Afghanistan – Amnesty chiede l’immediato ritorno a scuola delle alunne

14.10.2021 >

Amnesty International ha sollecitato i talebani a garantire l’immediato rientro a scuola delle alunne in tutto l’Afghanistan.

I talebani sostengono che occorrerà creare “un ambiente sano per l’insegnamento” prima di autorizzare il ritorno a scuola delle alunne.

Attualmente le alunne possono frequentare alcune scuole della capitale Kabul e di province quali Kunduz, Balkh e Sar-e-Pul, ma la maggior parte degli istituti scolastici rimane per loro inaccessibile.

In molte zone dell’Afghanistan, soprattutto nelle scuole elementari, le percentuali di frequenza sono crollate: le famiglie hanno paura dei talebani e non se la sentono di mandare a scuola i loro figli e soprattutto le loro figlie. Mancano anche molti insegnanti poiché non ricevono lo stipendio.

A ciò si aggiungono da una parte la drammatica situazione economica, che ha costretto molte famiglie a ritirare i figli dalle scuole per mandarli a lavorare, dall’altra la condizione di milioni di sfollati i cui figli non possono andare a scuola.

Amnesty International ha denunciato casi di minacce e intimidazioni nei confronti delle insegnanti e delle studenti.

Pashtana (nome di fantasia), una docente di scuola superiore, ha ricevuto minacce di morte dai talebani ed è stata posta sotto inchiesta perché insegnava educazione fisica:

“Mi hanno mandato una lettera. C’era scritto che, se mi avessero preso, mi avrebbero mozzato le orecchie e che questo sarebbe stato un monito per tutte le altre. Ora vivo nascosta, la mia famiglia è convinta che abbia lasciato l’Afghanistan”.

Efat (nome di fantasia), una donna di 22 anni, è stata picchiata dai talebani insieme al fratello di 16 anni mentre stavano per recarsi a un corso d’inglese, “il linguaggio degli infedeli” come definito dagli aggressori.

Infine, molte docenti sono state minacciate di essere sgomberate dagli alloggi che il precedente governo aveva messo loro a disposizione.