28.06.2026 >


Gli effetti dell’ondata di calore di questi giorni, percepibili anche nella sala del Comala dove è stata esposta la mostra fotografica STESSA LOTTA, STESSI DIRITTI, di Antonio De Matteo, non potevano che rafforzare le parole di Annalisa Gratteri, una delle protagoniste della mostra, che ieri ha raccontato, in modo molto chiaro ed efficace, al pubblico presente, le ragioni della sua scelta di attivismo, dal 2019, in Extinction Rebellion. Da biologa, insegnante di scienze, da sempre amante della natura, aveva voluto approfondire la questione della crisi climatica ed ecologica, sulla base dei dati scientifici più recenti, constatando l’inerzia se non la direzione opposta seguita dalle politiche climatiche globali. Le azioni di disobbedienza civile non violenta che l’hanno vista presente hanno già esposto lei ed altre persone attiviste di Extiction Rebellion a misure quali fogli di via e perquisizioni, che si sospetta mirate, nel quadro di prassi, ormai da tempo in atto, tese alla criminalizzazione del dissenso pacificamente espresso.
Il suo intervento è stato preceduto dalla introduzione di Tina Marinari, coordinatrice campagne di Amnesty International Italia, che ha sottolineato come la mostra, raccontando dieci storie di donne attiviste, diventi anche un elenco dei molti campi di intervento e di azione di Amnesty International: da Neelai Barek, impegnata nella lotta per la parità di genere in Afghanistan, a Parisa Nazari, protagonista della resistenza delle donne iraniane, da Silvana Agatone e Concetta Grande, fondatrici della Laiga per l’applicazione della legge 194, a Porpora Marcasciano, scrittrice e sociologa protagonista del movimento Lgbtqia+ italiano, da Natali Nabeel Shaheen, ex attaccante della nazionale di calcio palestinese, vincitrice della quinta edizione del premio “Sport e diritti umani”, promosso da AI e da Sport4Society, a Daniela Ionita, presidente dell’associazione Italiani Senza Cittadinanza.
In chiusura, attiviste del Gruppo “Italia 238 – Torino” hanno presentato una breve anteprima di un video, in produzione, che racconterà i primi cinquant’anni di attività di Amnesty International a Torino: uno strumento insieme di memoria e di promozione dell’attivismo per i diritti umani, indirizzato, in particolare, alle persone più giovani. Un grazie al sempre generoso Francesco Frankye Laforgue che ci ha accompagnato con le sue improvvisazioni.
A cura di Carla Gottardi


