Sei qui: Home
Newsletter di Amnesty International
Oggetto: Newsletter di Amnesty International
Data invio: 2010-01-18 12:46:15
Invio #: 34
Contenuto:
Amnesty International

Newsletter n. 322 del 18 gennaio 2010

Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta

 

In questo numero:

TORINO - Un aperitivo per i diritti umani - 28 gennaio 2010

Un Vino per Amnesty - Per un regalo doppiamente "buono"...anche dopo Natale

Bomboniere solidali - Per un giorno di festa ancora più speciale

FIRMA L'APPELLO

BUONE NOTIZIE


 
 
 
 
 

TORINO - Un aperitivo per i diritti umani

Giovedì 28 gennaio
Shortbus - Via Gaudenzio Ferrari, 5
Dalle ore 19

La Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta vi invita ad un aperitivo per contribuire alla tutela dei diritti umani.  Il costo a persona è di 7 euro; scegliendo un bicchiere di vino Amnesty, 3 euro verranno devoluti all'associazione. Sarà possibile avere informazioni sulle azioni e campagne in corso e firmare gli appelli attivi.
Il Vino Amnesty, prodotto dalla Tenuta La Pergola di Cisterna d'Asti, è ancora disponibile presso la sede dell'associazione in corso San Maurizio, 12 bis, in due qualità (Monferrato Rosso e Monferrato Bianco) ed in pratiche confezioni regalo da due bottiglie.
 

Per informazioni:
Amnesty International
Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta
Tel. 011/8170530
ai.torino@amnesty.it

 
     
 

 

 
 
 
 

Un Vino per Amnesty - Per un regalo doppiamente "buono"...anche dopo Natale

Cari amici,

  come sapete dagli ultimi numeri della newsletter, per il terzo anno Amnesty International Piemonte e Valle d'Aosta propone a soci, amici, sostenitori il Vino per Amnesty.

 Un prodotto di qualità del territorio piemontese, per un regalo doppiamente "buono", che serve a sostenere le attività della nostra associazione in difesa dei diritti umani, a livello locale e globale, e vi dà, quindi, l'opportunità di appoggiare concretamente il nostro impegno e contribuire a diffondere su un piano concreto una cultura dei diritti umani.

Avete mai pensato di regalare la libertà ad un prigioniero per motivi di coscienza? O il diritto a cure adeguate per la salute riproduttiva ad una donna che rischia di morire per complicazioni legate al parto?  O il diritto a coltivare la propria terra ad una popolazione che rischia di vedersela sottrarre? Sostenendo la nostra azione, contribuite concretamente a cause come queste, e quindi all'impegno nel costruire un mondo in cui i diritti umani vengano sempre più riconosciuti e rispettati.

Quest'anno il vino è realizzato in collaborazione con la Tenuta La Pergola, azienda vinicola di Cisterna d'Asti, ed è disponibile in due qualità: Monferrato Bianco e Monferrato Rosso.

L'offerta minima richiesta è di 10 euro a bottiglia; sono disponibili confezioni regalo da due bottiglie. Ogni bottiglia è impreziosita dall'etichetta disegnata appositamente da Luca Barello e Francesca Chessa, attivisti di Amnesty, ed è accompagnata da un flyer informativo.

Per ordini e informazioni, potete rivolgervi direttamente al nostro ufficio:
Amnesty International - Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta
Corso San Maurizio, 12 bis - Torino
Tel. 011/8170530 - ai.torino@amnesty.it

 

 
 
 
 

Bomboniere solidali - Per un giorno di festa ancora più speciale

 

Un matrimonio, un battesimo, una laurea: occasioni di gioia e di festa che, insieme ad Amnesty, potrai rendere ancora più speciali. Scegliendo le nostre bomboniere solidali, puoi contribuire al sostegno delle attività di Amnesty International a favore dei diritti umani nel mondo.

Puoi scegliere tra scatoline portaconfetti, partecipazioni, bigliettini e segnalibri personalizzabili, ideati da disegnatrici professioniste, volontarie di Amnesty.

Trovi il catalogo delle bomboniere all'indirizzo www.amnesty.piemontevda.it .

Per informazioni:
Amnesty International
Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta
Tel. 011/8170530
ai.torino@amnesty.it

 
     
     
     
 

 

 
     
     
     
 

 

 
     
     
 
 
 

APPELLO - Sierra Leone: un prezzo troppo alto per Adama Turay

"Generalmente le donne hanno bisogno di opportunità per accedere a una situazione economica migliore così che possano avere il controllo sulle loro vite e non siano più dipendenti da altri per avere soldi per la loro salute."  Sarah Kabbia, sorella di Adama Turay  

Il 3 dicembre 2008, dopo il lavoro, Adama ha deciso di andare da una levatrice tradizionale sebbene le sia stato consigliato di andare in ospedale per un parto cesareo a causa delle dimensioni troppo grandi del feto. Alle cinque del mattino del 4 dicembre ha dato alla luce una bambina. Subito dopo il parto Adama ha iniziato a vomitare e le è salita la febbre. Quando ha iniziato a perdere sangue, la sua famiglia ha cominciato a cercare i soldi per portarla in ospedale.

Hassan, marito di Adama, è un lavoratore precario che guadagna circa 10,000 leoni (due euro) al giorno. Durante gli ultimi sei mesi di gravidanza di Adama, Hassan si è ammalato e ha dovuto smettere completamente di lavorare. Neanche Adama aveva un lavoro stabile. Questa situazione ha impedito loro di mettere da parte dei risparmi per le emergenze.

Sarah, sorella di Adama, ha raccontato ad Amnesty International che "dopo diverse ore, abbiamo accumulato 200.000 leoni (46 euro). All'inizio il taxi ci ha chiesto 70.000 leoni (16 euro) ma noi gli abbiamo dato 40.000 leoni (9 euro). Avevamo programmato di usare il resto per l'ospedale".

Sia Hassan, sia Sarah hanno accompagnato Adama durante la corsa di 40 minuti in taxi fino all'ospedale, ma Adama è morta nel parcheggio alle otto di mattina, a solo tre ore dal parto. Hanno dovuto pagare al taxi 40.000 leoni (9 euro) per portare il corpo in una camera mortuaria.

"Credo che sia morta perché non avevamo soldi e quindi non siamo arrivati in tempo in ospedale" - racconta Sarah ad Amnesty International. "L'abbiamo portata dalla levatrice tradizionale per partorire perché non avevamo i soldi per portarla in ospedale".

Molte donne in Sierra Leone non ottengono assistenza sanitaria a causa dei costi o perché temono che le loro famiglie non possano permetterselo. Per queste e altre ragioni, durante il travaglio la maggior parte delle donne ricorre alle levatrici tradizionali anziché rivolgersi a strutture sanitarie. La paura per gli alti costi induce ritardi nel prendere la decisione di chiedere assistenza medica, nel raggiungere le strutture sanitarie e nel ricevere i trattamenti necessari. Il 23 settembre 2009, il governo della Sierra Leone ha annunciato una politica di cure mediche gratuite per le donne incinte che sarà implementata nell'aprile 2010.

Firma l'appello

 
 
 
 

BUONE NOTIZIE

Prigionieri di coscienza

Israele / Territori occupati palestinesi - Il 12 gennaio 2010 è stato rilasciato senza alcuna accusa Jamal Juma',  coordinatore della campagna “Fermiamo il muro”. Juma' era stato arrestato il 16 dicembre 2009 e da allora non era stata notificata alcuna accusa né a lui né al suo avvocato, sulla base delle leggi militari che autorizzano la detenzione senza accusa né processo a scopo d’interrogatorio fino a 90 giorni. Amnesty International aveva chiesto il suo rilascio immediato e incondizionato.

Campagna "Io pretendo dignità"

Brasile - All'inizio del gennaio 2010, le autorità dello stato di San Paolo hanno deciso di restituire l'insediamento di Olga Benario a 800 famiglie, che ne erano state illegalmente e violentemente espropriate nell'agosto 2009. In più, le famiglie potranno insediarsi anche su una parte degli adiacenti terreni di Capao Redondo. Amnesty International aveva seguito la vicenda attraverso un'azione urgente.

Pena di morte

Mongolia - Il 14 gennaio 2010 il governo ha ufficialmente proclamato una moratoria sulle esecuzioni capitali.


 

 
     

Ufficio Stampa
Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d Aosta
Corso San Maurizio 12 bis Torino
Tel. 011/8170530
aipiemonte.press@libero.it