Turchia: i tribunali come strumento per strozzare la libertà di stampa

Di fronte alla decisione odierna di una corte d’appello turca di confermare la condanna di giornalisti e dirigenti del quotidiano Cumhuriyet, il direttore della ricerca e della strategia sulla Turchia di Amnesty International, Andrew Gardner, ha dichiarato quanto segue:

“La sentenza di oggi con cui giornalisti e dirigenti di Cumhuriyet tornano in prigione dimostra ancora una volta come procedimenti politicamente motivati e sentenze immotivate ricevano una mera timbratura da parte delle corti d’appello”.

“I procedimenti giudiziari ai danni di decine di giornalisti e altri operatori dell’informazione costituiscono un costante affronto alla libertà di stampa e alla giustizia in Turchia. Usando i tribunali per rafforzare la loro stretta sugli organi d’informazione, le autorità hanno ancora una volta messo in evidenza il lato oscuro di un sistema giudiziario guasto. Ciò dovrebbe preoccupare chiunque abbia a cuore la libertà d’espressione”, ha concluso Gardner.

Ulteriori informazioni
Secondo uno degli avvocati del processo il giornalista Hakan Karasinir, il vignettista Musa Kart, gli avvocati Bülent Utku e Mustafa Kemal Güngor, il garante dei lettori Güray Öz, il dirigente Önder Çelik e il contabile Emre İper saranno trasferiti in carcere per completare le rispettive condanne, inferiori a cinque anni.

L’ex direttore Murat Sabuncu, il giornalista investigativo e ora parlamentare dell’opposizione Ahmet Şık, i membri del comitato editoriale Hikmet Çetinkaya, Orhan Erinç e Akın Atalay e l’editorialista Aydın Engin faranno ulteriore appello contro le loro condanne, superiori a cinque anni.

Roma, 19 febbraio 2019

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