Torino: la prima “shelter city” in Italia

Torino sarà la prima “shelter city” (città rifugio) in Italia per i difensori dei diritti umani in pericolo.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina nel capoluogo piemontese (nella foto, due momenti della conferenza stampa) nell’ambito di una serie di progetti che coinvolgono Amnesty International Italia, Cifa Onlus, Hreyn e Cooperativa Doc.

Le “shelter cities” sono città disponibili a offrire rifugio temporaneo (dai tre ai 12 mesi) ai difensori dei diritti umani seriamente minacciati, all’interno dei loro paesi, a causa del loro operato.

In questi anni Amnesty International Italia ha lavorato anche insieme alla Rete “In Difesa Di – per i Diritti Umani e chi li difende” per promuovere la creazione un network di città rifugio in Italia: la Rete ha coinvolto le città di Padova e Trento in cui si sta avviando un percorso simile.

Il programma di ospitalità, che Amnesty International ha già sperimentato in alcuni paesi europei, intende costruire connessioni e collaborazioni all’interno della città di Torino per contribuire a costruire una comunità solidale che riconosca i rischi che i difensori dei diritti umani affrontano, provando a facilitare iniziative che sostengano il loro benessere e consentano loro di lavorare in un clima migliore.

Il Comune di Torino predisporrà un alloggio adeguato per il beneficiario per tutta la durata del periodo di accoglienza.

Il progetto partirà nel 2020 e, grazie al coinvolgimento della società civile sul territorio, si prefigge di valorizzare in maniera significativa il lavoro del difensore, con il duplice obiettivo di garantire un periodo di riposo temporaneo e promuovere occasioni di approfondimento e scambio con le organizzazioni della società civile.

di Riccardo Noury su Corriere della Sera/blog del 9 dicembre 2019