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Newsletter di Amnesty International
Oggetto: Newsletter di Amnesty International
Data invio: 2010-02-02 10:35:43
Invio #: 36
Contenuto:
Amnesty International

Newsletter n. 324 del 2 febbraio 2010

Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta

 

In questo numero:

Un Vino per Amnesty

BOMBONIERE SOLIDALI - Per una festa ancora più speciale

1 GETTONE, 1 EURO, 1 AZIONE

FIRMA L'APPELLO

BUONE NOTIZIE


 
 
 
 
 

Un Vino per Amnesty

 

Cari amici,

  come sapete dagli ultimi numeri della newsletter, per il terzo anno Amnesty International Piemonte e Valle d'Aosta propone a soci, amici, sostenitori il Vino per Amnesty.

 Un prodotto di qualità del territorio piemontese, per un regalo doppiamente "buono", che serve a sostenere le attività della nostra associazione in difesa dei diritti umani, a livello locale e globale, e vi dà, quindi, l'opportunità di appoggiare concretamente il nostro impegno e contribuire a diffondere su un piano concreto una cultura dei diritti umani.

Avete mai pensato di regalare la libertà ad un prigioniero per motivi di coscienza? O il diritto a cure adeguate per la salute riproduttiva ad una donna che rischia di morire per complicazioni legate al parto?  O il diritto a coltivare la propria terra ad una popolazione che rischia di vedersela sottrarre? Sostenendo la nostra azione, contribuite concretamente a cause come queste, e quindi all'impegno nel costruire un mondo in cui i diritti umani vengano sempre più riconosciuti e rispettati.

Quest'anno il vino è realizzato in collaborazione con la Tenuta La Pergola, azienda vinicola di Cisterna d'Asti, ed è disponibile in due qualità: Monferrato Bianco e Monferrato Rosso.

L'offerta minima richiesta è di 10 euro a bottiglia; sono disponibili confezioni regalo da due bottiglie. Ogni bottiglia è impreziosita dall'etichetta disegnata appositamente da Luca Barello e Francesca Chessa, attivisti di Amnesty, ed è accompagnata da un flyer informativo.

Per ordini e informazioni, potete rivolgervi direttamente al nostro ufficio:
Amnesty International - Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta
Corso San Maurizio, 12 bis - Torino
Tel. 011/8170530 - ai.torino@amnesty.it

 

 
 
 
 

Bomboniere solidali: per una festa ancora più speciale

Un matrimonio, un battesimo, una laurea: occasioni di gioia e di festa che, insieme ad Amnesty, potrai rendere ancora più speciali. Scegliendo le nostre bomboniere solidali, puoi contribuire al sostegno delle attività di Amnesty International a favore dei diritti umani nel mondo.

Puoi scegliere tra scatoline portaconfetti, partecipazioni, bigliettini e segnalibri personalizzabili, ideati da disegnatrici professioniste, volontarie di Amnesty.

Trovi il catalogo delle bomboniere all'indirizzo www.amnesty.piemontevda.it .

Per informazioni:
Amnesty International
Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta
Tel. 011/8170530
ai.torino@amnesty.it

 
 
 
     
 

1 GETTONE, 1 EURO, 1 AZIONE

Sostieni la nostra azione! Aiutaci a difendere i Diritti Umani!

I Gruppi della Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta di Amnesty International promuovono una nuova iniziativa di Raccolta Fondi: in cambio di un contributo minimo di un euro, sarà distribuito un gettone di plastica giallo, del formato di una moneta, da utilizzare per ritirare il carrello al supermercato. Un oggetto piccolo, pratico e di uso quotidiano per appoggiare le tante battaglie che Amnesty porta avanti tutti i giorni in difesa dei diritti umani nel mondo.
La donazione andrà a sostegno delle azioni di Amnesty International e delle attività dei gruppi locali.
Sul retro del gettone sono riportati l'indirizzo web della Sezione italiana di Amnesty International (www.amnesty.it) e il codice fiscale dell'associazione (03031110582), necessario nel caso si scelga di destinare ad Amnesty il 5 per 1000 al momento della compilazione della propria dichiarazione dei redditi.
Il gettone di Amnesty é disponibile da subito e viene distribuito dai gruppi locali e presso la sede della Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta.

Per informazioni:
Tel. 011/8170530
ai.torino@amnesty.it

 
 
 
 

APPELLO - Burkina Faso: dare la vita, rischiare la morte

 

Ogni anno, oltre 2000 donne muoiono in Burkina Faso per complicazioni legate alla gravidanza e al parto. La maggior parte di queste morti potrebbe essere evitata. 
 
Il tasso di mortalità materna in Burkina Faso è molto elevato, con 307 donne colpite ogni 100.000 nascite nel 2008, secondo le informazioni rese note nel giugno 2009, basate sul censimento generale della popolazione del 2006. L'alto tasso di mortalità materna dimostra che alle donne viene negato il diritto alla salute, un diritto che ogni stato è obbligato a rispettare, proteggere e realizzare. Quando le donne muoiono perché il governo non riesce ad affrontare le cause prevenibili della mortalità materna, allora il governo viola il diritto delle donne alla vita.

 Alcune donne muoiono perché non possono raggiungere le strutture mediche in grado di curarle, o perché vi arrivano troppo tardi. Molte perdono la vita perché i loro familiari non possono pagare le parcelle del personale medico. Altre muoiono a causa delle carenze di sangue, farmaci, attrezzature o personale medico qualificato.

Le donne in Burkina Faso subiscono discriminazione in ogni ambito della loro vita, con accesso ineguale all'istruzione, alle cure mediche e all'impiego. Nelle zone rurali in modo particolare, le donne hanno poca o nessuna voce in capitolo nelle decisioni relative alla famiglia. I matrimoni precoci sono frequenti e la legge permette alle ragazze di sposarsi a un'età inferiore rispetto ai ragazzi. Le mutilazioni genitali femminili, inoltre, sono ampiamente praticate, anche se proibite dalla legge. L'uso dei contraccettivi è scarso e i servizi di pianificazione familiare gravemente sotto finanziati.

Dal 2006, il governo del Burkina Faso sovvenziona le cure ostetriche di emergenza e quelle neo-natali per ridurre le barriere economiche che impediscono le cure. I parti sono sovvenzionati per l'80 per cento: le pazienti hanno la copertura dei costi per servizi medici, medicinali e attrezzatura necessari per il parto e devono pagare solo la restante parte. Nonostante queste sovvenzioni, il costo delle cure mediche impedisce ancora alle donne di ricevere le cure salvavita e quasi sempre le famiglie si trovano a dover pagare più di quello che dovrebbero.

É il momento di agire perché la salute materna diventi un diritto per tutte le donne del Burkina Faso.
Firma l'appello al ministro della Salute per chiedere che i servizi per la salute sessuale e riproduttiva siano maggiormente accessibili e disponibili.

Firma l'appello

 
 
 
 

BUONE NOTIZIE

Prigionieri di coscienza

Tunisia - A seguito di un'azione urgente di Amnesty International, il 20 gennaio 2010 Walid Romdhani è stato rilasciato dopo aver trascorso quasi 48 ore in isolamento nelle mani dei servizi di sicurezza. L'arresto era probabilmente legato alle denunce fatte, anche agli organismi internazionali per i diritti umani, sulle torture subite in carcere dal fratello Ramzi.

Pena di morte

Arabia Saudita - Il 22 gennaio 2010 il Consiglio della Shura ha approvato un emendamento al codice penale in base al quale sarà più difficile emettere una condanna a morte. La sentenza infatti dovrà essere approvata all'unanimità da tutti i giudici del caso. Inoltre, le sentenze emesse dalle corti di primo grado dovranno essere ratificate dalla Corte suprema.

 

 
     

Ufficio Stampa
Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d Aosta
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