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Newsletter n. 347 del 21 giugno 2010
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Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta
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In questo numero:
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TORINO - Iniziative per la Giornata Mondiale del rifugiato
L'UNHCR dedica, quest'anno, la Giornata Mondiale del rifugiato al tema "Home - un luogo sicuro per ricominciare", ad indicare che i rifugiati hanno il diritto di ricostruirsi una vita in sicurezza e dignità, al riparo dalle minacce e dalla violenza.
In occasione della Giornata Mondiale del rifugiato (20 giugno), Mosaico propone a Torino - con il contributo di UNHCR, Amnesty International, Cooperativa Orso, Gruppo Abele e dell'Ufficio pastorale migranti e la collaborazione di numerose associazioni - una serata di dibattito:
Mercoledì 23 giugno
Presso la Società San Vincenzo De Paoli - corso Matteotti, 11
Ore 20.30
Serata di confronto sui sistemi di accoglienza dei rifugiati in diversi paesi europei
A cura dei volontari del Servizio civile internazionale.
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IVREA (TO) - Mostra fotografica "Travelling"
Dal 28 maggio al 23 giugno
Bar "Re Arduino" - piazza Maretta
Martedì - sabato: ore 7.30 - 19; chiuso lunedì pomeriggio e domenica
Il gruppo Italia 92 di Amnesty International invita a visitare la mostra fotografica "Travelling". Gli scatti di Valentina Moncalvo e Cristina Scavarda percorrono un itinerario tra Nicaragua, Stati Uniti, Cina e Olanda e raccontano di luoghi, scene di vita quotidiana e persone incontrate in viaggio. Ad ogni fotografia è abbinato uno dei 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; la mostra viene inaugurata il 28 maggio, 49°anniversario della fondazione di Amnesty International.
Nel corso della serata il gruppo illustrerà la campagna "Io pretendo dignità", distribuirà materiale informativo e raccoglierà firme per gli appelli attivi della campagna.
Per informazioni:
Gruppo Italia 92 - Amnesty International
gr092@amnesty.it
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Come destinare il 5 per 1000 ad Amnesty International
Anche quest'anno chi compila il 730, l'Unico o il CUD può scegliere di destinare a una ONLUS il 5 per 1000, che altrimenti andrebbe allo Stato.
Il 5 per 1000 infatti non é una imposta aggiuntiva, non sostituisce l' 8 per 1000, ma ti permetterà di scegliere a chi destinare parte delle tue imposte.
Una scelta che dal 2006 milioni di italiani hanno deciso di fare.
Quest'anno scegli di destinare anche tu il 5 per 1000 dell'IRPEF ad Amnesty International, un gesto importante per i diritti umani per chi, come noi, li difende da quasi 50 anni.
COME FARE? E' SEMPLICISSIMO!
Nel modulo della Dichiarazione dei redditi (730, CUD, Unico) trovi un riquadro per il 5 per 1000:
1. Firma nel primo riquadro a sinistra "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, ecc".
2. Riporta sotto la tua firma il codice fiscale di Amnesty International: 0303 111 0582.
La tua firma al 5 per 1000 in favore di Amnesty International é un'opportunità in più per stare dalla parte dei diritti umani: un gesto semplice ma importantissimo, assieme alle tue altre donazioni che siamo certi non vorrai farci mancare nel corso dell'anno. Come sai, per essere indipendenti e imparziali, non accettiamo soldi dai governi per le nostre attività di campagne e di ricerca e quindi il tuo contributo é per noi fondamentale.
Ricorda! Con la tua Dichiarazione dei redditi puoi fare veramente molto. Bastano la tua firma e il nostro codice fiscale. E' un gesto di valore che non ti costa nulla!
Per informazioni:
Amnesty International - Circ.ne Piemonte e Valle d'Aosta
Tel. 011/8170530
ai.torino@amnesty.it
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Bomboniere solidali - Rendi la tua festa ancora più speciale!
Un matrimonio, un battesimo, una laurea, o qualunque altro momento importante che tu voglia condividere con le persone che ami: occasioni di gioia e di festa che, insieme ad Amnesty, potrai rendere ancora più speciali. Scegliendo le nostre bomboniere solidali, puoi contribuire al sostegno delle attività di Amnesty International a favore dei diritti umani nel mondo. Un bel modo per dare un valore aggiunto al ricordo dei tuoi momenti speciali, e per far conoscere l'attività di Amnesty a chi ti è vicino.
Puoi scegliere tra scatoline portaconfetti, partecipazioni, bigliettini e segnalibri personalizzabili, in tanti modelli diversi, tutti originali, colorati e allegri, ideati in esclusiva da disegnatrici professioniste, volontarie di Amnesty. Puoi anche scegliere di abbinare più articoli tra loro (ad esempio, scatoline e bigliettini).
Trovi il catalogo delle bomboniere all'indirizzo www.amnesty.piemontevda.it .
Per informazioni:
Amnesty International
Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta
Tel. 011/8170530
ai.torino@amnesty.it
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APPELLO - Slovacchia: 600 persone a rischio di sgombero forzato
"Non posso credere che in Slovacchia, un paese che è nell'Unione Europea, il sindaco di Plavecký Štvrtok lascerebbe senza casa 600 persone."
Aneta, donna rom, residente dell'insediamento abitativo precario di Plavecký Štvrtok
Circa 90 famiglie rom di Plavecký Štvrtok, un paese a circa 20 chilometri a nord della capitale Bratislava, rischiano di essere sgomberate forzatamente dalle loro abitazioni nelle prossime settimane.
I rom vivono a Plavecký Štvrtok da diverse generazioni. Ma solo cinque mesi fa il comune ha chiesto loro di presentare i permessi di costruzione, i certificati di proprietà e altri documenti rilevanti relativi alle loro abitazioni. Alle famiglie è stato detto che qualora non avessero fornito la documentazione necessaria, avrebbero ricevuto l'ordine di demolizione. Nella maggior parte dei casi i rom non posseggono tali documenti perché non sono proprietari del terreno sul quale vivono.
A gennaio, 18 famiglie che non sono state in grado di presentare la documentazione richiesta, hanno ricevuto dal comune l'ordine di demolire le loro abitazioni entro tre mesi.
Darina, residente dell'insediamento di Plavecký Štvrtok ha detto ad Amnesty International "Non abbiamo un posto dove andare. Questa è la nostra casa. Ciascuna casa qui è stata costruita dalle persone per conto loro, senza alcun supporto. Lo stato non ci ha dato le chiavi delle nostre nuove case. Ogni singola persona qui ha costruito la sua casa con i propri sforzi."
La autorità slovacche hanno affermato che una delle ragioni della pianificazione degli sgomberi forzati è la preoccupazione per la sicurezza pubblica poiché sette abitazioni sono costruite entro gli otto metri della zona di sicurezza da un gasdotto e la maggior parte delle altre entro i 50 metri della più vasta area di protezione. Tuttavia sembrano sussistere standard differenti usati per i rom e per i non-rom. Nessuna delle famiglie non-rom, le cui abitazioni si trovano all'interno della stessa "zona di protezione", ha ricevuto alcun preavviso di sgombero. Allo stesso tempo le autorità non stanno considerando soluzioni abitative alternative violando così gli impegni internazionali in materia di diritti umani della Slovacchia.
Il 19 aprile, il quotidiano Slovak Spectator, ha riportato un'affermazione del sindaco di Plavecký Štvrtok relativa al rifiuto da parte del comune di costruire case di bassa qualità come soluzione. "Il paese - ha dichiarato il sindaco - dovrebbe investire troppo nella costruzione e gli appartamenti sarebbero del comune. La loro amministrazione costerebbe un sacco di soldi e sappiamo bene che valore diano alla casa questi cittadini - in pochi anni sarebbe tutto distrutto."
Amnesty International teme che lo sgombero forzato sarà condotto senza alcuna considerazione per le centinaia di persone, comprese famiglie con bambini, che vivono nell'insediamento. Nessun rom è stato informato in modo appropriato circa il possibile sgombero né consultato per identificare alternative allo sgombero o opzioni di reinsediamento.
Le autorità slovacche devono assicurare che nessuna famiglia rimarrà senza tetto o sarà esposta a violazioni dei diritti umani a seguito dello sgombero. Ciò significa anche prevedere rimedi legali, comprese clausole di risarcimento per la distruzione delle abitazioni e dei beni.
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BUONE NOTIZIE
Campagna "Io pretendo dignità"
Ecuador - Il 15 giugno 2010 l'Ecuador è diventato il primo paese al mondo ad aver ratificato il Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, che consente a singole persone e gruppi di persone di chiedere giustizia agli organismi delle Nazioni Unite nel caso in cui i diritti contenuti nel Patto (all'alloggio adeguato, al cibo, all'acqua, all'istruzione, alla salute, al lavoro, alla sicurezza sociale ecc) siano violati dal loro governo.
Impunità
Colombia - Il 9 giugno 2010 un alto ufficiale dell'esercito, Luis Alfonso Plazas Vega, è stato condannato a 30 anni di carcere per la sparizione di 11 persone, avvenuta durante l'assalto delle forze armate al Palazzo di Giustizia, nel novembre 1985. L'edificio era stato occupato dal movimento di guerriglia "19 aprile", che aveva preso numerosi ostaggi. Nel corso dell'intervento dell'esercito, rimasero uccise oltre 100 persone, altre furono arrestate, torturate e successivamente fatte sparire.
Rilasci
Libia - Max Goeldi, un uomo d'affari svizzero, è stato rimesso in libertà il 10 giugno 2010 e ha potuto fare rientro nel suo paese tre giorni dopo. Obbligato a non lasciare la Libia già dal 2008, era stato arrestato nel luglio 2008, poi nel settembre 2009 e infine condannato, nel febbraio 2010, a quattro mesi di carcere per la presunta violazione delle norme sull'immigrazione e di quelle commerciali, facendo le spese di una crisi diplomatica tra Libia e Svizzera.
Tortura
Unione europea - Il 17 giugno 2010 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione in cui si riconosce la necessità e l'urgenza di rafforzare le norme vigenti per impedire la partecipazione dell'Unione europea al commercio globale di strumenti di tortura.
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Ufficio Stampa
Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d Aosta
Corso San Maurizio 12 bis Torino
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