabili, ideati da disegnatrici professioniste, volontarie di Amnesty.

Trovi il catalogo delle bomboniere all'indirizzo www.amnesty.piemontevda.it .

Per informazioni:
Amnesty International
Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta
Tel. 011/8170530
ai.torino@amnesty.it

 

 
 
 
     
     
     
     
     
     
 

Come destinare il 5 per 1000 ad Amnesty International

Anche quest'anno chi compila il 730, l'Unico o il CUD può scegliere di destinare a una ONLUS il 5 per 1000, che altrimenti andrebbe allo Stato.
Il 5 per 1000 infatti non é una imposta aggiuntiva, non sostituisce l' 8 per 1000, ma ti permetterà  di scegliere a chi destinare parte delle tue imposte.
Una scelta che dal 2006 milioni di italiani hanno deciso di fare.
Quest'anno scegli di destinare anche tu il 5 per 1000 dell'IRPEF ad Amnesty International, un gesto importante per i diritti umani per chi, come noi, li difende da quasi 50 anni.

COME FARE? E' SEMPLICISSIMO!

Nel modulo della Dichiarazione dei redditi (730, CUD, Unico) trovi un riquadro per il 5 per 1000:
1. Firma nel primo riquadro a sinistra "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità  sociale, delle associazioni di promozione sociale, ecc".
2. Riporta sotto la tua firma il codice fiscale di Amnesty International: 0303 111 0582.

La tua firma al 5 per 1000 in favore di Amnesty International é un'opportunità  in più per stare dalla parte dei diritti umani: un gesto semplice ma importantissimo, assieme alle tue altre donazioni che siamo certi non vorrai farci mancare nel corso dell'anno. Come sai, per essere indipendenti e imparziali, non accettiamo soldi dai governi per le nostre attività  di campagne e di ricerca e quindi il tuo contributo é per noi fondamentale.

Ricorda! Con la tua Dichiarazione dei redditi puoi fare veramente molto. Bastano la tua firma e il nostro codice fiscale. E' un gesto di valore che non ti costa nulla!

Per informazioni:
Amnesty International
Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta
Tel. 011/8170530
ai.torino@amnesty.it

 

 
 
 
 

LOTTERIA DI RACCOLTA FONDI 2009

 

La Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta vi invita a partecipare all'edizione 2009 della propria lotteria di raccolta fondi "Grazie, Amnesty".
I biglietti saranno distribuiti dai Gruppi locali e presso la sede della Circoscrizione, in cambio di una donazione minima di 1 euro.
I premi in palio sono numerosi e...per tutti i gusti: non resta che tentare la fortuna! Basta un contributo di 1 euro per aiutare a sostenere l'attività dell'associazione.
L'estrazione dei premi sarà domenica 25 ottobre, alle ore 19, presso il Ristorante De Amicis, in corso Casale, 134 (1° piano).
Il regolamento e l'elenco dei premi sono disponibili sul sito
www.amnesty.piemontevda.it.

 

Per informazioni:
Amnesty International
Circ.ne Piemonte e Valle d'Aosta
Tel. 011/8170530
ai.torino@amnesty.it

 

 
 
 
 

AZIONE URGENTE - Brasile: comunità nativa Guaranì Kaiowa rischia l'espulsione dalle sue terre

Circa 130 persone, tra cui 60 bambini, appartenenti alla comunità nativa Guarani Kaiowa, nel sud est del Brasile, rischiano di essere sottoposti a sgombero forzato dalle loro terre nella comunità di Laranjeira Ñanderu, nello stato del Mato Grosso do Sul. Non avranno altra soluzione che sistemarsi lungo una strada, senz'acqua e senza terra per coltivare il cibo.
 
Le terre di Laranjeira Ñanderu sono attualmente oggetto di un processo ufficiale di identificazione - la prima tappa verso il riconoscimento giuridico dei loro diritti sulle terre ancestrali. L'identificazione sarebbe dovuta avvenire nel 2008, ma è stata ripetutamente bloccata dai tribunali su istanza dei proprietari terrieri.  

 I Guarani Kaiowa si sono reinsediati su una piccola parte delle loro terre ancestrali alla fine del 2007, dopo che il ministero di Giustizia, il procuratore federale e la Funai (l'ente nazionale per i nativi) aveva firmato un accordo per l'identificazione di 36 terre native, tra cui quelle di Laranjeira Ñanderu. Da allora, il proprietario di queste terre ha cercato in ogni modo di espellerli. Qualora venissero sgomberati, i Guarani Kaiowa non avrebbero altra scelta che trasferirsi in un insediamento di fortuna al bordo dell'autostrada BR 163 che scorre lungo le loro terre. Si ritroverebbero a vivere in una sudicia fascia di terra larga cinque metri chiusa tra fattorie controllate da guardie di sicurezza e un'autostrada a due carreggiate frequentata da mezzi di trasporto pesanti - un ambiente pericoloso, privo di accesso all'acqua e senza terra dove poter coltivare cibo.

Nel dicembre 2008, quando per la prima volta la comunità ha rischiato di essere sgomberata, il loro portavoce Farid Mariano ha dichiarato al procuratore federale: "Se fossimo costretti ad andarcene, non avremmo nessun posto dove andare a parte il bordo dell'autostrada... Possono mandarci via, ma gli nativi moriranno: persone travolte dagli automezzi, bambini ammalati, suicidi". Un altro membro della comunità, Dona Nirda, ha aggiunto: "Se dovessimo andare accanto all'autostrada ... Non c'è acqua là, e ci saranno bambini e anziani. Non possiamo lasciare il posto dove siamo, i bambini vanno tutti a scuola qui. Non abbiamo nessun posto dove andare".

 

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE
Nello stato del Mato Grosso do Sul si trovano alcuni degli insediamenti abitativi di nativi più piccoli, poveri e densamente popolati del Brasile: si tratta di sacche di povertà circondate da grandi piantagioni di soia, canna da zucchero e allevamenti di bestiame, dove le condizioni di vita e la situazione sanitaria sono desolanti. Circa 60 mila nativi Guarani Kaiowa vivono in modo precario: la disgregazione sociale ha portato un livello elevato di violenza, suicidi e violenza. Frustrati dalla lentezza del processo di demarcazione delle terre, i Guarani Kaiowa hanno iniziato a rioccupare le loro terre ancestrali, ma sono diventati oggetto di intimidazioni e sgomberi forzati.

Sia la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, che il Brasile ha firmato nel 2007, sia la Convenzione 169 dell'Organizzazione internazionale del Lavoro, di cui il Brasile fa parte, sanciscono il diritto delle popolazioni native a disporre delle proprie terre ancestrali e chiedono agli stati di stabilire dei meccanismi attraverso cui questo diritto sia preso in esame e riconosciuto. Anche la Costituzione brasiliana del 1988 sancisce questo diritto e stabilisce che l'Unione Brasiliana ha la responsabilità di procedere alla demarcazione delle terre indigene.

 

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BUONE NOTIZIE

Prigionieri di coscienza

Messico - Il 16 settembre 2009 Jacinta Francisco Marcial, condannata a 21 anni per il sequestro di sei agenti di polizia, è stata liberata a seguito del ritiro delle accuse da parte della Procura. Jacinta Marcial, 47 anni, considerata "prigioniera di coscienza" da Amnesty International, è stata detenuta nel "Centro de Readaptacion San José Alto", nello stato di
Querétaro, per tre anni.

Impunità

Cile - L'8 settembre 2009 la Corte Suprema ha condannato a 15 anni di carcere l'ex capo della Intelligenze cilena (Dina), Manuel Contreras, per i reati di sequestro e l'uccisione di due oppositori del regime militare. In particolare, l'Alta Corte ha condannato Contreras a dieci anni e un giorno in carcere per il suo ruolo come autore dell'omicidio di Lumi Videla, moglie del leader del Movimiento de Izquierda Revolucionaria (Mir). Videla, 28 anni, leader del Mir insieme al suo compagno, morì il 3 novembre 1974 in una sessione di tortura in palazzo della Dina.


 

 
 
 
   

Ufficio Stampa
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