22.04.2025 >
Amnesty International Italia rende omaggio agli 80 anni dalla Liberazione dal nazifascismo e agli ideali cui si ispirò. Le persone che in Italia, nel 1975, presero parte alla prima riunione dei gruppi di Amnesty International avevano ben presenti, per ragioni generazionali, gli orrori della Seconda guerra mondiale e la risposta che, a livello nazionale e poi internazionale, arrivò nel 1945 attraverso la lotta di Liberazione dal nazifascismo e, successivamente nel 1948, con la Costituzione italiana e la Dichiarazione universale dei diritti umani. Amnesty nacque, in Italia come altrove, ispirandosi agli stessi valori di uguaglianza, giustizia, libertà e pace.
Per questo, ancor più nel 50° anniversario della nascita di Amnesty International Italia, le attiviste e gli attivisti della Circoscrizione Piemonte e Valle d’Aosta vogliono ricordare quel “mai più” che ancora oggi, nonostante l’impegno di tante persone, è così importante e spesso inascoltato.
E lo vogliono fare anche per chi non ha voce, come lo scienziato svedese-iraniano Ahmadreza Djalali, arrestato il 25 aprile 2016 e a rischio di impiccagione in Iran, cui il Comune di Novara ha concesso la cittadinanza onoraria per il suo legame accademico con l’Università del Piemonte Orientale e con la città, dove ha vissuto a lungo e portato avanti il suo impegno nella ricerca.
Nove anni di carcere che scattano proprio in questi nostri giorni di festa e di ricordo: Ahmadreza Djalali venne arrestato durante un viaggio in Iran, accusato di spionaggio e condannato a morte. Docente in medicina dei disastri e assistenza umanitaria, Djalali è rinchiuso nel carcere di Evin, a Teheran, in attesa dell’esecuzione e le sue condizioni di salute sono diventate via via più critiche.
È anche con il pensiero rivolto a lui, come a tutte le persone private dei loro diritti, che una delegazione di attiviste e attivisti dei gruppi di Amnesty International Novara sarà, come ogni anno, presente alla cerimonia del 25 aprile, al Broletto di Novara, per la Festa della Liberazione. Amnesty International Italia rinnova l’appello affinché Ahmadreza Djalali venga liberato e torni a casa dalla sua famiglia.
