 |
Newsletter n. 346 del 14 giugno 2010
|
|
Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta
|
| |
In questo numero:
|
|
| |
|
|
| |
TORINO - Iniziative per la Giornata Mondiale del rifugiato
L'UNHCR dedica, quest'anno, la Giornata Mondiale del rifugiato al tema "Home - un luogo sicuro per ricominciare", ad indicare che i rifugiati hanno il diritto di ricostruirsi una vita in sicurezza e dignità, al riparo dalle minacce e dalla violenza.
In occasione della Giornata Mondiale del rifugiato (20 giugno), Mosaico organizza a Torino - con il contributo di UNHCR, Amnesty International, Cooperativa Orso, Gruppo Abele e dell'Ufficio pastorale migranti e la collaborazione di numerose associazioni - il convegno
"Rifugiati ma rifiutati"
Sabato 19 giugno
Presso "La fabbrica delle E" del Gruppo Abele onlus
corso Trapani, 91b/95
Ore 9-17
Altre iniziative nell'ambito della settimana:
Domenica 20 giugno
Piazza Carignano
Ore 18.15
Nell'ambito del Festival Internazionale dell'oralità popolare, la Cooperativa sociale Progetto Tenda, in collaborazione con l'Associazione culturale Crab, presenta la performance teatrale "La giornata del rifugiato".
A seguire, testimonianze, letture e dibattito a cura di Mosaico.
Mercoledì 23 giugno
Presso la Società San Vincenzo De Paoli - corso Matteotti, 11
Ore 20.30
Serata di confronto sui sistemi di accoglienza dei rifugiati in diversi paesi europei
A cura dei volontari del Servizio civile internazionale.
|
|
| |
|
|
| |
IVREA (TO) - Mostra fotografic
Dal 28 maggio al 23 giugno
Bar "Re Arduino" - piazza Maretta
Martedì - sabato: ore 7.30 - 19; chiuso lunedì pomeriggio e domenica
Il gruppo Italia 92 di Amnesty International invita a visitare la mostra fotografica "Travelling". Gli scatti di Valentina Moncalvo e Cristina Scavarda percorrono un itinerario tra Nicaragua, Stati Uniti, Cina e Olanda e raccontano di luoghi, scene di vita quotidiana e persone incontrate in viaggio. Ad ogni fotografia è abbinato uno dei 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; la mostra viene inaugurata il 28 maggio, 49°anniversario della fondazione di Amnesty International.
Nel corso della serata il gruppo illustrerà la campagna "Io pretendo dignità", distribuirà materiale informativo e raccoglierà firme per gli appelli attivi della campagna.
Per informazioni:
Gruppo Italia 92 - Amnesty International
gr092@amnesty.it
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
Bomboniere solidali - Rendi la tua festa ancora più speciale!
Un matrimonio, un battesimo, una laurea, o qualunque altro momento importante che tu voglia condividere con le persone che ami: occasioni di gioia e di festa che, insieme ad Amnesty, potrai rendere ancora più speciali. Scegliendo le nostre bomboniere solidali, puoi contribuire al sostegno delle attività di Amnesty International a favore dei diritti umani nel mondo. Un bel modo per dare un valore aggiunto al ricordo dei tuoi momenti speciali, e per far conoscere l'attività di Amnesty a chi ti è vicino.
Puoi scegliere tra scatoline portaconfetti, partecipazioni, bigliettini e segnalibri personalizzabili, in tanti modelli diversi, tutti originali, colorati e allegri, ideati in esclusiva da disegnatrici professioniste, volontarie di Amnesty. Puoi anche scegliere di abbinare più articoli tra loro (ad esempio, scatoline e bigliettini).
Trovi il catalogo delle bomboniere all'indirizzo www.amnesty.piemontevda.it .
Per informazioni:
Amnesty International
Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta
Tel. 011/8170530
ai.torino@amnesty.it
|
|
| |
|
|
| |
Come destinare il 5 per 1000 ad Amnesty International
Anche quest'anno chi compila il 730, l'Unico o il CUD può scegliere di destinare a una ONLUS il 5 per 1000, che altrimenti andrebbe allo Stato.
Il 5 per 1000 infatti non é una imposta aggiuntiva, non sostituisce l' 8 per 1000, ma ti permetterà di scegliere a chi destinare parte delle tue imposte.
Una scelta che dal 2006 milioni di italiani hanno deciso di fare.
Quest'anno scegli di destinare anche tu il 5 per 1000 dell'IRPEF ad Amnesty International, un gesto importante per i diritti umani per chi, come noi, li difende da quasi 50 anni.
COME FARE? E' SEMPLICISSIMO!
Nel modulo della Dichiarazione dei redditi (730, CUD, Unico) trovi un riquadro per il 5 per 1000:
1. Firma nel primo riquadro a sinistra "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, ecc".
2. Riporta sotto la tua firma il codice fiscale di Amnesty International: 0303 111 0582.
La tua firma al 5 per 1000 in favore di Amnesty International é un'opportunità in più per stare dalla parte dei diritti umani: un gesto semplice ma importantissimo, assieme alle tue altre donazioni che siamo certi non vorrai farci mancare nel corso dell'anno. Come sai, per essere indipendenti e imparziali, non accettiamo soldi dai governi per le nostre attività di campagne e di ricerca e quindi il tuo contributo é per noi fondamentale.
Ricorda! Con la tua Dichiarazione dei redditi puoi fare veramente molto. Bastano la tua firma e il nostro codice fiscale. E' un gesto di valore che non ti costa nulla!
Per informazioni:
Amnesty International - Circ.ne Piemonte e Valle d'Aosta
Tel. 011/8170530
ai.torino@amnesty.it
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
APPELLO - Iran: Hengameh Shahidi
Hengameh Shahidi, di 35 anni, è una giornalista e un'attivista politica che attualmente sta scontando una condanna a sei anni di prigione nel carcere di Evin, a Teheran. È considerata una prigioniera di coscienza.
Hengameh Shahidi ha studiato filosofia alla scuola di studi orientali e africani nel Regno Unito ed è ritornata in Iran per le elezioni presidenziali del 2009. Qui, ha lavorato come consulente sui problemi delle donne per il candidato alla presidenza Mehdi Karroubi, leader del Partito nazionale Trust, del quale lei è membro. In seguito alle proteste di massa che sono scoppiate dopo l'annuncio della rielezione del presidente in carica Mahmoud Ahmadinejad, Hengameh Shahidi è stata arrestata il 30 giugno e detenuta per oltre quattro mesi senza alcuna accusa.
Ha dichiarato di aver subito tortura e maltrattamenti durante il periodo di detenzione e inoltre di aver ricevuto minacce di essere condannata a morte. In un'occasione, ha raccontato di essere stata sottoposta a una finta esecuzione. Infine ha dichiarato che coloro che la interrogavano minacciavano di arrestare altri membri della sua famiglia.
È stata rilasciata su cauzione poco dopo, nel novembre 2009, e condannata nei mesi successivi a sei anni di prigione che includevano cinque anni per "assembla e complotto con l'intento di minare la sicurezza dello stato" e un anno per "propaganda contro il sistema".
Hengameh Shahidi ha presentato appello contro la sentenza ed è rimasta in libertà. Ciononostante, il 25 febbraio 2010 è stata arrestata nuovamente dopo essere stata convocata dall'ufficio investigativo del ministero dell'Intelligence, "per porle alcune domande". Due giorni dopo il suo avvocato Mohammad Mostafaei, non al corrente delle ragioni dell'arresto, si è recato alla sezione 54 del Tribunale rivoluzionario. Qui, gli è stata mostrata una sentenza della Corte d'appello che confermava una condanna a sei anni di prigione emessa il giorno prima del suo arresto. La Corte d'appello aveva, però, ribaltato la sentenza per l'accusa di "insulti al presidente", condannandola a 91 giorni di prigione.
Hengameh Shahidi soffre di problemi cardiaci e per questo ha regolarmente bisogno di cure mediche.
|
|
| |
|
|
| |
BUONE NOTIZIE
Prigionieri di coscienza
Messico - Il 6 giugno 2010, dopo aver trascorso 11 mesi in carcere, sono stati rilasciati Sara López González, Joaquín Aguilar Méndez e Guadalupe Vizcaíno. Erano stati arrestati nel luglio 2009 con l'accusa di aver preso in ostaggio un impiegato della Compagnia federale dell'elettricità di Candelaria, nello stato di Campeche. Secondo Amnesty International, che stava lavorando da diversi mesi sul loro caso e aveva emesso un'azione urgente in favore dei tre prigionieri, l'accusa era stata fabbricata come rappresaglia per le proteste pacifiche promosse contro i costi elevati della fornitura di corrente elettrica.
Impunità
Turchia - Il 1 giugno 2010 19 tra agenti di polizia e guardie penitenziarie sono stati giudicati colpevoli e condannati, per aver preso parte alle torture che provocarono la morte di un attivista per i diritti umani, Engin Ceber, nell'ottobre 2008. Degli imputati, quattro sono stati condannati all'ergastolo. Ceber era stato arrestato al termine di una manifestazione convocata per protestare contro la morte di un altro attivista, ed era morto a causa dei pestaggi subiti durante la detenzione.
Pena di morte
Stati Uniti d'America - Il 4 giugno 2010 il governatore dello stato dell'Ohio, Ted Strickland, ha commutato in ergastolo la condanna a morte di Richard Nields, nel braccio della morte per un omicidio commesso nel 1997.
|
|
| |
|
|
Ufficio Stampa
Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d Aosta
Corso San Maurizio 12 bis Torino
Tel. 011/8170530
aipiemonte.press@libero.it
|
| |
|
|
|
|