Sei qui: Home
Newsletter di Amnesty International
Oggetto: Newsletter di Amnesty International
Data invio: 2010-07-12 10:41:06
Invio #: 62
Contenuto:
Amnesty International

Newsletter n. 350 del 12 luglio 2010

Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta

 

In questo numero:

TORINO  - Serata dedicata al Myanmar e mostra "Myanmar: terra senza libertà" - 16 luglio 2010

BEINASCO (TO) - Punto informativo presso "Multiculty 2010" - 17 luglio 2010

FIRMA L'APPELLO

BUONE NOTIZIE

 
 
 
 

TORINO  - Serata dedicata al Myanmar e mostra "Myanmar: terra senza libertà"

Venerdì 16 luglio
Vineria Porto Ribeca
via L. Tarino, 2
ore 20

La Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta di Amnesty International vi invita ad una serata informativa e di raccolta fondi dedicata al Myanmar. Presso la vineria Porto Ribeca sarà esposta una selezione di fotografie di Andrea Guermani e Max Tomasinelli tratte dalla mostra "Myanmar: terra senza libertà", curata da Amnesty International. Una referente di Amnesty International introdurrà le fotografie, delineando un quadro sociopolitico del Myanmar oggi. Una parte del ricavato della serata sarà devoluto all'associazione.
Sarà allestito un piccolo spazio informativo a cura dei volontari.

La mostra fotografica sarà esposta fino alla fine del mese di agosto.
 

Per informazioni:
Amnesty International
Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta
Tel. 011/8170530
ai.torino@amnesty.it

 

 
 
 
 

BEINASCO (TO) - Punto informativo presso "Multiculty 2010"

Sabato 17 luglio
Passerella di Beinasco (nei pressi del Campo Spinelli - via Serafino)
Dalle ore 15

Il Gruppo Italia 115 di Cirié parteciperà alla manifestazione "Multiculty 2010", festa dedicata a tematiche interculturali che si svolgerà sabato 17 luglio dalle 15 alle 24.
I volontari saranno presenti con un punto informativo e di raccolta firme in difesa dei diritti umani.

Per informazioni:
Gruppo Italia 115
gr115@amnesty.it

 
 
 
 

APPELLO - Sierra Leone: Simethy Sisay salva per miracolo!

 

"Necessitiamo di un grande aiuto finanziario. Ne abbiamo bisogno per costruire queste infrastrutture... per avere un adeguato sistema di raccolta del sangue. In alcuni ospedali l'approvvigionamento di acqua è totalmente inadatto e non c'è sufficiente elettricità...Per me questa è una grave violazione dei diritti umani delle donne. Abbiamo perso molte persone."
Sia Koroma, moglie del presidente della Sierra Leone
 
Simethy Sesay ha avuto diverse complicazioni quando è entrata in travaglio nell'agosto 2008. Inizialmente si è recata in un centro di parto tradizionale ma, quando le si sono bloccate le doglie e ha iniziato a sanguinare, è stata trasferita all'ospedale statale di Cabala.
 
A causa della totale mancanza di ambulanze e di mezzi di comunicazione è stato impossibile contattare l'ospedale. Satanay, il marito di Simethy, ha dovuto chiedere in prestito del denaro dal fondo del villaggio per noleggiare un taxi che li portasse in ospedale.
 
Dopo 40 minuti, Simethy è arrivata in ospedale, intorno alle 10 del mattino, ma essendo il dottore impegnato in un intervento, le hanno detto di aspettare.
 
Nel frattempo, le infermiere le hanno chiesto di comprare il sapone, le lamette per il rasoio, le medicine e un litro e mezzo di sangue dal costo di circa 50.000 leoni (10 euro circa). Satanay ha acquistato un litro di sangue e tutto il necessario, spendendo 150.000 leoni (30 euro circa). Il fratello di Simethy ha donato mezzo litro di sangue.

 

Il dottore si è presentato sei ore dopo l'arrivo di Simethy riferendole di essere esausto e di non continuare a operare, visto che da tre giorni lavorava senza sosta. Simethy è stata trasferita in un altro ospedale e le hanno chiesto di pagare 180.000 leoni (circa 45 euro) per la benzina per l'ambulanza. 

Condotta immediatamente in sala operatoria, Simethy ha dato alla vita un bambino. È rimasta in ospedale per una settimana pagando 1.055.000 leoni (260 euro circa). Tale spesa è stata coperta in parte dai risparmi del villaggio, in parte da denaro preso in prestito dai familiari.

 

Firma l'appello

 
 
 
 

BUONE NOTIZIE

Prigionieri di coscienza

Cuba - Il 22 giugno 2010 Darsi Ferrer, giornalista e attivista per i diritti umani, è stato rimesso in libertà al termine di un processo lampo, preceduto da 11 mesi di detenzione. Ferrer era stato arrestato nel luglio 2009, alla vigilia di una manifestazione per i diritti umani da lui promossa. Condannato a un anno di carcere e a tre mesi di  "lavoro correttivo" sulla base delle false accuse di aver ricevuto illegalmente dei beni e di "violenza e intimidazione contro un funzionario pubblico", avendo già trascorso gran parte della pena in carcere è stato rilasciato immediatamente. Amnesty International lo aveva adottato come prigioniero di coscienza.



Sudan - Ahmed Alabwabi, Alhadi Bakhit, Abdelaziz Ali Jamee, Ahmed Abdallah Khalafallah, Ashraf Hammad e Mahmoud Khairallah Mohammed, sei medici appartenenti al Comitato dei medici in sciopero, sono stati rilasciati il 24 giugno 2010 senza accusa. Erano stati arrestati tra il 1° e l'8 giugno a seguito della proclamazione, il 2 dello stesso mese, di uno sciopero della categoria per chiedere migliori condizioni salariali. Amnesty International aveva lanciato un'azione urgente in loro favore.



Iran - Ali Nikas, esponente del Comitato degli studenti per la difesa dei prigionieri politici, difensore dei diritti umani e attivista per i diritti della minoranza azera, è stato rilasciato il 29 giugno 2010. Era stato arrestato nel giugno 2009, durante il giro di vite imposto dalle autorità a seguito delle manifestazioni di protesta per l'esito delle elezioni presidenziali. Al termine di un processo farsa, nell'agosto 2009, era stato giudicato colpevole di "cospirazione contro la sicurezza nazionale" e "disturbo della salute pubblica" e condannato a sette anni di carcere e a 74 frustate. Amnesty International lo aveva adottato come prigioniero di coscienza.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati

Regno Unito - Il 23 giugno 2010, grazie anche a un'azione urgente di Amnesty International, le autorità britanniche hanno sospeso l'ordine di espulsione di "S", un cittadino somalo la cui domanda d'asilo era stata respinta. "S" è stato rilasciato dal centro di detenzione.

 
     

Ufficio Stampa
Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d Aosta
Corso San Maurizio 12 bis Torino
Tel. 011/8170530
aipiemonte.press@libero.it