| Newsletter n. 296 del 4 giugno 2009 |
| Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta | | | In questo numero: | | | |
| | | | NICHELINO, RIVOLI E NOVARA - Presentazione del Rapporto Annuale 2009 di Amnesty International I Gruppi locali di Amnesty International propongono, in varie località, incontri di presentazione al pubblico del Rapporto annuale 2009: un'occasione per approfondire tematiche di attualità relative ai diritti umani e prendere contatti con gli attivisti della Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta. Il volume, pubblicato in Italia da EGA editore, analizza la situazione dei diritti umani in 157 paesi. I prossimi appuntamenti saranno: Nichelino (TO) - 10 giugno 2009 Biblioteca civica "Giovanni Arpino" via Turati 4/6 Ore 21 Rivoli (TO) - 10 giugno 2009 Biblioteca Civica C.so Susa, 132 Ore 21 Novara - 27 giugno 2009 Biblioteca Civica "Negroni" C.so F. Cavallotti, 4/6 Ore 10.30 Il calendario degli incontri verrà aggiornato con nuove date nelle prossime settimane. Per informazioni: Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta Tel. 011/8170530 ai.torino@amnesty.it | | | |
TORINO - Giornata Mondiale del Rifugiato20 giugno 2009 Unione Culturale Via Cesare Battisti, 4/b Ore 10 - 18 In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato indetta dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l'associazione Mosaico, in collaborazione con altre associazioni tra cui Amnesty International - Circ.ne Piemonte e Valle d'Aosta, organizza il convegno "Percorsi di accoglienza? I destini dei richiedenti asilo, dei rifugiati politici e dei titolari di protezione internazionale". Il programma della giornata sarà:
Mattina - Il significato della Giornata Mondiale del Rifugiato - l'accesso ai diritti - il significato del "pacchetto sicurezza" - chi sono il rifugiato e la rifugiata - un approccio etnopsicologico. Pomeriggio - I rifugiati a Torino e in Piemonte: qual è la situazione - il rifugiato: percorsi e legislazione - il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati a Torino e in Piemonte - l'esperienza del Rifugio Diffuso - progetto "Piemonte: non solo asilo" - presentazione del progetto per rifugiati con disagio psichico. Nella serata, a cura dell'Arci, sarà proiettato il documentario "Come un uomo sulla terra", presso il Museo di Scienze Naturali (via Giolitti, 36). All'esterno dell'Unione Culturale, per tutta la giornata, si terranno mostre, eventi artistici ed animazione. Per informazioni: Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta Tel. 011/8170530 ai.torino@amnesty.it | | | | | | | |
| | | | BOMBONIERE SOLIDALI: rendi la tua festa ancora più speciale | | | | Un matrimonio, un battesimo, una laurea: occasioni di gioia e di festa che, insieme ad Amnesty, potrai rendere ancora più speciali. Scegliendo le nostre bomboniere solidali, puoi contribuire al sostegno delle attività di Amnesty International a favore dei diritti umani nel mondo. Puoi scegliere tra scatoline portaconfetti, partecipazioni, bigliettini e segnalibri personalizzabili, ideati da disegnatrici professioniste, volontarie di Amnesty. Trovi il catalogo delle bomboniere all'indirizzo www.amnesty.piemontevda.it. Per informazioni: Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta Tel. 011/8170530 ai.torino@amnesty.it | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | |
| | | | Come destinare il 5 per 1000 ad Amnesty International
Anche quest'anno chi compila il 730, l'Unico o il CUD può scegliere di destinare a una ONLUS il 5 per 1000, che altrimenti andrebbe allo Stato. Il 5 per 1000 infatti non é una imposta aggiuntiva, non sostituisce l' 8 per 1000, ma ti permetterà di scegliere a chi destinare parte delle tue imposte. Una scelta che dal 2006 milioni di italiani hanno deciso di fare. Quest'anno scegli di destinare anche tu il 5 per 1000 dell'IRPEF ad Amnesty International, un gesto importante per i diritti umani per chi, come noi, li difende da quasi 50 anni. COME FARE? E' SEMPLICISSIMO! Nel modulo della Dichiarazione dei redditi (730, CUD, Unico) trovi un riquadro per il 5 per 1000: 1. Firma nel primo riquadro a sinistra "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, ecc". 2. Riporta sotto la tua firma il codice fiscale di Amnesty International: 0303 111 0582. La tua firma al 5 per 1000 in favore di Amnesty International é un'opportunità in più per stare dalla parte dei diritti umani: un gesto semplice ma importantissimo, assieme alle tue altre donazioni che siamo certi non vorrai farci mancare nel corso dell'anno. Come sai, per essere indipendenti e imparziali, non accettiamo soldi dai governi per le nostre attività di campagne e di ricerca e quindi il tuo contributo é per noi fondamentale. Ricorda! Con la tua Dichiarazione dei redditi puoi fare veramente molto. Bastano la tua firma e il nostro codice fiscale. E' un gesto di valore che non ti costa nulla!
Per informazioni: Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta Tel. 011/8170530 ai.torino@amnesty.it | | | |
| | | | 1 GETTONE, 1 EURO, 1 AZIONE
Sostieni la nostra azione! Aiutaci a difendere i Diritti Umani!
I Gruppi della Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta di Amnesty International promuovono una nuova iniziativa di Raccolta Fondi: in cambio di un contributo minimo di un euro, sarà distribuito un gettone di plastica giallo, del formato di una moneta, da utilizzare per ritirare il carrello al supermercato. Un oggetto piccolo, pratico e di uso quotidiano per appoggiare le tante battaglie che Amnesty porta avanti tutti i giorni in difesa dei diritti umani nel mondo. La donazione andrà a sostegno delle azioni di Amnesty International e delle attività dei gruppi locali. Sul retro del gettone sono riportati l'indirizzo web della Sezione italiana di Amnesty International (www.amnesty.it) e il codice fiscale dell'associazione (03031110582), necessario nel caso si scelga di destinare ad Amnesty il 5 per 1000 al momento della compilazione della propria dichiarazione dei redditi. Il gettone di Amnesty é disponibile da subito e viene distribuito dai gruppi locali e presso la sede della Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta. Nelle prossime settimane gli attivisti di Amnesty International saranno presenti presso alcuni supermercati Coop per distribuire i gettoni. CHIERI - sabato 6 giugno Coop di via Montelera, 51 Ore 10,30 - 18,30 TORINO - sabato 13 giugno Ipercoop Parco commerciale Dora via Livorno, 51 Ore 10,30 - 18,30 NOVARA - sabato 13 giugno Ipercoop c/o Centro commerciale S. Martino via Ugo Porzio Giovanola, 11 VERCELLI - sabato 13 giugno Coop di largo Chatillon, 10 Ore 10-13 e 15-19 Per informazioni: Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta Tel. 011/8170530 ai.torino@amnesty.it | | | |
| | | | APPELLO - Sierra Leone: gravidanze e parti più sicuri
In Sierra Leone le donne rischiano di perdere la vita durante il parto più che in quasi ogni altra parte del mondo e ogni anno, a causa di complicanze della gravidanza che potrebbero facilmente essere curate, perdono la vita a migliaia. Questa non è solo un'emergenza sanitaria, è uno scandalo per i diritti umani. Ospedali e ambulatori sono a corto di personale, mancano di attrezzature idonee e farmaci essenziali e spesso si trovano in zone distanti dalle case delle pazienti. Per il trasporto in ospedale occorre pagare una tassa di registrazione al momento dell'arrivo nella struttura, il costo del parto, dei farmaci, di attrezzature sanitarie quali guanti e fleboclisi, delle sacche di sangue per trasfusione, degli esami e delle operazioni chirurgiche è troppo elevato e la maggior parte delle donne in Sierra Leone non può permetterselo. Questi costi contribuiscono in modo diretto alla mortalità materna. Molte donne giungono troppo tardi in ambulatori e ospedali perché perdono tempo a raccogliere il denaro, dato che devono pagare in anticipo i servizi, anche se la vita della madre è in pericolo. A dispetto di una linea programmatica ufficiale del governo adottata nel 2001, secondo la quale le cure mediche per donne in gravidanza e bambini fino ai cinque anni dovrebbero essere gratuite, non è stata adottata alcuna misura per attuarla. Il monitoraggio da parte del governo sulle morti materne, sul personale medico e sul sistema sanitario nel suo complesso è pericolosamente inadeguato e l'accertamento delle responsabilità nei casi di morti materne evitabili è scarso o del tutto assente. A ogni livello del sistema sanitario pubblico, la formazione professionale del personale e la supervisione delle loro attività sono carenti o del tutto inesistenti. Inoltre, la mancanza di informazioni sanitarie e i bassi livelli di istruzione impediscono alle donne di riconoscere i segnali di pericolo durante la gravidanza. La capacità delle donne di esercitare il proprio diritto a decidere il numero, l'intervallo e la tempistica delle gravidanze è minima; la pressione sociale ad aver figli è, infatti, molto forte e le donne della Sierra Leone hanno una media di 6-8 figli ciascuna. Inoltre, le complicanze dovute ad aborti praticati in condizioni di rischio sono una delle principali cause di mortalità materna. Per ridurre la mortalità materna, oltre all'accesso alla pianificazione familiare e alle prestazioni sanitarie gratuite, sono fondamentali la presenza di personale sanitario qualificato al momento del parto, l'assistenza ostetrica d'urgenza e le reti di ascolto e assistenza. La Sierra Leone è un paese povero che con le proprie risorse si trova a far fronte a molti problemi ed esigenze. Nonostante le numerose difficoltà, la Sierra Leone ha l'obbligo di adottare misure concrete e mirate per garantire il diritto delle donne ai più alti standard sanitari possibili. Incapacità a fornire le cure essenziali Si stima che, in tutto il mondo, il 15 per cento delle donne incinte rischiano di andare incontro a complicanze della gravidanza, che possono mettere in pericolo la loro vita. L'assistenza ostetrica d'urgenza è essenziale per salvarle. Secondo uno studio condotto nel 2008 dall'Unicef e dall'Unfpa, dei 38 ospedali della Sierra Leone dotati di reparti maternità solo 14 sono in grado di fornire assistenza ostetrica completa (che comprende trasfusioni sanguigne e parti cesarei) e nessun ambulatorio è in grado di fornire le basilari cure ostetriche d'urgenza. Dei 13 distretti in cui è diviso il paese, sei non possiedono strutture per le emergenze ostetriche e centinaia di migliaia di donne sono perciò prive di accesso a trattamenti salvavita. Firma l'appello | | | |
| | | | BUONE NOTIZIEDifensori dei diritti umani
India - Il 26 maggio 2009 Binayak Sen, prigioniero di coscienza adottato da Amnesty International, è stato rilasciato dietro pagamento di una cauzione su ordine della Corte suprema. Sen è da anni in prima fila nella lotta per garantire alle comunità più emarginate del paese l'accesso alle cure mediche fondamentali. Era stato arrestato il 14 maggio 2007 con l'accusa di favoreggiamento nei confronti di un gruppo armato maoista, un'accusa infondata che potrebbe essere stata motivata dalle denunce di Sen nei confronti dell'operato illegale delle forze di polizia. Sparizioni
Ciad - Issa Palkoubou, insegnante d'inglese presso il Centro americano delle lingue (Cal) della capitale N'Djamena, è stato rilasciato il 21 maggio 2009 a seguito di una serie di azioni urgenti di Amnesty International e delle pressioni delle organizzazioni locali per i diritti umani. Palkoubou era stato rapito il 3 settembre 2008 da un gruppo di uomini in borghese, all'uscita del Cal, e da allora non si erano più avute sue notizie. In seguito, Amnesty International ha appreso che egli è tenuto per oltre otto mesi in una cella dei servizi di sicurezza nella capitale. Non sono tuttora note le ragioni del suo arresto e della successiva sparizione. Impunità Cile - Il 27 maggio 2009 un tribunale ha incriminato un ex soldato dell'esercito cileno in relazione all'omicidio del popolare cantautore Victor Jara, avvenuto oltre 35 anni fa. | | | |
| | | | | | Ufficio Stampa Amnesty International Circoscrizione Piemonte e Valle d Aosta Corso San Maurizio 12 bis Torino Tel. 011/8170530 aipiemonte.press@libero.it |
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