BUONE NOTIZIE

Diritti economici e sociali – Italia
L’8 maggio 2021, venendo incontro alle richieste dei gruppi della società civile (tra cui Amnesty International) e delle famiglie delle persone degenti, il ministro della Salute ha firmato un’ordinanza che ripristina dopo oltre un anno le visite nelle strutture socio-assistenziali per i grandi anziani qualora i visitatori siano stati vaccinati, abbiano sviluppato gli anticorpi da Covid-19 o abbiano effettuato un tampone nelle 48 ore precedenti.

Giustizia – Italia
Il 7 maggio 2021 la corte d’appello del “processo-bis” ha condannato a 13 anni di carcere i carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro per l’omicidio preterintenzionale di Stefano Cucchi, avvenuto nell’ottobre 2009. Altri due carabinieri sono stati condannati per falso: Roberto Mandolini a quattro anni e Francesco Tedesco a due anni e sei mesi.

Diritti economici, sociali e culturali – Stati Uniti d’America
Il 5 maggio 2021 l’amministrazione Biden ha annunciato il sostegno alla proposta di derogare temporaneamente ai brevetti sui vaccini contro il Covid-19 per favorire la produzione di vaccini e la vaccinazione del maggior numero di persone possibile nel minor tempo possibile.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 4 maggio 2021 un giudice dello stato della Pennsylvania ha annullato la condanna a morte di Patrick Stollar, emessa nel 2007 per omicidio, poiché la giuria non era stata informata che l’assenza di precedenti penali era considerata, secondo le leggi dello stato, una circostanza attenuante e dunque un motivo per salvare la vita dell’imputato.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
ll 3 maggio 2021 la Corte degli appelli dello stato dell’Oklahoma ha annullato le condanne a morte di Benjamin Cole e James Ryder, due nativi cherokee che erano stati giudicati colpevoli di omicidio. La corte ha accolto un ricorso basato sulla sentenza della Corte suprema federale McGirt v. Oklahoma, che aveva stabilito che sui reati commessi da membri delle tribù native all’interno dei confini storici delle nazioni native la competenza giurisdizionale è dei tribunali locali.

Prigionieri di coscienza – Iran
Il 1° maggio 2021 il prigioniero di coscienza iraniano Arash Sadeghi è uscito dalla prigione di Karaj grazie a una riduzione della pena. Nel 2016 era stato condannato a 15 anni di carcere per “cospirazione contro la sicurezza nazionale”, “propaganda contro la sicurezza nazionale” e “offesa alla leadership del paese”. Ne ha scontati cinque e mezzo in condizioni drammatiche. Ammalato di una rara forma di cancro alle ossa per cui è stato operato a una spalla, in carcere Sadeghi non ha ricevuto cure mediche adeguate e ha subito torture. Ha intrapreso scioperi della fame per chiedere la scarcerazione della moglie, l’attivista Golrokh Ebrahimi-Iree, tuttora prigioniera di coscienza.

Pena di morte – Bielorussia
Il 30 aprile 2021 il presidente Lukashenka ha accolto la richiesta di clemenza di Illya e Stanislau Kostseu, due fratelli di 21 e 19 anni che erano stati condannati a morte il 10 gennaio 2020 per aver ucciso un loro ex insegnante. In più di un quarto di secolo al potere, in una sola altra occasione Lukashenka aveva concesso la clemenza a un condannato a morte.

Pena di morte – Malawi
Il 28 aprile 2021 la Corte suprema del Malawi ha accolto il ricorso di un detenuto dichiarando incostituzionale la pena di morte e ordinando nuovi processi per i condannati alla pena capitale in attesa di esecuzione. Nonostante siano regolarmente emesse nuove condanne a morte, per lo più per omicidio, nello stato dell’Africa australe non si verificano esecuzioni capitali dal 1992.

Diritti sessuali e riproduttivi – Ecuador
Il 28 aprile 2021 la Corte costituzionale ha depenalizzato l’aborto in caso di stupro, modificando così l’articolo 150 del codice penale che prevedeva fino a tre anni di carcere. In precedenza, l’aborto era consentito solo se la vita della donna era in pericolo e se la gravidanza era il risultato dello stupro di una donna con disabilità mentale.

Giustizia – Stati Uniti d’America
Il 21 aprile 2021 la giuria di un tribunale di Minneapolis ha giudicato colpevole di omicidio volontario, omicidio colposo e omicidio preterintenzionale l’agente di polizia Derek Chauvin che il 25 maggio 2020 soffocò a morte l’afroamericano George Floyd durante un fermo di polizia.

Armi – Italia
Il 17 aprile 2021 il Tribunale amministrativo del Lazio ha respinto il ricorso dell’azienda Rwm Italia contro la decisione del governo di revocare definitivamente le licenze all’esportazione di missili e bombe verso Arabia Saudita e Emirati arabi uniti, ordigni di fabbricazione italiana utilizzati dalla coalizione a guida saudita-emiratina nel conflitto in Yemen anche per bombardare la popolazione civile.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 14 aprile 2021 la Corte degli appelli del Texas ha annullato la condanna alla pena capitale emessa l’11 dicembre 1975 nei confronti di Raymond Riles, il condannato a morte da più lungo tempo in attesa dell’esecuzione negli Usa. La Corte ha giudicato incostituzionale la condanna a morte in quanto, in un nuovo processo celebrato nel 1978, la giuria non era stata debitamente informata sul fatto che le condizioni di salute mentale di Riles avrebbero potuto essere considerate una circostanza attenuante per chiedere che gli fosse risparmiata la vita.

Prigionieri di coscienza – Turchia
Il 14 aprile 2021 lo scrittore Ahmet Altan è stato scarcerato a seguito di due pronunce della Corte suprema e della Corte europea dei diritti umani. Altan era stato arrestato il 9 settembre 2016, col fratello Mehmet, con l’accusa di appartenere a un’organizzazione criminale. Nel 2018 i due fratelli erano stati condannati all’ergastolo. Il 4 novembre 2019 Mehmet era stato assolto mentre la pena di Ahmet era stata ridotta a dieci anni e mezzo di carcere per l’infondata accusa di “aver collaborato volutamente e intenzionalmente con un’organizzazione terroristica”. Il 7 gennaio 2020 la corte d’appello di Istanbul aveva aggiunto alla condanna ulteriori 5 anni e 11 mesi.

Prigionieri di coscienza – Egitto
Il 13 aprile 2021 l’intellettuale e giornalista Khaled Dawood, già condirettore di “Al Ahram Weekly”, è stato posto in libertà provvisoria dopo 18 mesi di detenzione. Fervente critico dell’ex presidente Mohamed Morsi e dell’attuale leader Abdelfattah al-Sisi, era stato arrestato nel settembre 2019 per accuse di terrorismo. Resta tuttora sotto inchiesta per aver “consapevolmente” aiutato un gruppo terrorista a “raggiungere i suoi obiettivi, pubblicando e diffondendo notizie false anche attraverso i social media”.

Uso della forza – Stati Uniti d’America
Il 10 aprile 2021 la legislatura dello stato del Maryland ha approvato, con la maggioranza necessaria a superare il veto del governatore, una legge che limita l’uso della forza da parte della polizia, prevedendone il divieto salvo quando necessario e proporzionale. Il Maryland è diventato il settimo stato degli Usa ad avere in vigore una normativa del genere. La legge prevede inoltre, la prima in tutti gli Usa, che gli agenti delle forze di polizia cessino di usare la forza quando essa non corrisponda più a uno scopo legittimo di mantenimento dell’ordine pubblico.

Diritti umani e aziende – Myanmar / Corea del Sud
Il 10 aprile 2021 il gigante dell’acciaio sudcoreano Posco ha annunciato che la sua controllata in Myanmar, Posco C&C, interromperà le relazioni con la Myanmar Economic Holding Ltd, il conglomerato industriale di stato di proprietà dei militari autori del sanguinoso colpo di stato del 1° febbraio, che sin qui ha provocato almeno 700 morti e 3000 arresti. L’annuncio è arrivato a seguito delle pressioni di Amnesty International e di altre organizzazioni per i diritti umani sui dirigenti, sugli azionisti e sugli investitori della compagnia sudcoreana. Un rapporto diffuso da Amnesty International nel settembre 2020 aveva accusato Posco di finanziare unità delle forze armate di Myanmar responsabili di crimini di diritto internazionale.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 10 aprile 2021 il governatore dell’Ohio ha rinviato al 2024 le esecuzioni di Timothy Hoffner, John David Stupmf e Lawrence Landrum, previste rispettivamente ad agosto, a settembre e a dicembre del 2021.

Prigionieri di coscienza – Bahrein
Il 9 aprile 2021, a seguito di un appello di Amnesty International, è stato scarcerato Mohammed Hassan Jawad, noto anche come Mohammed Jawaz Parveed, esponente della società civile che stava scontando una condanna a 15 anni di carcere per aver preso parte alle manifestazioni pacifiche della rivolta del febbraio 2011.

Prigionieri di coscienza – Egitto
Il 6 aprile 2021 è stato scarcerato Islam Orabi, prigioniero di coscienza arrestato il 26 dicembre 2020, il cui rilascio era stato disposto già il 16 febbraio 2021.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 5 aprile 2021 un giudice dello stato della Florida ha disposto la commutazione in ergastolo della condanna a morte per omicidio di Sommy Boy Oats a causa della sua disabilità mentale. Oats, che ora ha 63 anni, era nel braccio della morte dal febbraio 1981.

Difensori dei diritti umani – Francia
Il 1° aprile 2021 la Corte di cassazione ha definitivamente assolto Cedric Herrou dopo un procedimento giudiziario durato oltre quattro anni e che aveva visto il solidale francese accusato di favoreggiamento dell’immigrazione illegale per aver offerto cibo e assistenza ad alcuni migranti in transit0

Diritti delle persone Lgbtiq+ – Italia
Il 31 marzo 2021 la Corte di cassazione ha riconosciuto l’adozione all’estero da parte di coppie dello stesso sesso autorizzando la trascrizione nell’anagrafe italiana dell’adozione di un bambino avvenuta negli Usa. La sentenza afferma che “non contrasta con i principi di ordine pubblico internazionale il riconoscimento degli effetti di un provvedimento giurisdizionale straniero di adozione di un minore da parte di una coppia omoaffettiva maschile (…) e non può essere elemento ostativo all’adozione il fatto che il nucleo familiare sia omogenitoriale, una volta escluso l’accordo di maternità surrogata”.

Tortura – Consiglio d’Europa
Il 31 marzo 2021 il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha adottato una raccomandazione formale la cui applicazione da parte dei 47 stati membri potrà contrastare in modo efficace il commercio di strumenti di tortura. La raccomandazione, a lungo sollecitata da Amnesty International e dalla Omega Research Foundation, contiene un divieto assoluto di commerciare strumenti prodotti allo scopo di procurare dolore (tra cui i bastoni acuminati, le manette pesanti e congegni da applicare al corpo dei detenuti e che rilasciano scariche elettriche) e prevede più rigidi controlli sul commercio di strumenti in dotazione alle forze di polizia che possono essere utilizzati per torturare: ad esempio, lo spray al peperoncino, i gas lacrimogeni e i proiettili che rilasciano scariche elettriche. Infine, la raccomandazione fornisce indicazioni su come regolamentare il commercio di determinate sostanze farmaceutiche che possono essere usate per eseguire condanne a morte.

Difensori dei diritti umani – Francia
Il 30 marzo 2021 la Corte di cassazione ha annullato la condanna per “diffamazione” nei confronti del difensore dei diritti umani Loan Torondel. Nel gennaio 2018 Torondel aveva pubblicato sul suo profilo Twitter la foto di un migrante e di due agenti di polizia intenzionati a sequestrare un sacco a pelo nonostante la temperatura rigida. Nel testo, ironico, Torondel aveva proposto un dialogo immaginario tra uno degli agenti e il migrante: “Ma fa due gradi!”, “Forse, signore, ma noi siamo la Nazione francese”, facendo il verso a un’affermazione simile fatta in precedenza dal presidente Macron.

Prigionieri di coscienza – Egitto
Il 29 marzo 2021 Ahmad al-Daydamoun, di professione dentista, è stato rilasciato da una prigione egiziana dopo 18 mesi di detenzione illegale senza processo. Era stato arrestato nel settembre 2019 per aver denunciato, insieme ai colleghi riuniti nell’associazione “I medici egiziani sono arrabbiati”, i bassi livelli salariali, le difficili condizioni di lavoro e l’inadeguatezza delle attrezzature sanitarie nella sanità pubblica dell’Egitto.

Diritti economici, sociali e culturali – Italia
Il 29 marzo 2021 le categorie sindacali di Cgil, Cisl e Uil dei trasporti e dei lavoratori atipici hanno raggiunto un accordo con l’azienda del delivery Just Eat. Per i lavoratori arriveranno quindi buste paga, ferie, malattia e la tutela contro gli infortuni, anche se una parte della retribuzione resterà ancorata al risultato quindi alle consegne fatte. Just Eat in Italia prevede nel corso dell’anno l’assunzione col contratto della logistica di circa 4.000 rider.

Prigionieri di coscienza – Senegal
Il 26 marzo 2021 Abdoulaye Diene e altri 18 attivisti sono stati rilasciati senza alcuna accusa. Erano stati arrestati il 17 febbraio nel corso di una serie di proteste contro il governo.

Pena di morte – Armenia
Il 25 marzo 2021 l’Armenia ha fatto un passo avanti verso l’abolizione della pena di morte depositando (89° stato a farlo) gli strumenti di ratifica al Secondo protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
A distanza di 413 anni dalla prima esecuzione – quella del capitano George Kendall, passato per il plotone d’esecuzione per tradimento nel 1608 – e dopo altre 1389 esecuzioni, 500 delle quali nei confronti di schiavi, il 24 marzo 2021 la Virginia ha detto basta alla pena di morte, diventando il 23° stato abolizionista degli Usa. Si è trattato di una decisione storica, tenendo anche conto del fatto che dal 1977, anno della ripresa delle esecuzioni negli Usa, la Virginia era stata seconda solo al Texas per numero di esecuzioni, ben 113.

Giustizia – Sri Lanka
Il 23 marzo 2021 il Consiglio Onu dei diritti umani ha approvato una risoluzione che chiede, tra l’altro, un’azione per raccogliere, archiviare e conervare le prove necessarie ai fini di futuri procedimenti giudiziari per crimini di guerra e contro l’umanità, tra cui almeno 60.000 sparizioni, compiuti durante il trentennale conflitto interno terminato nel 2009. Nel testo della risoluzione si prende finalmente atto che “le vittime stanno incontrando ostacoli insormontabili nell’accesso alla giustizia” a causa della “incapacità e mancanza di volontà del governo di svolgere processi per crimini di diritto internazionale”.

Diritti delle persone Lgbtiq+ – Giappone
Il 17 marzo 2021 il tribunale di Sapporo ha giudicato incostituzionale il divieto di matrimoni tra persone dello stesso sesso. Si è trattato della prima sentenza in assoluto su tale materia nella storia del Giappone. La sentenza, basata sull’articolo 14 della Costituzione che riconosce il diritto all’uguaglianza, ha dato ragione a una delle 13 coppie che il giorno di San Valentino del 2019 avevano adito vari tribunali del paese. Nel dispositivo della sentenza, si afferma che “i benefici legali previsti dal matrimonio devono essere riconosciuti sia agli omosessuali che agli eterosessuali”.

Diritti delle persone Lgbtiq+ – Tunisia
Il 17 marzo 2021 l’attivista per i diritti delle persone Lgbtiq+ Rania Admouni è stata assolta in appello da una condanna a sei mesi di carcere emessa in primo grado il 4 marzo per le false accuse di “offesa a pubblico ufficiale nello svolgimento delle sue funzioni”, “ubriachezza molesta” e “causa di imbarazzo e disordini”. Era stata arrestata il 27 febbraio di fronte al settimo commissariato di Tunisi, dove si era recata per denunciare le continue minacce e intimidazioni subite dalla polizia ogni volta che prendeva parte a manifestazioni per i diritti delle persone Lgbiq+ e contro la crisi economica.

Difensori dei diritti umani – Messico
Il 12 marzo 2021 un uomo è stato condannato a 48 anni di carcere per l’uccisione di Julian Carrillo, leader del popolo nativo Raramuri e difensore dei boschi, assassinato nell’ottobre 2018 nello stato di Chihuahua, e per quella di suo figlio Victor, avvenuta nel febbraio 2018.

Libertà di stampa – Stati Uniti d’America
Il 10 marzo 2021 una giuria dello stato dell’Iowa ha assolto Andrea Sahouri, giornalista del “Des Moines Register”, dalle accuse di non rispettato un ordine di sgombero e aver interferito nelle azioni di pubblici ufficiali nel corso di una protesta del 31 maggio 2020 del movimento Black Lives Matter. Rischiava una multa, 30 giorni di carcere o entrambe le sanzioni.

Armi – Italia
L’8 marzo 2021 il Consiglio di Stato ha bocciato, per la seconda volta, il diniego espresso dal Tar, per presunti vizi procedurali, della richiesta di rendere pubblici gli accordi segreti tra Italia e Stati Uniti che dal 2016 regolano la presenza e l’uso dei droni militari Usa nella base aeronavale di Sigonella, in Sicilia.

Armi – Belgio
Il 5 marzo 2021 il Consiglio di stato ha ulteriormente sospeso quattro licenze per la fornitura di armi all’Arabia Saudita. Le quattro licenze erano state sospese nel marzo e nell’agosto 2020 e poi nuovamente autorizzate nel novembre 2020.

Pena di morte – Polonia / Cina
Il 4 marzo 2021 un tribunale di Varsavia ha respinto la richiesta di estradizione di Li Zhihui, un cittadino svedese di origini cinesi presentata dal governo della Cina, sostenendo che l’uomo – ricercato per presunti reati economici ma in realtà appartenente al gruppo religioso Falun Gong – avrebbe rischiato la pena di morte in caso di rimpatrio. Il tribunale polacco ha disposto la scarcerazione di Li chiedendo al governo di Stoccolma di organizzare il suo ritorno in Svezia.

Prigionieri di coscienza – Bangladesh
Il noto disegnatore Ahmed Kabir Kishore è stato rilasciato il 4 marzo 2021 dopo 10 mesi di carcere. Creatore di una pagina Facebook intitolata !”La vita al tempo del Corona”, nella quale commentava attraverso i suoi disegni i fatti politici del paese, compresa la corruzione, durante la pandemia da Covid-19, era stato arrestato il 5 marzo 2020 e accusato di violazione della Legge sulla sicurezza digitale per aver “diffuso voci e informazioni false sulla situazione del coronavirus”. Avrebbe rischiato fino all’ergastolo.

Prigionieri di coscienza – Polonia
Il 2 marzo 2021 sono state finalmente assolte Elżbieta, Anna e Joanna, tre attiviste polacche finite sotto processo per “offesa ai valori religiosi” ai sensi dell’articolo 196 del codice penale e che rischiavano fino a due anni di carcere. Nel 2019 le tre attiviste avevano affisso, in vari luoghi pubblici della città di Plock, dei poster raffiguranti la Vergine Maria con l’aureola dipinta con i colori dell’arcobaleno, simbolo del movimento Lgbti. Nel 2020 erano state rinviate a giudizio per aver “insultato pubblicamente un oggetto di culto religioso mediante una raffigurazione che ha offeso i sentimenti religiosi di altre persone“.

Giustizia – Iraq
Dopo due anni dalla presentazione, il 1° marzo 2021 il parlamento ha approvato la Legge sulle sopravvissute yazide, il primo riconoscimento legale del genocidio avvenuto nel 2014. Nella formulazione approvata, la legge è stata estesa anche alle minoranze cristiana, turkmena e shabak. Si applicherà “a ogni donna oggetto di rapimento, riduzione in schiavitù sessuale, venduta, separata dai genitori, costretta a cambiare religione, al matrimonio forzato, a gravidanza e aborto forzato, danneggiata fisicamente o mentalmente dal Daesh dal 3 agosto 2014”. La legge prevede l’istituzione di una “direzione generale per le sopravvissute” e un tribunale civile a Ninive, assistenza psicologica e cure per queste ultime, quote del 2 per cento di posti nel settore pubblico, assistenza ai bambini nati dalle violenze e risarcimenti.

Diritti economici e sociali – Italia
Il 1° marzo 2021 la Corte di cassazione ha confermato il parere emesso dalla corte d’appello di Ancona nell’agosto 2015, considerando illegittimo lo sgombero forzato di una famiglia rom eseguito dal comune di Civitanova Marche. Tra il 2021 e il 2013 la famiglia, composta da una madre e due figlie, aveva vissuto dentro un camper su un terreno pubblico di fronte alla scuola frequentata dalla figlia minore, proprio per favorire la partecipazione di quest’ultima alla partecipazione alle lezioni. Dal 2013 la famiglia aveva dovuto abbandonare la città.

Diritti dei minori – Nigeria
Il 28 febbraio 2021 sono state liberate 317 studentesse rapite 48 ore prima da un gruppo armato nella scuola secondaria di Jangebe, un villaggio dello stato di Zamfara.

Armi – Italia
Il 24 febbraio 2021 il giudice per le indagini preliminari di Cagliari ha archiviato il procedimento avviato a seguito di una querela per “diffamazione a mezzo stampa”, presentata il 28 ottobre 2019 dal legale rappresentante di Rwm Italia SpA contro i portavoce del Comitato riconversione Rwm per la pace e il lavoro sostenibile. Il giudice ha concluso che “la notizia di reato” (critiche all’illegalità delle forniture di bombe prodotte dalla Rwm all’Arabia Saudita) “appare infondata”.

Difensori dei diritti umani – Malta
Il 24 febbraio 2021 Vince Muscat, accusato di essere tra gli esecutori materiali dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, avvenuto il 16 ottobre 2017, è stato condannato a 15 anni di carcere. Altri due sospetti complici nell’omicidio, i fratelli George e Alfred De Giorgio, sono agli arresti dal dicembre 2017 mentre il 25 febbraio 2021 sono stati arrestati anche Robert Aguis e Jamie Velia, accusati di aver fornito l’esplosivo per l’attentato mortale. Sospettato di esserne in mandante è l’uomo d’affari Yorgen Fenech, arrestato nel novembre 2019.

Diritti economici, sociali e culturali – Italia
Il 24 febbraio 2021 la procura di Milano ha imposto a quattro aziende (Just Eat, Uber Eats, Glovo e Deliveroo) di assumere circa 60.000 rider, avendoli riconosciuti come lavoratori subordinati. La procura ha inoltre elevato ammende per 733 milioni di euro per violazione delle norme sulla salute e sulla sicurezza del lavoro e ha avviato indagini su sei datori di lavoro delle quattro aziende.

Diritti economici, sociali e culturali – Francia
Il 24 febbraio 2021 la ministra dell’Università e della Ricerca, Frédérique Vidal, ha annunciato la distribuzione gratuita di prodotti igienici per il ciclo mestruale negli atenei, nelle residenze universitarie e nei centri per la salute degli studenti universitari.

Giustizia internazionale – Germania/Siria
Il 24 febbraio 2021 l’Alta corte regionale di Coblenza, in Germania, ha condannato il funzionario della sicurezza del governo siriano Eyab al-Gharib a quattro anni e mezzo di carcere per crimini contro l’umanità. Esercitando la giurisdizione universale, il tribunale tedesco ha processato e giudicato colpevole al-Gharib per le torture commesse nella sede 251 dei servizi per la sicurezza dello stato (conosciuta come al-Khatib) nei confronti di manifestanti arrestati nella capitale siriana Damasco. Al-Gharib era stato arrestato nel febbraio 2020 in Germania.

Armi – Italia
Il 23 febbraio 2021 il Giudice per le indagini preliminari di Roma ha stabilito che la procura di Roma deve continuare l’indagine penale sui dirigenti di Rwm Italia Spa, una filiale italiana del produttore di armi tedesco Rheinmetall AG, e sugli alti funzionari dell’Autorità nazionale per l’esportazione di armamenti (Uama) italiana per il loro ruolo in un attacco aereo mortale della coalizione militare guidata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi a Deir al-Hajari, nel nord-ovest dello Yemen. Nell’ottobre 2019 la procura aveva chiesto l’archiviazione della denuncia penale presentata nell’aprile 2018 dal Centro europeo per i diritti costituzionali e umani di Berlino, dalla ong yemenita Mwatana for Human Rights e dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e che ha visto poi coinvolte Rwm Italia e Uama.

Prigionieri di coscienza – Egitto
Il 22 febbraio 2021 il professore di scienze politiche dell’Università del Cairo Hazem Hosni, portavoce del generale Sami Anan durante la campagna elettorale per le presidenziali del 2018 e poi ritiratosi, è stato posto agli arresti domiciliari per problemi di salute. Era stato arrestato un anno e mezzo prima.

Prigionieri di coscienza – Algeria
Il 19 febbraio 2021 Khaled Drareni, rappresentante di Reporter senza frontiere per l’Algeria, corrispondente da Algeri per l’emittente francese TV5 Monde e fondatore e direttore del portale Casbah Tribune, è stato rilasciato insieme a decine di militanti del movimento di protesta della società civile “Hirak”. Arrestato il 27 marzo 2020, il 10 agosto Drareni era stato giudicato colpevole di “minaccia all’integrità del territorio nazionale” e “istigazione a manifestazione non armata” e condannato in primo grado a tre anni di carcere, ridotti a due in appello.

Diritti economici, sociali e culturali – Regno Unito
Il 19 febbraio 2021 la Corte suprema ha respinto un ricorso della società Uber riconoscendo che i conducenti sono lavoratori dipendenti, e non liberi professionisti, e possono quindi rivendicare i loro diritti. La sentenza ha riconosciuto che “il servizio di trasporto svolto dagli autisti e offerto ai passeggeri tramite l’app della compagnia è strettamente definito e controllato da Uber”. La corte ha inoltre stabilito che i conducenti vanno considerati come dipendenti della compagnia dal momento in cui accendono l’app, e non solo quando hanno passeggeri a bordo.

Diritti economici, sociali e culturali – Nuova Zelanda
Il 18 febbraio 2021 il governo ha annunciato che, a partire dal mese di giugno, tra le varie misure di contrasto alla povertà, tutte le scuole pubbliche riceveranno scorte di prodotti igienici da distribuire gratuitamente alle alunne durante il ciclo mestruale.

Tortura – Italia
Il 17 febbraio 2021 dieci agenti di polizia penitenziaria sono stati condannati a pene dai due anni e tre mesi ai due anni e otto mesi per tortura e lesioni aggravate commesse nell’ottobre 2018 nel carcere toscano.

Pena di morte – Sri Lanka
L’11 febbraio 2021 la Corte suprema ha esteso fino al 7 settembre l’ordine di sospensione dell’applicazione della pena di morte nei confronti di quattro prigionieri condannati per reati di droga. La decisione di riprendere le esecuzioni per reati di droga era stata presa dall’ex presidente Maithripala Sirisena nel 2019.

Diritti delle persone Lbgtiq+ – Angola
Il 10 febbraio 2021, dopo che il presidente Joao Lourenco l’aveva firmata nel novembre 2020, è entrata in vigore la legge che sancisce la depenalizzazione delle relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso. Scompare così dal codice penale la definizione di “vizi contro natura” con cui venivano criminalizzate le condotte omosessuali.

Pena di morte – Pakistan
Il 10 febbraio 2021 la Corte suprema, accogliendo il ricorso basato sulla disabilità mentale, ha commutato in ergastolo le condanne a morte di Imdad Ali e Kaneezan Bibi, dopo rispettivamente 20 e 32 anni trascorsi in attesa dell’esecuzione. Imdad Ali era stato condannato a morte per omicidio il 29 luglio 2002; Kaneezan Bibi, sempre per omicidio, era stata condannata a morte addirittura nel 1989. Le 51 pagine della sentenza terminano con la raccomandazione alle competenti autorità federali di assicurare che i condannati a morte che non hanno più le funzioni mentali atte a comprendere i motivi della condanna alla pena capitale loro inflitta non siano messi a morte.

Difensori dei diritti umani – Arabia Saudita
Il 10 febbraio 2021 Loujain al-Hathloul è tornata in libertà dopo 1001 giorni di carcere. Arrestata nel maggio 2018, il 28 dicembre 2020 era stata condannata a cinque anni e otto mesi per spionaggio in favore di una potenza straniera e cospirazione contro il regno saudita, solo per aver svolto campagne per i diritti delle donne come quelle per l’abolizione del divieto di guida e del sistema del “guardiano” maschile. Uno sconto di pena e la sottrazione dei due anni e mezzo già trascorsi in prigione hanno portato alla scarcerazione.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 9 febbraio 2021 Christopher Williams è stato rilasciato da un carcere della Pennsylvania, dove stava scontando l’ultima condanna per omicidio dopo che il 23 dicembre 2019 era stato riconosciuto innocente di un triplice omicidio per cui era stato condannato a morte.

Pena di morte – Arabia Saudita
Dopo Ali al-Nimr, l’8 febbraio 2021 altri due condannati a morte minorenni al momento del reato hanno ottenuto la commutazione della condanna a morte in 10 anni di carcere: si tratta di Dawood al-Marhoun e Abdullah al-Zaher, rispettivamente 17 e 15 anni, che erano stati giudicati di reati contro la sicurezza relativi alle proteste del 2012 della minoranza sciita nella Provincia orientale. Avendo già trascorso nove anni in carcere, potrebbero essere rilasciati entro il 2022.

Violenza contro le donne – Egitto
Il 7 febbraio 2021 l’Ente pubblico egiziano delle fatwa ha emanato un editto che rende “peccato” il ricorso alle mutilazioni dei genitali femminili. Si è trattato del primo editto religioso di condanna di questa pratica, vietata per legge dal 2018 e tuttavia ancora praticata clandestinamente. Si calcola che circa il 92 per cento delle donne egiziane tra i 15 e i 49 anni abbia subito la mutilazione dei genitali femminili.

Giustizia internazionale – Uganda
Il 4 febbraio 2021 il Tribunale Penale Internazionale ha giudicato colpevole di 61 dei 70 capi d’accusa Dominic Ongwen, uno dei più alti comandanti del gruppo armato Esercito di Resistenza del Signore, che seminò il terrore per decenni tra la popolazione civile dell’Uganda. Ongwen, arrestato nella Repubblica Centrafricana il 5 gennaio 2015, è stato giudicato colpevole di crimini di guerra e crimini contro l’umanità tra cui: attacchi contro la popolazione civile, omicidio, tentato omicidio, stupro, riduzione in schiavitù sessuale, matrimoni forzati, torture, riduzione in schiavitù, oltraggio alla dignità umana, arruolamento forzato di minorenni sotto i 15 anni di età poi attivamente coinvolti nelle ostilità, devastazione, distruzione di proprietà privata e persecuzione. L’entità della pena sarà determinata più avanti. Ongwen rischia comunque l’ergastolo, sebbene abbia il diritto automatico di appello contro la decisione della Corte.

Prigionieri di coscienza – Arabia Saudita
Il 4 febbraio 2021 due cittadini con passaporto saudita e statunitense, Bader al-Ibrahim e Salah al-Haidar, sono stati posti in libertà provvisoria dopo 307 giorni di detenzione arbitraria, anche se restano sotto processo con la successiva udienza prevista l’8 marzo per inesistenti reati di terrorismo.

Prigionieri di coscienza – Egitto
Il 4 febbraio 2021 il giornalista dell’emittente televisiva “al Jazeera” Mahmoud Hussein è stato rilasciato dopo oltre quattro anni di detenzione. Era stato arrestato nel dicembre 2017 con l’accusa di aver diffuso informazioni false.

Conflitti – Myanmar
Il 2 febbraio 2021 il produttore di birra giapponese Kirin ha annunciato l’interruzione dei rapporti con l’azienda MEHL, legata alle forze armate di Myanmar protagoniste del colpo di stato del 1° febbraio 2020.

Difensori dei diritti umani – Regno Unito
Il 29 gennaio 2021 i cosiddetti “Stansted 15” hanno vinto il ricorso in appello: quando nel 2017 penetrarono all’interno dell’aeroporto londinese per impedire l’espulsione di 60 migranti a bordo di un volo charter con destinazione Ghana e Nigeria non commisero alcun reato. I 15 attivisti erano stati imputati di un reato previsto dalle norme antiterrorismo britanniche, “messa in pericolo della sicurezza di uno scalo aeroportuale”, per il quale è previsto persino l’ergastolo. Nel febbraio 2019 tre dei 15 erano stati condannati a pena detentiva, poi sospesa, e gli altri 12 erano stati affidati ai servizi sociali.

Diritti economici, sociali e culturali – Nigeria
Il 29 gennaio 2021 la corte d’appello dell’Aja, nei Paesi Bassi, ha giudicato l’azienda petrolifera Shell responsabile dell’inquinamento da idrocarburi causato dalla sussidiaria Shell Nigeria nella regione del Delta del fiume Niger. La corte ha così disposto un risarcimento, la cui entità sarà stabilita in seguito, in favore di tre agricoltori che avevano presentato denuncia ai tribunali olandesi accusando Shell di aver reso sterili i loro terreni e avvelenato le vasche per gli allevamenti del pesce.

Pena di morte – Zambia
Il 28 gennaio 2021 il presidente dello Zambia Edgar Lungu ha commutato in ergastolo 246 condanne a morte. Il provvedimento è stato adottato, nell’ambito delle misure di contrasto alla pandemia da Covid-19, per decongestionare il braccio della morte che ospitava fino al giorno prima 400 condannati a fronte di una capienza di 50 detenuti. Sotto la presidenza Lungu, il totale delle commutazioni dal 2015 è arrivato a oltre 500. Pur mantenendo in vigore la pena capitale, lo Zambia non esegue condanne a morte dal 1997.

Pena di morte – Pakistan
Il 28 gennaio 2021 l’Alta corte di Lahore ha assolto per insufficienza di prove Imran Javed e Niamat Ali dal reato di omicidio, per il quale erano stati condannati a morte nel 2012.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Italia
Il 27 gennaio 2021 il Comitato sui diritti umani delle Nazioni Unite, l’organismo che vigila sul rispetto del Patto internazionale sui diritti civili e politici, ha accusato l’Italia di non aver tutelato il diritto alla vita delle persone che erano a bordo di una nave carica di migranti e richiedenti asilo affondata nel Mediterraneo nell’ottobre del 2013. In particolare, il Comitato ha affermato che “l’Italia non ha risposto prontamente a varie chiamate di soccorso dalla barca che trasportava più di 400 adulti e bambini”. A causa del ritardo nell’azione di soccorso oltre 200 persone, tra cui 60 bambini, annegarono. Il Comitato era stato sollecitato da una denuncia presentata nel 2018 da tre siriani e un palestinese, sopravvissuti al naufragio ma che vi avevano perso le loro famiglie.

Armi – Italia
Il 27 gennaio 2021, con un atto di portata storica, il governo Conte ha deciso di revocare le autorizzazioni in corso per l’esportazione di missili e bombe d’aereo verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Continua inoltre a rimanere in vigore anche la sospensione della concessione di nuove licenze per i medesimi materiali e stati. Il provvedimento dovrebbe riguardare almeno sei diverse autorizzazioni già sospese con decisione presa nel luglio 2019 tra le quali la licenza MAE 45560 decisa verso l’Arabia Saudita nel 2016 durante il governo Renzi (relativa a quasi 20.000 bombe aeree della serie Mk per un valore di oltre 411 milioni di euro). La revoca decisa dal governo Conte per questa sola licenza andrà a cancellare la fornitura di oltre 12.700 ordigni.

Armi – Stati Uniti d’America
Il 27 gennaio 2021 l’amministrazione Biden ha sospeso la fornitura di aerei F35 agli Emirati Arabi Uniti e di bombe all’Arabia Saudita, a causa del perdurante conflitto nello Yemen in cui sono coinvolti i due stati.

Diritti sessuali e riproduttivi – Stati Uniti d’America
Il 25 gennaio 2021 il presidente Biden ha annullato la cosiddetta “Global Gag Rule”, che vietava l’erogazione di fondi ai gruppi e alle organizzazioni che promuovono l’educazione, la consulenza e l’adozione di riforme in favore di un aborto sicuro.

Giustizia – Messico
Il 26 gennaio 2021 il governo ha firmato un accordo di riparazione a favore di José Adrián e della sua famiglia. Nel febbraio 2016, quando aveva 14 anni, Josè Adrián, appartenente a una comunità maya dello Yucatan, era stato arbitrariamente detenuto e violentemente picchiato dalla polizia municipale mentre tornava a casa da scuola. La sua famiglia aveva dovuto pagare una cauzione per il suo rilascio. L’accordo prevede misure di sostegno medico, psicologico e scolastico in favore del ragazzo

Giustizia internazionale – Repubblica Centrafricana
Il 24 gennaio 2021 Mahamat Said Abdel Kani, uno dei capi delle milizie “Seleka” (“Unione”) che seminarono morte e distruzione nella guerra civile della Repubblica Centrafricana a partire dal 2012, si è consegnato al Tribunale Penale Internazionale. Kani è imputato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità – torture, persecuzioni, sparizioni forzate e ulteriori reati – commessi nella capitale Bangui nel 2013.

Pena di morte – Nigeria
Il 22 gennaio 2021 una corte d’appello ha annullato la condanna a morte del 22enne Yahaya Aminu-Sharif, che il 10 agosto 2020 un tribunale islamico aveva giudicato colpevole di “blasfemia” e dunque destinato all’impiccagione. Il giudice della corte d’appello ha disposto un nuovo processo, poiché il precedente era stato viziato da irregolarità tali da aver violato la costituzione nigeriana, la Carta africana dei diritti umani e dei popoli e la Dichiarazione universale dei diritti umani. Aminu-Sharif, un giovane musicista dello stato di Kano, era stato ritenuto colpevole di “offesa al sentimento religioso” in violazione dell’articolo 382 del codice penale della shari’a”.

Armi – Nazioni Unite
Il 22 gennaio 2021 è entrato in vigore il Trattato delle Nazioni Unite sulla proibizione delle armi nucleari. Il testo, adottato da due terzi degli stati membri delle Nazioni Unite, dichiara illegali, ai sensi del diritto internazionale, lo sviluppo, i test, il possesso, lo stoccaggio, l’uso e la minaccia di uso delle armi nucleari.

Giustizia internazionale – Ucraina
Il 21 gennaio 2021 la Corte europea dei diritti umani si è pronunciata su una serie di ricorsi, stabilendo che le autorità ucraine al potere nell’inverno 2013-2014 si resero responsabili di arresti illegali, di sequestri di persona e (in un caso specifico) di uccisioni di manifestanti durante la repressione delle proteste di massa di quel periodo.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Australia
Il 21 gennaio 2021 decine di richiedenti asilo detenuti da oltre un anno nel Park Hotel di Melbourne, riadattato a Centro alternativo di reclusione, sono stati rilasciati. In buona parte si trattava di persone trasferite sulla terraferma dai centri per richiedenti asilo di Nauru e dell’isola di Manus per motivi di salute.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Stati Uniti d’America
Tra i 17 decreti esecutivi emanati dal presidente Joe Biden il 20 gennaio 2021, giorno dell’insediamento alla Casa bianca, figurano la cancellazione del cosiddetto “Muslim ban”, che prevedeva restrizioni all’ingresso da nazioni di religione islamica, il rafforzamento delle garanzie contro l’espulsione degli immigrati irregolari e il blocco della costruzione del muro di confine col Messico.

Prigionieri di coscienza – Repubblica Democratica del Congo
Il 20 gennaio 2021 otto attiviste e attivisti del movimento giovanile “Lucha” (“Lotta per il cambiamento”) sono stati assolti da un tribunale militare. Erano stati arrestati il 19 dicembre 2020, al termine di una protesta indetta per denunciare la mancanza di protezione, da parte della missione di peacekeeping delle Nazioni Unite, della popolazione civile della città di Beni, situata nell’est del paese. Dopo un mese di udienze, la corte marziale di Beni-Batumbo li ha assolti dalle accuse di “distruzione intenzionale” e “sabotaggio”. La pubblica accusa aveva chiesto una pena di 10 anni di carcere.

Diritti delle persone Lgbtiq – Romania
Il 19 gennaio 2021 la Corte europea dei diritti umani ha condannato la Romania per aver violato i diritti di due persone transgender. I due ricorrenti avevano chiesto per anni ai tribunali nazionali l’autorizzazione a riassegnare il loro genere, dal femminile al maschile, e a cambiare i dati anagrafici e i documenti d’identità. Le autorità competenti avevano sempre rifiutato di riconoscere la loro identità di genere in quanto non avevano subito un intervento di riconversione genitale. I due ricorrenti, trovandosi di fronte a due opzioni inaccettabili (subire un’operazione chirurgica o rinunciare alla loro identità di genere), avevano deciso di ricorrere all’organo di giustizia europea.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Italia
Il 18 gennaio 2021 il Tribunale ordinario di Roma ha emesso un’ordinanza nella quale stabilisce che i respingimenti effettuati dal ministero dell’Interno (chiamati “riammissioni informali”) con sempre maggiore frequenza a partire dalla primavera del 2020 hanno violato obblighi costituzioni e di diritto internazionale e hanno esposto consapevolmente i migranti in transito lungo la rotta balcanica, compresi richiedenti asilo, a “trattamenti inumani e degradanti” oltre che a “vere e proprie torture inflitte dalla polizia della Croazia”.

Tortura – Italia
Il 15 gennaio 2021 è stato condannato a tre anni per tortura e lesioni personali Pietro Licari, 51 anni, agente della polizia penitenziaria del carcere di Ferrara, accusato di tortura nei confronti di un detenuto. Vittima Antonio Colopi, un 26enne che stava scontando 14 anni per omicidio, fatto spogliare e picchiato ripetutamente.

Diritti economici, sociali e culturali – Italia
Il 12 gennaio 2021 il parlamento ha ratificato la Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro n. 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro, adottata a Ginevra il 21 giugno 2019.

Violenza contro le donne – Italia
L’11 gennaio 2021 la Corte Costituzionale ha stabilito che le donne che subiscono violenza sessuale potranno sempre, a prescindere dal loro stato economico, usufruire del patrocinio di Stato “agevolando, così, il coinvolgimento nell’emersione e nell’accertamento delle condotte penalmente rilevanti”. Secondo il neo-presidente della Corte, Giancarlo Coraggio, l’obiettivo è quello di “offrire un concreto sostegno alla persona offesa, incoraggiandola a denunciare e a partecipare attivamente al percorso di emersione della verità”.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
L’8 gennaio 2021 Eddie Lee Howard, un afroamericano del Mississippi, è stato riconosciuto innocente dopo una battaglia durata oltre un quarto di secolo. Aveva già lasciato il braccio della morte all’inizio del dicembre 2020 dopo che il 31 agosto dello stesso anno la Corte suprema dello stato aveva annullato il verdetto di colpevolezza e la condanna a morte. Howard era stato condannato a morte nel 1994 per l’omicidio di un’anziana donna bianca. Indifferenti all’accuratezza delle indagini e all’affidabilità delle prove, polizia e pubblica accusa avevano seguito il pregiudizio razziale.

Pena di morte – Arabia Saudita
Il 7 gennaio 2021 la condanna a morte di Ali al-Nimr, minorenne al momento del reato, è stata commutata in 10 anni di carcere. Nipote del leader della minoranza sciita Nimr al-Nimr messo a morte nel gennaio 2016, Ali al-Nimr era stato arrestato nel febbraio 2012 per reati relativi alle proteste degli sciiti nella Provincia orientale. All’epoca aveva 17 anni. Era stato condannato a morte insieme ad altri due minorenni, Dawood al-Marhoun e Abdullah al-Zaher, rispettivamente 17 e15 anni all’epoca del reato. Considerati i nove anni già trascorsi in carcere, Ali al-Nimr dovrebbe essere rilasciato nel 2022.

Pena di morte – Nigeria
Il 1° gennaio 2021 il governatore dello stato di Kaduna, Nasir el Rufai, ha commutato in ergastolo la condanna a morte di Joshua Yashim, giudicato colpevole nel 2011 di un omicidio avvenuto nel 2007. In carcere per 13 anni, dopo la condanna a morte non aveva potuto presentare appello per la mancanza di risorse economiche.

Pena di morte – Kazakistan
Il 1° gennaio 2020, con la firma da parte del presidente Tokaiev del Secondo Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici, il Kazakistan è diventato ufficialmente uno stato abolizionista. Nella repubblica centroasiatica non avevano luogo esecuzioni dal 2003.

Diritti economici e sociali – Regno Unito
Anticipata da un analogo provvedimento adottato dalla Scozia, dal 1° gennaio 2020 è stata abolita in tutto il territorio l’imposta del 5 per cento sugli assorbenti. Non più vincolato dalle direttive dell’Unione europea che impongono un’imposta minima su tutti i prodotti sanitari, il governo di Londra ha adottato questa decisione “all’intero di un’azione più ampia per rendere i prodotti sanitari più accessibili e disponibili per tutte le donne”.

Diritti sessuali e riproduttivi – Argentina
Con 38 voti a favore, 29 contrari e un astenuto, il 30 dicembre 2020 il Congresso dell’Argentina ha definitivamente approvato la legge sull’aborto. La legge prevede che i servizi di aborto saranno disponibili gratuitamente fino alla quattordicesima settimana di gestazione; nel periodo successivo, l’aborto sarà legale in caso di pericolo per la vita o per la salute della donna o in caso di stupro.

Pena di morte – Giappone
Il 23 dicembre 2020 Iwao Hakamada, 84 anni, si è visto riconoscere dalla Corte suprema il diritto ad un nuovo processo. Nel 1968 l’uomo che ha scontato il più elevato numero di anni nei bracci della morte del Giappone, quasi sempre in isolamento, era stato giudicato colpevole dell’omicidio del suo datore di lavoro, della moglie e dei loro due figli. Per i decenni successivi, Iwao Hakamada ha lottato per dimostrare che la sua confessione di colpevolezza era stata estorta dopo interminabili interrogatori gestiti con costanti pestaggi e intimidazioni. La condanna a morte era stata confermata dalla Corte suprema nel 1980 ma nel 2014, con una decisione tra le più rare della storia della pena di morte in Giappone, un tribunale di Shizuoka aveva accolto la richiesta di un nuovo processo. La pubblica accusa aveva fatto ricorso e l’Alta corte le aveva dato ragione. Ma all’ennesimo ricorso, la Corte suprema ha ribaltato tutto.

Conflitti – Italia
Il 22 dicembre 2020 la Commissione Esteri della Camera dei deputati ha approvato una risoluzione che chiede la proroga della sospensione dell’esportazione di alcuni tipi di armamenti verso la coalizione a guida saudita ed emiratina che dal marzo 2015 è impegnata in un conflitto militare nello Yemen. La risoluzione impegna il governo “a mantenere la sospensione della concessione di nuove licenze per bombe d’aereo e missili che possono essere utilizzati a colpire la popolazione civile, e della loro componentistica” verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti già in vigore da metà 2019 (e con scadenza prevista a gennaio 2021) oltre che “a valutare la possibilità di estendere tale sospensione anche ad altre tipologie di armamenti fino a quando non vi saranno sviluppi concreti nel processo di pace”.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 18 dicembre 2020 la Corte suprema del Texas ha posto fine a una lunga battaglia legale, dando finalmente ragione ad Alfred Dewayne Brown che otterrà un risarcimento di due milioni di dollari per i nove anni trascorsi ingiustamente nel braccio della morte.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Italia
Il 18 dicembre 2020, Giornata internazionale dei migranti, il parlamento ha definitivamente approvato il nuovo Decreto immigrazione, che cancella, dopo oltre due anni, alcune delle più gravi norme contrarie ai diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati introdotte dai decreti sicurezza voluti dall’ex ministro dell’Interno Salvini.

Campagna “Io lo chiedo” – Danimarca
Il 17 dicembre 2020 il parlamento ha approvato la legge che stabilisce che il sesso senza consenso è stupro.

Pena di morte – Nazioni Unite
ll 16 dicembre 2020 l’Assemblea generale ha adottato per l’ottava volta una risoluzione per una moratoria sulle esecuzioni capitali in vista dell’abolizione definitiva della pena di morte. Hanno votato a favore 123 stati, due in più dell’ultima volta; 38 hanno votato contro e 24 si sono astenuti.

Giustizia internazionale – Nigeria
L’11 dicembre 2020 l’ufficio della procuratrice del Tribunale penale internazionale permanente ha annunciato la conclusione dell’indagine preliminare, avviata il 18 novembre 2010, sui crimini contro l’umanità e sui crimini di guerra commessi dal gruppo armato islamista Boko haram e dalle forze armate della Nigeria nel nord-est del paese. Vi sono, secondo l’ufficio della procuratrice, sufficienti ragioni per concludere che Boko haram e le forze armate nigeriane abbiano commesso gravi crimini di diritto internazionale. La procuratrice ora chiederà ai giudici del Tribunale penale internazionale permanente l’autorizzazione ad aprire un’indagine formale.

Diritti sessuali e riproduttivi – Argentina
L’11 dicembre 2020 la Camera dei deputati ha dato il primo sì alla legge sull’interruzione volontaria di gravidanza. Il testo, approvato con 131 voti a favore, 117 voti contrari e sei astensioni, legalizza l’aborto nelle prime 14 settimane di gravidanza. Dopo questo periodo, si potrà ancora abortire in caso di rischio per la vita o la salute della donna e in caso di stupro. Il testo passa ora al Senato.

Diritti delle persone Lgbti – Australia
Il 10 dicembre 2020, Giornata mondiale dei diritti umani, la Camera bassa dello stato australiano di Victoria ha messo fuorilegge le cosiddette “terapie di conversione”, trattamenti pseudoscientifici crudeli e degradanti, ancora vigenti in molti stati, volti a cambiare l’orientamento sessuale di una persona dall’omosessualità o bisessualità all’eterosessualità, mediante cure psichiatriche, consulenze religiose e persino l’elettroshock. Il voto finale del parlamento è previsto nel febbraio 2021.

Pena di morte – Tanzania
Il 9 dicembre 2020, in occasione della Festa dell’indipendenza il presidente John Magufuli ha commutato in ergastolo 256 condanne a morte con queste parole: “La legge dice che dovrei impiccarli tutti. Ma chi sarebbe il peccatore maggiore: chi ha ucciso una, due o tre persone o io che dovrei ucciderne 256?”

Armi – Germania
Il 3 dicembre 2020 il governo ha esteso fino a tutto il 2021 il blocco, in scadenza alla fine dell’anno corrente, della vendita di armi all’Arabia Saudita, a causa del conflitto ancora in corso nello Yemen.

Difensori dei diritti umani – Egitto
Il 3 dicembre 2020 sono stati rimessi in libertà Gasser Abdel-Razak, Karim Ennarah e Mohamed Basheer, tre dirigenti dell’organizzazione non governativa “Iniziativa egiziana per i diritti della persona”, arrestati a metà novembre dopo che avevano incontrato una delegazione di rappresentanti diplomatici occidentali per illustrare la situazione dei diritti umani nel paese.

Giustizia – Slovacchia
Il 3 dicembre 2020 la Corte suprema ha emesso, aumentandola da 23 a 25 anni, la sentenza di condanna definitiva per Miroslav Marcek, uno degli esecutori materiali dell’omicidio del giornalista Jan Kuciac, ucciso con la fidanzata Martina Kusnirova nel febbraio 2018.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 1° dicembre 2020 la Corte d’appello del Texas ha commutato in ergastolo la condanna a morte di Geronimo Gutierrez, a causa della sua disabilità intellettiva. Si è trattato del nono condannato a morte che ha ottenuto la commutazione della pena dalla sentenza Moore v. Texas con cui nel 2017 la Corte suprema federale aveva giudicato incostituzionale e priva di valore scientifico la definizione che lo stato aveva dato del disordine mentale.

Diritti delle persone Lgbtiq – Svizzera
Il 1° dicembre 2020 il Consiglio di stato, dopo il voto favorevole del Consiglio degli stati dell’11 luglio, ha definitivamente approvato l’uguaglianza di fronte alla legge del matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Diritti economici, sociali e culturali – Regno Unito
Il 25 novembre 2020, su iniziativa della deputata Monica Lennon, il parlamento della Scozia ha approvato all’unanimità la legge che mette a disposizione gratuitamente i prodotti d’igiene personale per il ciclo mestruale in quanto necessità di base. Questi prodotti igienici dovranno essere messi a disposizione dagli enti locali, in modo che le donne che vivono in povertà possano avervi accesso.

Violenza contro le donne – Messico
Il 23 novembre 2020 l’ufficio della procura generale ha aperto un’indagine per femminicidio per la morte di Karla Pontigo, gravemente ferita nel suo ufficio il 28 ottobre 2012 e deceduta in ospedale il giorno dopo. Amnesty International aveva sollecitato la riapertura delle indagini dopo aver constatato l’evidente fallimento di quelle iniziali.

Uso eccessivo della forza – Hong Kong
Il 19 novembre 2020 l’Alta corte ha stabilito che non aver mostrato i codici identificativi nel corso delle proteste del 2019, da parte degli agenti di polizia, ha costituito una violazione della Carta dei diritti di Hong Kong. La sentenza dell’Alta corte ha poi criticato il capo della polizia di Hong Kong per non aver istituito e applicato un sistema efficace e tale da assicurare che ogni agente di polizia non impegnato in operazioni coperte lasciasse visibile il proprio codice identificativo. L’Alta corte si è spinta anche oltre, definendo inadeguate le attuali procedure d’inchiesta interna sulle violenze da parte della polizia.

Diritti delle persone Lgbtiq – Stati Uniti d’America
Il 17 novembre 2020 lo stato del Nevada ha ufficialmente modificato la sua Costituzione, inserendo una specifica menzione del matrimonio omosessuale. L’emendamento si è reso necessario dopo che il 3 novembre un referendum popolare aveva abrogato il divieto dell’unione tra persone dello stesso sesso, risalente al 2002 ed espresso nella dicitura secondo cui un matrimonio era solo tra una donna e un uomo.

Prigionieri di coscienza – Marocco
Il 16 novembre 2020 il difensore dei diritti umani Omar Naji è stato assolto da accuse relative alla gestione governativa della risposta alla pandemia da Covid-19. Rappresentante dell’Associazione marocchina dei diritti umani nella città di Nador, era stato arrestato e poi scarcerato su cauzione per un post pubblicato su Facebook il 20 aprile nel quale aveva denunciato il sequestro di beni di prima necessità da distribuire alla popolazione attraverso associazioni locali.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Stati Uniti d’America
Il 14 novembre 2020 una corte federale ha annullato le restrizioni imposte dall’amministrazione Trump al programma DACA, in favore degli immigrati irregolari arrivati negli Usa da bambini al seguito dei genitori. Il programma che prevede nei loro confronti il divieto di espulsione e la possibilità di ottenere permessi di lavoro, era di fatto non operativo dal 2017.

Violenza contro le donne – Messico
Il 9 novembre 2020 un tribunale dello stato di Jalisco ha emesso la condanna nei confronti del responsabile dello stupro e dell’omicidio di Alondra Gonzalez, una donna di 20 trovata priva di vita con evidenti segni di violenza il 10 marzo 2017.

Cybersorveglianza – Unione europea
Il 9 novembre 2020 il parlamento e il Consiglio europeo hanno raggiunto un accordo per rafforzare gli esistenti controlli in materia di vendita ed esportazione di tecnologia a cosiddetto “doppio uso”, come quella facciale e i software-spia. che potrebbe essere utilizzata per violare i diritti umani, ad esempio attraverso forme di sorveglianza illegali. La tecnologia a “doppio uso” comprende droni, computer particolarmente performanti e determinate sostanze chimiche. Secondo l’accordo, le aziende di stati membri dell’Unione europea dovranno chiedere ai rispettivi governi l’autorizzazione all’esportazione e questa sarà concessa solo se saranno stati soddisfatti criteri relativi ai potenziali rischi per i diritti umani.

Prigionieri di coscienza – Egitto
Il 9 novembre 2020 cugini del difensore dei diritti umani Mohamed Soltan sono stati rilasciati dopo oltre 100 giorni di carcere. I cinque erano stati arrestati nel mese di giugno, in evidente rappresaglia per la decisione di Soltan, in esilio negli Usa, di denunciare presso un tribunale statunitense l’ex primo ministro egiziano Hazem al-Beblawy, ritenendolo responsabile della tentata esecuzione extragiudiziale e delle torture subite in carcere tra il 2003, quando Soltan era stato arrestato, e il 2015.

Difensori dei diritti umani – Iran
Il 7 novembre 2000 l’avvocata per i diritti umani Nasrin Sotoudeh ha ottenuto il rilascio temporaneo. Stava scontando una serie di condanne per un totale di 17 anni di carcere a causa del suo impegno professionale per le vittime di violazioni dei diritti umani. Di recente aveva portato avanti uno sciopero della fame che ne aveva aggravato le condizioni di salute.

Campagna “Io lo chiedo” – Paesi Bassi
Il 6 novembre 2020 il ministro per la Giustizia e la Sicurezza, Ferdinand Grapperhaus, ha annunciato che nel dicembre 2020 avvierà consultazioni per emendare la legislazione in materia di stupro, in modo tale che ogni forma di sesso privo di consenso possa essere qualificata come stupro.

Diritti economici, sociali e culturali – Isole Salomone
Il 6 novembre 2020 il ministro dell’Ambiente delle isole Salomone ha confermato la decisione del marzo 2019 di fermare i lavori di una miniera a cielo aperto sull’isola di Wagina. Nel 2013 l’allora ministro dell’Ambiente aveva concesso alla Solomon Bauxite Ltd. il permesso di aprire la miniera. L’anno dopo la Corte suprema dette ragione agli abitanti, secondo i quali il progetto avrebbe distrutto il loro ambiente e i mezzi di sostentamento.

Libertà di espressione – Russia
Il 5 novembre 2020 il tribunale regionale di Perm ha disposto la sospensione condizionale della pena ad Aleksandr Shabarchin, un attivista che stava scontando una condanna a due anni di colonia penale, inflittagli nell’agosto 2020, per aver realizzato e attaccato a un palo della luce un manichino in cui il presidente Putin era raffigurato in veste di carcerato e su cui era posto un cartello con le scritte “criminale di guerra” e “bugiardo”.

Giustizia internazionale – Kossovo
Il 5 novembre 2020 il Tribunale speciale sui crimini di guerra in Kossovo, istituito nel 2015 a seguito di un rapporto dell’Unione europea, ha confermato l’incriminazione del presidente kossovaro Hashim Thaçi e di altre nove persone per crimini di guerra e contro l’umanità commessi durante la guerra con la Serbia dal 1998 al 2000. All’epoca, Thaçi era uno dei leader dell’Esercito di Liberazione del Kosovo (Uck), un’organizzazione paramilitare kosovaro-albanese impegnata nel conflitto contro l’esercito di Belgrado. Thaçi deve rispondere di circa 100 omicidi, oltre che di tortura, persecuzione e sparizioni forzate ai danni di appartenenti alle comunità serba e rom così come di kossovari di etnia albanese, compresi oppositori politici.

Difensori dei diritti umani – Italia
Il 4 novembre 2020, dopo due anni di indagini e una forte campagna di criminalizzazione, il tribunale di Ragusa ha stabilito il “non luogo a procedere” prosciogliendo il comandante e la capomissione di “Open Arms” dall’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, elevata nei loro confronti solo per aver soccorso chi rischiava di annegare.

Prigionieri di coscienza – Egitto
Il 3 novembre 2020 un tribunale del Cairo ha disposto la scarcerazione di oltre 600 prigionieri politici in detenzione preventiva da oltre un anno, tra cui Sayed Abdellah, Haitham Hassan e il blogger “Mohamed Oxygen”.

Giustizia – El Salvador / Spagna
L’11 settembre 2020 il tribunale di Madrid, la capitale della Spagna, ha condannato l’ex colonnello ed ex viceministro della Difesa di El Salvador, Inocente Montano, a 133 anni, quattro mesi e cinque giorni di prigione per l’assassinio di sei sacerdoti gesuiti avvenuto nel 1989. All’alba del 16 novembre di quell’anno i soldati del Battaglione Atlacatl entrarono nella residenza dell’Università centroamericana José Simeón Cañas. Fecero irruzione nel dormitorio dei sacerdoti e aprirono il fuoco contro i sacerdoti spagnoli Ignacio Ellacuría, Segundo Montes, Ignacio Martín-Baró, Amando López e Juan Ramón Moreno e il salvadoregno Joaquín López. Uccisero anche la loro cuoca Elba Ramos e sua figlia Celina di neanche 16 anni.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Dopo 23 anni dal primo processo, seguito da altri cinque oltre che da una sentenza della Corte suprema che nel 2019 annullò la condanna a morte, il 4 settembre 2020 la pubblica accusa del Mississippi ha dichiarato che non chiederà un settimo processo per l’afroamericano Curtis Flowers. Condannato alla pena capitale nel 1997 per un quadruplice omicidio avvenuto a Winona, in Mississippi, sulla sola base delle dichiarazioni di un informatore della polizia, Flowers è stato il 171mo detenuto rilasciato dai bracci della morte degli Usa dal 1973.

Violenza contro le donne – Danimarca
A seguito di un’intesa tra le forze di maggioranza e i partiti di opposizione, il 2 settembre 2020 il governo danese ha annunciato che sarà presentato un decreto che riconoscerà per legge che il sesso senza consenso è stupro. La Danimarca sarà così il decimo stato dello Spazio economico europeo ad avere una legge sullo stupro basata sul consenso e potrà ispirare altri paesi, tra cui l’Italia, a seguirne l’esempio. Modifiche legislative in questo senso sono state annunciate in Spagna mentre in Italia Amnesty International ha da poco avviato una campagna.

Prigionieri di coscienza – Venezuela
Il 31 agosto 2020 il presidente Nicolás Maduro ha annunciato un decreto d’indulto per 110 detenuti con procedimenti in corso o che stanno scontando condanne.
Tra coloro che beneficeranno del provvedimento vi sono alcuni prigionieri di coscienza di cui Amnesty International si è recentemente occupata denunciando come ingiusto il loro imprigionamento: il dirigente sindacale Rubén González, in carcere dal novembre 2018; i deputati Gilber Caro e Renzo Prieto, arrestati rispettivamente nel dicembre 2019 e nel marzo 2020 e infine gli oppositori politici Maury Carrero e Nicmer Evans, arrestati ad aprile e a luglio del 2020.

Conflitti – Sudan
Dopo 10 mesi di negoziati, il 31 agosto 2020 è stato firmato l’accordo di pace tra il governo del Sudan e il Fronte rivoluzionario sudanese, un’alleanza di nove movimenti politici e gruppi armati coinvolta in lunghi conflitti in diversi stati del paese, tra cui Nilo azzurro e Kordofan meridionale.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Qatar
Il 30 agosto 2020 sono stati emanati due provvedimenti destinati – se applicati integralmente – a migliorare la tutela dei diritti e le condizioni di vita dei lavoratori migranti presenti massicciamente nell’emirato del Golfo. Il primo abolisce il cosiddetto “certificato di non obiezione” del datore di lavoro, autorizzando così i lavoratori migranti a cambiare impiego senza dover ottenere il benestare di questi. Il secondo introduce il salario minimo di 1000 rial qatarini (circa 230 euro) al mese, più 300 rial in benefit per gli alimenti e 500 rial per affittare un alloggio, se questo non è fornito dal datore di lavoro.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Italia
Il 30 agosto 2020 sono atterrati all’aeroporto romano di Fiumicino, provenienti da Israele, i primi cinque richiedenti asilo eritrei che facevano parte di un gruppo di 89 migranti e richiedenti asilo che l’Italia aveva illegalmente respinto in Libia nel 2009, dopo averli soccorsi con una nave della Marina militare nel mar Mediterraneo. Per questa violazione del diritto internazionale, l’Italia era stata già condannata dalla Corte europea dei diritti umani. Dopo alcuni mesi di prigionia, 16 di loro riuscirono ad arrivare via terra in Israele. Il 28 novembre 2019, con la sentenza 22917, in una causa sostenuta da Amnesty International Italia e Associazione studi giuridici sull’immigrazione, la prima sezione del Tribunale civile di Roma ha condannato il governo italiano al risarcimento dei danni subiti a seguito del respingimento illegale del 2009 e la rimozione dei danni medesimi, attraverso il rilascio di visti umanitari per arrivare in Italia, dove presenteranno domanda di protezione internazionale.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 27 agosto 2020 un tribunale dello stato della Florida ha ordinato il rilascio di Robert DuBoise, condannato alla pena capitale per stupro e omicidio 37 anni prima, dopo che nuovi test del Dna ne hanno dimostrato l’innocenza. A causa di dubbi sulla colpevolezza, la condanna era stata già commutata in ergastolo e poi in pena detentiva. DuBoise è il 171° condannato a morte rilasciato negli Usa perché innocente.

Pena di morte – Arabia Saudita
Il 26 agosto 2020 la procura generale ha ordinato la revisione dei casi di tre rei minorenni condannati a morte nel 2016: Ali al-Nimr (nipote di un noto imam sciita messo a morte all’inizio del 2016) e Dawoud al-Marhoon, arrestati nel 2012 quando avevano 17 anni, e di Abdullah al-Zaher, arrestato nel 2011 quando di anni ne aveva 15. E’ stato applicato nei loro confronti il decreto emesso da re Salman nell’aprile 2020 che vieta la condanna a morte dei minorenni al momento del reato.

Libertà di espressione – Giordania
Il 24 agosto 2020 il tribunale di prima istanza di Amman ha ordinato il rilascio (a titolo definitivo in molti casi, in alcuni su cauzione) di un migliaio di iscritti al Consiglio dei sindacati degli insegnanti. Il 25 luglio, al culmine di due anni di proteste e scioperi per il mancato pagamento degli stipendi dovuti, la polizia aveva fatto irruzione nella sede centrale del sindacato as Amman e in altri 11 uffici in altrettante città della Giordania. Alla fine della giornata, erano stati portati in carcere circa 1000 insegnanti. Il Consiglio dei sindacati degli insegnanti, fondato nel 2011, conta quasi 140.000 iscritti.

Diritti dei minori – Australia
Il 20 agosto 2020, dopo una campagna durata cinque anni di Amnesty International Australia, l’Assemblea legislativa del Territorio della Capitale ad elevare da 10 a 14 anni l’età a partire dalla quale si può rispondere sul piano penale di un reato. Considerando il numero totalmente sproporzionato di bambini aborigeni nelle carceri australiane, il voto può essere considerato il primo passo verso un cambiamento profondo nella giustizia penale dello stato.

Difensori dei diritti umani – Israele / Territori palestinesi occupati
Il 17 agosto 2020 le autorità militari israeliane hanno rilasciato Mahmood Nawajaa, 34 anni, difensore dei diritti umani e coordinatore del movimento Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (Bds) nei Territori palestinesi occupati.
Nawajaa era stato arrestato il 30 luglio. Intorno alle 3.30 di notte, le forze israeliane avevano fatto irruzione nella sua abitazione, nella città di Ramallah, senza mostrare alcun mandato d’arresto né spiegare perché lo stessero arrestando. Era poi stato consegnato alla prigione di Kishon, conosciuta anche come al-Jalama, nella città di Haifa, in violazione del diritto internazionale umanitario, che vieta il trasferimento di detenuti da un territorio occupato a quello della potenza occupante.
La sua detenzione era stata rinnovata il 2 e il 9 agosto. Amnesty International aveva dichiarato Nawajaa prigioniero di coscienza, ossia detenuto solo per aver esercitato i suoi diritti alla libertà di espressione e di associazione, e aveva lanciato un appello alle autorità israeliane affinché fosse scarcerato.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 14 agosto 2020 la Corte suprema del North Carolina ha confermato la commutazione in ergastolo della condanna a morte di Marcus Robinson, giudicato colpevole di omicidio.
Robinson era stato il primo condannato a morte a fare ricorso ai sensi della Legge sulla giustizia razzista del 2009, che prevedeva la commutazione della condanna alla pena capitale se fosse stato provato che fattori razziali avevano inciso sul verdetto.
Sebbene la legge sia stata abolita nel 2013, la Corte suprema ha chiarito che quella decisione non può avere valore retroattivo e dunque inficiare i ricorsi precedenti.

Diritti di migranti, richiedenti asilo e rifugiati – Italia / Egitto
L’11 agosto 2020, in due distinte decisioni, la sezione immigrazione del Tribunale civile di Milano ha ritenuto l’Egitto un paese non sicuro per rimpatriarvi un dissidente renitente alla leva, cui è stato riconosciuto quindi lo status di rifugiato, e un migrante senza particolari connotazioni che ne giustificassero l’asilo politico ma al quale è stata data la protezione umanitaria. Le decisioni si sono basate sul “rischio concreto e diffuso di una ingiustificata e gravissima limitazione della libertà e dei diritti fondamentali” in caso di rientro in Egitto delle due persone.

Diritti sessuali e riproduttivi – Italia
Accogliendo le richieste della società civile e anche di Amnesty International Italia, il 7 agosto 2020 il ministero della Salute ha annunciato l’aggiornamento delle linee guida di attuazione della legge 194, stabilendo che l’aborto farmacologico potrà essere effettuato fino alla nona settimana di gestazione e senza ricovero ospedaliero. Le precedenti direttive, adottate nel 2010, suggerivano tre giorni di ricovero e limitavano l’accesso ai servizi d’interruzione di gravidanza alla settima settimana.

Diritti economici, sociali e culturali – Thailandia
Il 31 luglio 2020 il tribunale civile di Bangkok ha riconosciuto a oltre 700 famiglie cambogiane il diritto di riunirsi in una “class action”, un’azione legale collettiva, contro Mitr Phol, il maggiore produttore di zucchero della Thailandia, le cui attività in Cambogia causarono lo sgombero forzato di migliaia di persone nel 2008 e 2009. Due settimane prima Amnesty International era intervenuta come “amicus curiae” o terza parte presso il tribunale, presentando una memoria sul diritto delle oltre 700 famiglie a portare avanti l’azione legale.

Pena di morte – Sud Sudan
Il 29 luglio 2020 Magai Matiop Ngong, condannato alla pena capitale per un omicidio del tutto accidentale quando aveva appena 15 anni, è uscito dal braccio della morte. La Corte d’appello del Sud Sudan ha deciso di annullare la sentenza capitale emessa nel 2017, rimandando il caso a un tribunale di grado inferiore per un nuovo processo, che non potrà terminare con una nuova condanna a morte.

Pena di morte – Thailandia
Il 28 luglio 2020 Zaw Lin e Wai Phyo, due lavoratori migranti del Myanmar, hanno ottenuto la commutazione della condanna a morte in ergastolo. I due erano stato giudicati colpevoli dell’omicidio di due britannici in vacanza sull’isola di Koh Tao, ma si erano sempre dichiarati innocenti. Secondo vari organismi per i diritti umani, il processo era stato iniquo e frettoloso e si era dato l’obiettivo di evitare conseguenze dal punto di vista turistico più che di assicurare alla giustizia i veri responsabili del duplice omicidio.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Nuova Zelanda
Il 23 luglio 2020 lo scrittore e giornalista curdo iraniano Behrouz Boochani ha ottenuto asilo politico in Nuova Zelanda, dove si era recato nel 2019 per presentare i suoi lavori. Boochani è stato trattenuto dal 2013 al 2019 nel centro di detenzione per migranti dell’isola di Manus, nello stato di Papua Nuova Guinea, gestito e finanziato sull’Australia. Da lì, in condizioni estreme, ha scritto oltre 100 articoli pubblicati sulla stampa internazionale e, nel 2018, il libro “Nessun amico se non le montagne”, uscito anche in Italia grazie ad Add Editore. Ha persino realizzato un documentario, girato con un telefonino entrato di nascosto a Manus, “Chauka, Please Tell Us The Time”, proiettato nel festival di ogni parte del mondo.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Malesia
Il 22 luglio 2020 una corte d’appello ha annullato la condanna a tre frustate inflitta in primo grado a 27 richiedenti asilo rohingya fuggiti dalla persecuzione in Myanmar, giudicati colpevoli del reato di immigrazione illegale.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Canada
Il 22 luglio 2020 la corte federale del Canada ha accolto il ricorso di otto richiedenti asilo provenienti da El Salvador, Etiopia e Siria, stabilendo che rinviare richiedenti asilo negli Stati Uniti sulla base dell’Accordo bilaterale sul paese terzo sicuro ( Canada-US Safe Third Country Agreement) viola la Carta canadese dei diritti e delle libertà. La corte ha motivato la sentenza affermando che i richiedenti asilo rinviati negli Usa verrebbero quasi certamente posti arbitrariamente nei centri di detenzione per migranti o nelle prigioni del paese, spesso in condizioni pessime e in violazione degli standard internazionali.

Crimini di guerra – Bosnia ed Erzegovina
Il 17 luglio 2020 la polizia di Banja Luka, nella Republika Srpska, ha arrestato il latitante Dusko Solesa, un ex soldato dell’esercito serbo-bosniaco che nel 2014 era stato condannato a sei anni di carcere per aver ripetutamente stuprato una minorenne musulmana bosniaca nella città di Bihac, nel 1992.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Slovenia
Il 16 luglio 2020 il Tribunale amministrativo ha giudicato illegale il respingimento di un richiedente asilo del Camerun. Al suo ingresso in Slovenia l’uomo era stato trattenuto per due giorni in una stazione di polizia presso il confine. Gli era stato negato l’accesso alla procedura d’asilo sebbene avesse ripetutamente chiesto asilo. Respinto in Croazia “contro le norme dell’Unione europea”, come si legge nella sentenza, da qui era stato ulteriormente respinto in Bosnia ed Erzegovina. Se la sentenza verrà confermata in appello, il ricorrente riceverà un risarcimento di 5000 euro e potrà entrare in Slovenia per chiedere protezione internazionale.

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender – Sudan
Il 16 luglio 2020 è stato emendato l’articolo 148 del codice penale, che ora non prevede più la pena di morte per il “reato” di omosessualità. Annullata anche la pena accessoria delle 100 frustate. Le relazioni consenzienti tra adulti dello stesso sesso restano tuttavia criminalizzate: fino a cinque anni di carcere in assenza di recidiva, fino a sette anni in caso di recidiva e l’ergastolo in caso di terza reiterazione del “reato”.

Libertà di religione – Sudan
Il 12 luglio 2020 il ministro della Giustizia ha annunciato l’abolizione del reato di apostasia, che nei precedenti 37 anni era stato punito con la pena di morte.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Italia
Il 9 luglio 2020 la Consulta ha dichiarato incostituzionale la preclusione dell’iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo, contenuta nel decreto sicurezza del 2018 e più volte denunciata da Amnesty International.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Francia
L’8 luglio 2020 il Consiglio di stato francese ha dato ragione alle denunce delle associazioni per i diritti di migranti e rifugiati, affermando che la prassi dei respingimenti operati dal ministero dell’Interno al confine con l’Italia viola il diritto di asilo. La sentenza riguarda il respingimento, a maggio, di una donna e di suo figlio di cinque anni, nonostante l’espressa volontà di fare domanda d’asilo sul suolo francese.

Difensori dei diritti umani – Francia
Dopo tre anni passati tra i tribunali francesi, il 7 luglio 2020 l’attivista 76enne Martine Landry è stata finalmente e definitivamente assolta. La sua vicenda giudiziaria era iniziata nel luglio del 2017, quando aveva accompagnato due ragazzi guineani di 15 anni alla polizia di frontiera affinché venissero presi in carico dai servizi sociali francesi. I due minori erano stati rimandati a piedi in Francia dalla polizia italiana che li aveva intercettati al confine. Dopo l’assoluzione da parte della Corte di Nizza, il procuratore generale di Aix-en-Provence aveva presentato ricorso contro questa decisione fissando quella che avrebbe dovuto essere l’udienza prevista per l’8 luglio. Il giorno precedente, tuttavia, ha deciso di non procedere.

Armi – Repubblica popolare cinese
Il 7 luglio 2020 il governo ha comunicato l’adesione al Trattato internazionale sul commercio di armi, in vigore dal 2014 e che ora è vincolante per 170 stati.

Prigionieri di coscienza – Egitto
Il 6 luglio 2020 Mohamed Amashash, uno studente di Medicina con cittadinanza statunitense, è stato rilasciato dopo quasi 500 giorni di carcere. Amashash era stato arrestato nel marzo 2019 mentre esibiva al Cairo, in piazza Tahrir, un cartello con la scritta “libertà per i prigionieri politici”.

Pena di morte – Ghana
A margine di un provvedimento di clemenza nei confronti di 794 detenuti come misura di contrasto alla diffusione della pandemia da Covid-19, il presidente Nana Addo Dankwa Akufo-Addo ha commutato in ergastolo due condanne a morte.

Diritti delle persone Lgbti – Montenegro
Il 2 luglio 2020 il parlamento ha approvato a stretta maggioranza (42 voti a favore su 81) una legge che consentirà dalla sua entrata in vigore, in un anno, le unioni civili tra persone dello stesso sesso. La legge garantirà alle coppie dello stesso sesso i diritti spettanti agli eterosessuali ma non prevederà la possibilità di adottare bambini..

Diritti delle persone Lgbti – Gabon
Dopo quello della Camera, il 30 giugno 2020 il Senato ha dato voto favorevole alla legge per decriminalizzare l’omosessualità. Una volta firmata dal presidente Ali Bongo Ondimba, la legge farà decadere quella entrata in vigore appena un anno prima, che puniva l’omosessualità con sei mesi di carcere e una multa.

Pena di morte – Bielorussia
Il 30 giugno 2020 la Corte suprema ha accolto l’appello di Viktar Skdundzik annullando la condanna a morte emessa nei suoi confronti tre mesi prima e disponendo un riesame del caso e un nuovo processo

Diritti di migranti, richiedenti asilo e rifugiati – Indonesia
ll 25 giugno 2020 un’imbarcazione alla deriva da giorni con a bordo 94 rifugiati rohingya fuggiti dai crimini contro l’umanità in corso dall’agosto 2017 in Myanmar, è approdata sulle coste di Aceh Nord. Il giorno prima l’imbarcazione era stata vista alla deriva da due pescatori, che avevano avvisato le autorità locali. La popolazione locale aveva iniziato a protestare pretendendo l’intervento immediato dei soccorsi ed è rimasta ferma sul posto fino ad approdo avvenuto.

Libertà d’espressione – Togo
Il 25 giugno 2020 la Corte di giustizia della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale ha stabilito che le limitazioni nell’accesso a Internet imposte dalle autorità dal 5 al 10 settembre 2017 e dal 19 al 21 settembre dello stesso anno, durante un periodo di forte mobilitazione dell’opposizione politica, hanno costituito una violazione della libertà d’espressione. Il ricorso alla Corte era stato presentato dal blogger Houefa Akpdje Kouassi e da sette organizzazioni non governative togolesi, tra cui la locale sezione di Amnesty International.

Crimini di guerra – Libia
Nella sua sessione del 22 giugno 2020, il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che istituisce una missione di accertamento dei fatti con l’obiettivo di indagare sulle violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario compiute da tutte le parti coinvolte nel conflitto in Libia. La missione avrà anche il compito di conservare le prove per assicurare che i responsabili di tali violazioni saranno chiamati a rispondere di fronte alla giustizia

Diritti dei richiedenti asilo, dei rifugiati e dei migranti – Croazia
Il 19 giugno 2020 le autorità giudiziarie della Croazia hanno aperto un’inchiesta nei confronti di due agenti di polizia per il pestaggio di un migrante proveniente dall’Afghanistan nei pressi del confine con la Bosnia-Erzegovina. I due agenti di polizia, in servizio presso la città di Karlovac, sono stati arrestati e sospesi dal servizio. Rischiano un procedimento amministrativo e anche giudiziario per gravi violazioni del loro dovere.

Libertà di espressione – Ungheria
ll 18 giugno la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che la legge entrata in vigore nel 2017 in Ungheria sui “finanziamenti esteri” alle Ong viola la legislazione dell’Unione europea in quanto pone limitazioni discriminatorie e ingiustificate al finanziamento di organizzazioni della società civile da parte di persone residenti fuori dal paese, è contraria al libero movimento di capitali e viola i diritti alla libertà di associazione, al rispetto della vita privata e familiare e alla protezione dei dati personali.

Diritto alla privacy – Norvegia
Il 16 giugno 2020 il governo ha deciso di sospendere l’app “Smittestopp”, precedentemente adottata per rintracciare persone positive al Covid-19 e loro possibili contatti. In successivi contatti epistolari e incontri, Amnesty International aveva sottolineato l’enorme rischio per la privacy derivante dal tracciamento praticamente in diretta degli spostamenti degli utenti attraverso un aggiornamento frequente delle loro coordinate Gps inoltrato a un server centrale.

Diritti delle persone Lgbt – Stati Uniti d’America
Il 16 giugno 2020 la Corte suprema federale, affermando che il Titolo VII dell’Atto sui diritti civili del 1974 si estende anche a questioni di genere e di orientamento sessuale, ha stabilito a maggioranza che nessuna persona può essere licenziata perché gay o transgender.

Difensori dei diritti umani – Francia
L’11 giugno 2020 le autorità giudiziarie francesi hanno annunciato l’apertura di un’inchiesta nei confronti di tre agenti di polizia che nel 2018 avevano aggredito il difensore dei diritti umani Tom Ciotkowski, che stava documentando le violenze della polizia contro volontari impegnati in azioni di solidarietà in favore dei migranti nella zona di Calais. Ciotkowski era stato denunciato dagli stessi agenti di polizia, per essere finalmente prosciolto da ogni accusa nel 2019.

Difensori dei diritti umani – Brasile
L’11 giugno 2020 è stato arrestato il vigile del fuoco Maxwell SImoes Correa, accusato di aver nascosto le armi utilizzate per uccidere, il 14 marzo 2018, la difensora dei diritti umani Marielle Franco a Rio de Janeiro e di complicità con Ronnie Lessa, l’autore materiale dell’omicidio.

Libertà d’espressione – Francia
L’11 giugno 2020 la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che la condanna di 11 attivisti francesi della campagna Bds (Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) nei confronti di Israele ha violato il diritto alla libertà di espressione. Tra settembre e marzo 2010 gli attivisti avevano distribuito volantini all’interno di un ipermercato, invitando al boicottaggio dei prodotti israeliani a causa delle violazioni dei diritti umani commesse da Israele nei Territori palestinesi occupati. Erano stati processati per “incitamento alla discriminazione” e condannati a una multa di 1000 euro per il reato in sé e a 7000 euro per danni. La Cassazione aveva confermato le condanne nel 2015. La sentenza della Corte europea afferma chiaramente che non possono essere applicate norme contro la discriminazione per colpire chi svolge campagne sulle violazioni dei diritti umani perpetrate da Israele nei confronti della popolazione palestinese.

Pena di morte – Pakistan
Il 10 giugno 2020 l’Alta corte della città di Lahore ha annullato la condanna a morte inflitta quasi 20 anni prima a Muhammad Iqbal, citando il divieto assoluto di condanna alla pena capitale nei confronti di minorenni al momento del reato. Iqbal venne arrestato e accusato di omicidio nel 1998, quando aveva 17 anni. Nonostante la famiglia della vittima lo avesse perdonato, Iqbal aveva persino rischiato l’impiccagione il 30 marzo 2016, sospesa all’ultimo minuto grazie a un ricorso alla Corte suprema.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 9 giugno 2020 il governatore della Florida ha firmato il provvedimento, precedentemente approvato all’unanimità dalla camera e dal senato dello stato, con cui viene disposto un risarcimento di 2,15 milioni di dollari in favore di Clifford Williams, rilasciato dal braccio della morte perché innocente 43 anni dopo la condanna.

Giustizia internazionale – Sudan
Il 9 giugno 2020 Ali Muhammad Ali Abd–Al-Rahman, detto “Ali Kushayb”, si è consegnato al Tribunale penale internazionale, a 13 anni di distanza dal mandato di cattura emesso nei suoi confronti per crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nella regione sudanese del Darfur. Nei confronti di “Ali Kushayb” vi sono 22 capi d’imputazione per crimini contro l’umanità e 28 per crimini di guerra, tutti riferiti al reclutamento e al comando di migliaia di miliziani, noti come “janjawid”, responsabili tra agosto 2003 e marzo 2004 di gravissime violazioni dei diritti umani ai danni della popolazione civile darfuriana.

Difensori dei diritti umani – Bahrein
Nabil Rajab, uno dei più importanti difensori dei diritti umani del Bahrein e di prestigio internazionale, è stato rilasciato nella tarda mattinata del 9 giugno 2020. Stava scontando una condanna a cinque anni di carcere, inflittagli nel 2018, perché aveva criticato via Twitter l’intervento militare dell’Arabia Saudita (partner strategico del Bahrein) in Yemen. Per questo era stato giudicato colpevole di “diffusione di notizie false e dicerie in tempo di guerra”, “offesa a Stati esteri” e “offesa al Ministro dell’Interno”. Non è ancora chiaro quale misura cautelare alternativa al carcere sarà stabilita per scontare il resto della pena.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Malta
Il 6 giugno 2020 il governo ha autorizzato l’approdo di un 425 migranti soccorsi nel Mediterraneo tra il 30 aprile e il 7 maggio e tenuti in quarantena “offshore” a bordo di quattro imbarcazioni turistiche al di fuori delle acque territoriali dell’isola.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 5 giugno 2020 una giudice della Pennsylvania ha ordinato il rilascio di Walter Ogrod, annullando la condanna a morte inflittagli 23 anni prima per la morte di una bambina di quattro anni. La giudice ha riconosciuto che Ogrod era stato condannato a morte sulla base di prove false, tra cui la testimonianza di un informatore suo compagno di cella, e che non era emerso all’epoca alcun elemento materiale che collegasse Ogrod all’omicidio.

Conflitti – Sud Sudan
Il 29 maggio 2020 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha rinnovato per un altro anno l’embargo sulle forniture di armi alle parti in conflitto nel paese.

Diritti sessuali e riproduttivi – Taiwan
Il 29 maggio 2020 la Corte costituzionale ha abolito la norma del codice penale che puniva con un anno di carcere il reato di adulterio. Secondo il massimo organo di giustizia del paese, la legislazione che criminalizzava l’adulterio costituiva “una violazione dell’autonomia sessuale” e “una grave intrusione nella riservatezza delle persone”.

Tortura – Italia
Il 27 maggio 2020 il tribunale di Messina ha condannato a 20 anni di carcere un guineano e due egiziani per aver torturato, picchiato e lasciato morire migranti trattenuti in un centro di detenzione di Zawiya, in Libia. I tre sono stati giudicati colpevoli di associazione a delinquere finalizzata alla tratta di persone, alla violenza sessuale, alla tortura, all’omicidio e al sequestro di persona a scopo di estorsione.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 26 maggio 2020 una corte federale distrettuale ha annullato, per reiterata cattiva condotta della pubblica accusa nel processo di primo grado, il verdetto di colpevolezza e la condanna a morte emessa nel 2002 nei confronti di Ronald Prible, un cittadino del Texas giudicato responsabile dell’assassinio, avvenuto nel 1999, di una famiglia di cinque persone: marito, moglie e tre figli.

Diritti delle persone Lgbti – Costarica
Il 26 maggio 2020 il presidente Carlos Alvaredo Quesada ha annunciato la legalizzazione delle nozze tra persone dello stesso sesso. La decisione è giunta dopo che nel 2018 la Camera costituzionale della Corte suprema aveva giudicato incostituzionale il divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso contenuto nel codice di famiglia e a seguito del parere favorevole della Corte interamericana, pronunciato il 7 gennaio 2020, sull’obbligo di estendere i diritti di proprietà alle coppie dello stesso sesso. Il Costa Rica è il primo stato dell’America centrale e l’ottavo dell’America Latina ad aver istituito il matrimonio egualitario.

Diritti sessuali e riproduttivi – Ruanda
Il 22 maggio 2020 il presidente Paul Kagame ha graziato 50 donne che erano state condannate per aver abortito: sei stavano scontando l’ergastolo, due 25 anni e le altre pene varianti da 12 mesi a 20

Diritti di migranti, richiedenti asilo e rifugiati – Ungheria
A seguito di una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, il 21 maggio 2020 il governo ha deciso la chiusura delle cosiddette “zone di transito” istituite negli anni precedenti al confine meridionale con la Serbia, dove i richiedenti asilo erano automaticamente posti in detenzione in attesa dell’esame della loro domanda. Circa 300 persone, comprese famiglie con bambini piccoli, sono state subito trasferite in strutture di accoglienza semi-aperte.

Giustizia internazionale – Francia / Ruanda
Dopo 26 anni di latitanza trascorsi anche in diversi paesi europei, il 16 maggio è stato arrestato in Francia Félicien Kabuga, presunto finanziatore del genocidio del 1994 in Ruanda. Kabuga, all’epoca uno degli uomini più ricchi del Ruanda, fondatore di “Radio Mille Colline”, l’emittente che incitava a “eliminare gli scarafaggi”, è accusato di aver finanziato i famigerati interahamwe, la milizia paramilitare hutu che sterminò in meno di quattro mesi almeno 800.000 tutsi e anche hutu che si opponevano al genocidio. Nel 1997 il Tribunale penale internazionale per il Ruanda lo aveva accusato di crimini contro l’umanità e genocidio. Ora se ne occuperanno altri organi di giustizia internazionale.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 15 maggio 2020 Johnny Lee Gates è stato scarcerato dopo aver trascorso 43 anni in carcere, 25 dei quali nel braccio della morte. Gates era stato condannato a morte nel 1977 dal tribunale di Columbus, in Georgia. La giuria lo aveva giudicato colpevole di rapina a mano armata, stupro e omicidio. La condanna era stata commutata in ergastolo nel 2003. Gli avvocati di Gates sono finalmente riusciti a convincere la Corte suprema della Georgia che il processo di primo grado, dal quale erano stati esclusi tutti i potenziali giurati neri, era stato viziato dalla discriminazione razziale. “Ci sono forti dubbi sulla tesi dello stato, secondo la quale Gates era colpevole”, si legge nella sentenza.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Ungheria
Il 14 maggio 2020 la Corte di giustizia dell’Unione europea ha giudicato illegale la prassi dell’Ungheria di porre in detenzione i richiedenti asilo nelle cosiddette zone di transito prossime al confine con la Serbia.

Difensori dei diritti umani – Francia
Il 13 maggio 2020 la corte d’appello di Lione ha assolto in via definitiva Cédric Herrou, l’agricoltore francese che era stato condannato nel 2017 dal tribunale di Nizza per “favoreggiamento dell’ingresso irregolare” attraverso il confine italo-francese della Val Roja.

Gruppi armati – Somalia
Il 9 maggio 2020 è stata liberata Silvia Romano, cooperante italiana rapita il 21 novembre 2018 in Kenya e poi ceduta al gruppo armato al-Shabaab.

Covid-19 – Sud Sudan
Il 9 maggio 2010 85 detenuti minorenni sono stati rilasciati nell’ambito dei provvedimenti di decongestionamento delle prigioni del paese

Pena di morte – Stati Uniti d’America
L’8 maggio 2020 la corte d’appello del Texas ha sospeso l’esecuzione di Randall Wayne Mays, prevista il 13 maggio. La corte ha rinviato il caso a quella che lo aveva processato, affinché sia valutata l’asserita disabilità mentale. Mays è stato condannato a morte per un duplice omicidio avvenuto nel 2007. In passato la sua esecuzione era stata sospesa altre due volte. La Corte suprema federale nel 2002 ha vietato le esecuzioni di persone con disabilità mentale ma ha lasciato ampia discrezionalità ai singoli stati per stabilire i criteri d’accertamento.

Arte e diritti – Italia
L’8 maggio 2020 “Selfie”, di Agostino Ferrente, ha vinto il David di Donatello come migliore documentario italiano. L’opera, patrocinata da Amnesty International, è ambientata nel Rione Traiano di Napoli, dove il 5 settembre 2014 Davide Bifolco venne assassinato da un carabiniere.

Prigionieri di coscienza – Azerbaigian
Il 7 maggio 2020 la Corte europea dei diritti umani ha dato ragione alla giornalista Khadija Ismayilova, giungendo alla conclusione che il governo dell’Azerbaigian ha violato il suo diritto alla privacy. Nel 2012 la giornalista e dissidente azera era stata al centro di una volgare campagna diffamatoria conclusasi con la pubblicazione di un video di contenuto sessuale girato da una camera nascosta nel suo appartamento. Ismayilova era stata condannata nel settembre 2015 a sette anni e mezzo di carcere, poi ridotti a tre. Nel febbraio 2020 la Corte aveva stabilito che la sentenza era stata emessa “per ridurre al silenzio e punire il suo lavoro giornalistico”.
Un anno prima, nel gennaio 2019, la Corte aveva emesso il suo primo verdetto, concludendo che il governo dell’Azerbaigian aveva violato anche il diritto alla libertà d’espressione di Ismayilova.

Prigionieri di coscienza – Myanmar
Khin Cho Naing, Nay Zar Tun e Myint Zaw, arrestate nella primavera del 2019 e condannate a un anno e mezzo di carcere per aver protestato di fronte a un tribunale dove era in corso un processo contro un ex bambino soldato loro parente, sono state rilasciate il 6 maggio 2020)

Diritti dei bambini e delle bambine – Sudan
Il 30 aprile 2020 il governo ha messo al bando le mutilazioni dei genitali femminili, pratica equivalente alla tortura che secondo varie fonti colpisce oltre la metà delle bambine del paese.

Pena di morte – Ciad
Il 29 aprile 2020 il parlamento ha votato all’unanimità l’abolizione della pena di morte per i reati di terrorismo. Nel 2017 lo stato africano aveva abolito la pena di morte salvo che per gli autori di atti terroristici. L’ultima esecuzione aveva avuto luogo nell’agosto 2015, quando erano stati messi a morte 10 membri del gruppo armato islamista Boko haram

Pena di morte – Arabia Saudita
Il 26 aprile 2020 la Commissione statale per i diritti umani ha annunciato un decreto reale che abolirà la pena di morte per le persone minorenni al momento del reato. La condanna alla pena capitale verrà sostituita da una condanna a 10 anni in un centro di detenzione per minorenni. Tale norma esclude al momento le persone condannate ai sensi della legislazione antiterrorismo

Crimini contro l’umanità – Germania / Siria
Il 24 aprile 2020 si è aperto nella città di Coblenza, in applicazione del principio della giurisdizione universale, il processo ai danni di due responsabili dei servizi d’intelligence siriani accusati delle torture compiute ai danni di 4.000 detenuti nel carcere di al-Khatib, nella capitale Damasco.

Tortura – Arabia Saudita
Il 24 aprile 2020 la Corte suprema ha annunciato l’abolizione della pena della fustigazione, prevista dalle leggi del paese per vari reati tra cui omicidio, relazioni al di fuori del matrimonio e anche reati di opinione. Nel 2014 il blogger Raif Badawi era stato condannato a 10 anni di carcere e a 1000 frustate, 50 delle quali eseguite il 9 gennaio 2015.

Difensori dei diritti umani – Mauritania
Meriem bint Cheikh, attivista dell’Iniziativa per la rinascita abolizionista, il più importante movimento antischiavista del paese africano, è stata rilasciata il 21 aprile 2020. Era stata arrestata, per non meglio precisati motivi, il 13 aprile.

Diritti sessuali e riproduttivi – Polonia
Il 16 aprile 2020, a seguito della protesta di migliaia di persone nel pieno rispetto delle norme anti-assembramento, il parlamento ha deciso di rinunciare ad approvare, rinviandole in commissione, due proposte di legge che avrebbero ulteriormente inasprito la legislazione sull’aborto e vietato l’educazione sessuale nelle scuole.

Diritti di migranti, richiedenti asilo e rifugiati – Grecia /Unione europea
Il 15 aprile 12 minori arrivati sulle isole greche dell’Egeo sono stati ricollocati in Lussemburgo, nell’ambito delle azioni sollecitate anche da Amnesty International per decongestionare i centri di accoglienza per i richiedenti asili provenienti dalla Turchia.

Covid-19 – Iran
Il 9 aprile 2020, nell’ambito delle misure di decongestionamento delle carceri, la cittadina irano-britannica Aras Amiri ha ottenuto un permesso temporaneo di uscita dalla prigione di Evin, nella capitale Teheran. dove si trovava dal marzo 2018, condannata a 10 anni per “infiltrazione culturale” a seguito di accuse mai provate di spionaggio. All’epoca dell’arresto, Amiri lavorava per un’agenzia di scambi culturali e artistici tra Regno Unito e Iran.

Covid-19 – Yemen
Il 9 aprile 2020 è entrato in vigore un cessate il fuoco unilaterale proclamato dalla coalizione militare a guida saudita-emiratina, che dal marzo 2015 porta avanti una campagna militare contro il gruppo armato huthi. In cinque anni il conflitto ha provocato quasi 13.000 vittime civili e ha ridotto alla dipendenza dagli aiuti umanitari 22 milioni di persone

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Italia
Il 7 aprile 2020 il tribunale di Genova ha annullato il provvedimento di espulsione di un richiedente asilo del Pakistan in Slovenia, stato da cui era entrato in Italia, “a causa delle condizioni di accoglienza dei profughi in Slovenia e delle carenze sistemiche nella procedura d’asilo” e perché “appare fondato il rischio attuale che il ricorrente venga sottoposto a trattamenti inumani e degradanti in Slovenia”.

Covid-19 – Francia
Il 6 aprile 2020, a fronte dell’aumento delle denunce di violenza domestica durante l’isolamento, il governo ha annunciato la messa a disposizione di camere d’albergo e punti d’ascolto in prossimità dei negozi per le donne maltrattate e per i loro figli.

Giustizia – Slovacchia
Il 6 aprile 2020 un tribunale ha condannato Miroslav Macek a 23 anni di carcere, riconoscendolo colpevole dell’assassinio del giornalista d’inchiesta Jan Kuciak, e della sua fidanzata Martina Kusnirova, avvenuto nella capitale Bratislava il 21 febbraio 2018. Il processo nei confronti del presunto mandante, l’uomo d’affari Marian Kocner, è tuttora in corso.

Covid-19 – Argentina
Il 6 aprile 2020 è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto della ministra delle Donne, dei generi e delle diversità, Elizabeth Gómez Alcorta, che prevede che le donne e le persone Lgbti possano essere esentate dalla quarantena e dunque uscite dalla propria dimora per sporgere denuncia o chiedere aiuto, assistenza o protezione in caso di violenza domestica.

Covid-19 – Spagna
Il 4 aprile 2020 il governo ha deciso di mettere a disposizione alberghi per le donne maltrattate e per i loro figli, nel caso in cui i rifugi non abbiano più posti disponibili, per affrontare il periodo di isolamento richiesto per contrastare l’epidemia

Pena di morte – Singapore
Il 4 aprile 2020 la corte d’appello ha assolto Muhammad Nabil Mohd Fuad di due reati di traffico droga per i quali era stato condannato a morte nel 2018, commutando la condanna a otto anni di carcere per possesso di stupefacenti.

Difensori dei diritti umani – Repubblica Popolare Cinese
Il 4 aprile 2020 l’avvocato per i diritti umani Wang Quanzhang è stato rimesso in libertà dopo aver trascorso in carcere quattro anni e mezzo per “sovversione dei poteri dello stato”. Era stato arrestato il 3 agosto 2015 in una retata di oltre 250 attivisti e avvocati per i diritti umani. Prima dell’arresto si era occupato di difesa della libertà di religione e aveva avuto tra i suoi clienti diversi esponenti del Movimento dei nuovi cittadini, un’organizzazione della società civile che promuoveva la trasparenza dell’azione di governo e chiedeva la fine della corruzione. Secondo le condizioni notificategli al momento della scarcerazione, Wang Quanzhang non potrà ritornare a Pechino – dove vivono sua moglie Li Wenzu e il loro figlio – ma dovrà rimanere nella sua città natale, Ji’nan, a 400 chilometri di distanza dalla capitale. Sarà probabilmente tenuto sotto costante sorveglianza e non potrà muoversi liberamente.

Tortura – Marocco
Il 2 aprile 2020 Ali Aarrass, cittadino di nazionalità belga e marocchina, è stato rimesso in libertà. Era stato arrestato nel 2008 nell’enclave spagnola di Ceuta e consegnato dalle autorità locali a quelle del Marocco, che lo sospettavano di traffico di armi in favore di un gruppo di terroristi. Qui era stato sottoposto a tortura e condannato in assenza di prove della sua colpevolezza a 15 anni di carcere, ridotti a 12 in appello. Amnesty International si era occupata del suo caso nel corso della campagna “Stop alla tortura”, lanciata nel 2014.

Conflitti – Stati Uniti d’America / Somalia
Il 1° aprile 2020 il Comando Usa per l’Africa (Africom) ha reagito alla pubblicazione di una denuncia di Amnesty International sulle vittime civili causate dagli attacchi aerei lanciato contro li gruppo armato “al-Shabaab”, con una dichiarazione nella quale s’impegna a pubblicare ogni tre mesi un rapporto sullo stato d’avanzamento delle indagini interne sulle denunce di vittime civili. Un passo avanti importante, atteso da oltre un decennio, verso l’accertamento della verità e l’assunzione delle responsabilità da parte delle autorità militare Usa.

Covid-19 – Tunisia
Il 31 marzo, nell’ambito delle misure speciali per contrastare la diffusione della pandemia nelle carceri, il presidente Kais Said ha amnistiato 1420 prigionieri.

Diritti dei minori – Sierra Leone
Il 30 marzo 2020 il governo ha abolito un decreto del 2010, entrato in vigore nel 2015, che impediva alle ragazze incinte di prendere parte alle lezioni e agli esami, “per non influenzare negativamente le altre alunne”. Al suo posto entreranno in vigore due nuove politiche, sulla “inclusione radicale” e sulla “salute complessiva” nel sistema scolastico. A spingere il governo della Sierra Leone a cambiare rotta ha contributo la sentenza emessa il 12 dicembre 2019 dalla Corte di giustizia della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale, che aveva dato ragione a un ricorso presentato dall’Ong sierraleonense Wawes, da Equality Now e dall’Istituto per i diritti umani e lo sviluppo in Africa, appoggiato da Amnesty International.

Diritti di migranti, richiedenti asilo e rifugiati – Portogallo
Il 28 marzo 2020, nell’ambito delle misure di contenimento della pandemia da Covid-19, il governo ha disposto la regolarizzazione di tutti i migranti che avevano fatto richiesta di permesso di soggiorno entro il 18 marzo, giorno della dichiarazione dello stato d’emergenza. Il provvedimento consentirà ai beneficiari di ottenere assistenza sociale e cure mediche.

Covid-19 – Niger
Il 26 marzo 2020 è tornato in libertà il giornalista Mamane Kaka Touda, rimasto in prigione per tre settimane per “turbativa dell’ordine pubblico attraverso la diffusione di notizie”. Era stato arrestato il 5 marzo dopo aver segnalato sui suoi profili social un caso sospetto di Covid-19 nel pronto soccorso di un ospedale di Niamey, la capitale del paese.

Covid-19 – Zimbabwe
Il 26 marzo 2020 il presidente Emmerson Mnangagwa, nell’ambito di un provvedimento complessivo di clemenza per decongestionare le carceri, ha commutato in ergastolo la condanna a morte di chi ha trascorso almeno 10 anni in attesa dell’esecuzione, stabilendo contestualmente il rilascio di tutti gli ergastolani che abbiano già trascorso 25 anni in carcere. Per gli ex condannati alla pena capitale varranno anche gli anni trascorsi nel braccio della morte.

Libertà di manifestazione – Uganda
Il 26 marzo 2020 la Corte costituzionale ha annullato la sezione 8 dell’Atto sul mantenimento dell’ordine pubblico del 20 novembre 2013. Grazie a quella legge per anni la polizia ugandese aveva potuto disperdere con violenza manifestazioni pacifiche e spontanee e arrestare e picchiare esponenti dell’opposizione che cercavano solo di esercitare i loro diritti umani.

Prigionieri di coscienza – Yemen
Il 25 marzo 2020 il leader delle forze huthi che controllano buona parte del paese ha ordinato il rilascio dei “prigionieri politici” di fede baha’i. Tra questi il prigioniero di coscienza Hamid Haydara, arrestato nel dicembre 2013.

Diritti sessuali e riproduttivi – Regno Unito
Il 24 marzo 2020 il ministero della Salute ha autorizzato l’assunzione delle due pillole abortive – a base di mifepristone e misoprostol – per consentire alle donne di interrompere la gravidanza in casa, sotto controllo medico da remoto, onde evitare di intasare gli ospedali nel contesto dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Dopo l’approvazione dei due rami del parlamento e la firma del governatore Jared Polis, il 23 marzo 2020 il Colorado è diventato ufficialmente il 22° stato degli Usa ad aver abolito la pena di morte. Contemporaneamente, il governatore Polis ha commutato in ergastolo le tre condanne a morte ancora in attesa di esecuzione.

Armi – Germania
Il 23 marzo 2020 il governo tedesco ha deciso di rinnovare di altri nove mesi, fino alla fine dell’anno, la moratoria sui trasferimenti di armi all’Arabia Saudita

Prigionieri di coscienza – Cuba
Il 14 marzo l’artista e dissidente Luis Manuel Otero Alcántara è stato rilasciato dopo due settimane di detenzione. Era stato arrestato il ° marzo con le accuse di “offesa ai simboli della madrepatria e “danneggiamento”, reati descritti rispettivamente dagli articoli 203 e 339 del codice penale. Prima dell’arresto, aveva annunciato su Facebook l’intenzione di partecipare a una protesta della comunità Lgbti dopo che le autorità avevano censurato un film in cui due uomini si baciavano.

Violenza contro le donne – Messico
Il 13 marzo 2020 Monica Esparza, madre di quattro figli, è stata rilasciata dopo sette anni di detenzione senza processo. Era stata arrestata nel 2013 per il sospetto, infondato, di far parte di un gruppo di narcotrafficanti. Nel corso della detenzione ha subito ripetutamente violenza sessuale da parte di agenti di polizia.

Difensori dei diritti umani – Svizzera
Il 12 marzo 2020 il pastore Norbert Valley è stato assolto dopo un procedimento giudiziario lungo tre anni. Nel febbraio 2017 era stato accusato di aver violato la Legge federale sugli stranieri, per aver dato vitto e alloggio a un richiedente asilo del Togo. Nell’agosto 2018, in primo grado, era stato condannato a una multa di 1000 franchi, con la sospensione condizionale, e al pagamento di spese giudiziarie pari a 250 franchi.

Prigionieri di coscienza – Afghanistan
L’11 marzo 2020 la Corte suprema ha ordinato la scarcerazione di Zaman Ahmadi, che nel 2012 era stato giudicato colpevole del reato di blasfemia e condannato a 20 anni di carcere. Ahmadi era stato arrestato per aver inviato a un periodico mensile una proposta di articolo sulla distruzione delle statue di Buddha di Bamiyan, risalente al 2001.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 9 marzo 2020 Paul Hildwin è tornato in libertà dopo aver trascorso 35 anni nelle carceri della Florida, 29 dei quali nel braccio della morte. Condannato alla pena capitale nel 1985, nel 2014 si era visto annullare la condanna dalla Corte suprema dello stato dopo che un test del Dna aveva rivelato che il campione trovato sulla vittima uccisa apparteneva all’ex fidanzato di quest’ultima.

Pena di morte – Egitto
Ammar el-Sudany, Belal Hasnein, Mohamed Badr e Abdullah Moniem, quattro egiziani arrestati da minorenni nel 2016 e che rischiavano la pena di morte, sono stati assolti il 9 marzo da un tribunale militare del Cairo, dopo un processo durato quasi due anni. Erano stati ingiustamente accusati di appartenenza a una formazione terrorista denominata “Hasm”, che reclutava giovani per compiere attentati contro le forze di sicurezza

Giustizia internazionale – Afghanistan
Il 5 marzo 2020 il Tribunale penale internazionale ha dato ragione alla sua Procuratrice decidendo di avviare un’indagine sui crimini di diritto internazionale commessi in Afghanistan.
In precedenza, il 12 aprile 2019, la seconda Camera pre-processuale del Tribunale aveva sostenuto che un’indagine non avrebbe ottenuto la collaborazione necessaria e che sarebbe stato meglio dedicare risorse che avessero avuto maggiori possibilità di successo.

Prigionieri di coscienza – Kuwait
Il 4 marzo 2020 il gestore di un profilo-parodia su Twitter creato nel 2011 e chiamato “Il Santo patrono marxista del popolo” è stato rilasciato su decisione del giudice per le indagini preliminari. Era stato arrestato il 28 febbraio con l’accusa di aver offeso varie persone, dopo che il dipartimento per il contrasto ai reati informatici era riuscito a identificarlo.

Pena di morte – Kuwait
Il 29 febbraio 2020 la Corte di cassazione ha commutato in ergastolo le condanne a morte inflitte a due uomini colpevoli di sequestro e omicidio.

Diritti economici, sociali e culturali – Canada
Il 28 febbraio 2020 la Corte suprema ha deciso che saranno i tribunali canadesi a giudicare la compagnia mineraria locale Nevsun Resources per violazioni dei diritti umani – tra cui torture e riduzione ai lavori forzati – che è accusata di aver commesso in Eritrea.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – USA
La politica nota come “Rimani in Messico” ufficialmente denominata “Protocolli per la protezione dei migranti”, è stata fermata il 28 febbraio 2020 da una sentenza della Corte d’appello del IX circuito federale. Sulla base di quella politica, dal gennaio 2019 decine di migliaia di persone sono state costrette ad attendere a tempo indeterminato in Messico l’esito della richiesta d’asilo negli Usa, in condizioni di estremo rischio.

Prigionieri di coscienza – Azerbaigian
Il 27 febbraio 2020 la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che la persecuzione giudiziaria nei confronti dell’ex prigioniera di coscienza Khadija Ismaylova è stata determinata “da ragioni improprie” e ha dimostrato di essere stata dettata dal “motivo di ridurla al silenzio e punirla per il suo lavoro di giornalista”

Pena di morte – Stati Uniti d’ America
Il 27 febbraio 2020 il parlamento del Colorado ha votato definitivamente a favore dell’abolizione della pena di morte. Il governatore Jared Polis ha annunciato che firmerà il decreto, che entrerà in vigore il 1° luglio 2020.

Violenza sulle donne – Danimarca
Il 25 febbraio 2020 la prima ministra Mette Fredericksen ha annunciato che la legislazione in materia di stupro sarà modificata in modo prevedere una definizione di stupro basata sul criterio del consenso.

Prigionieri di coscienza – Tanzania
Il 24 febbraio 2020 il giornalista Erick Kabendera è stato rilasciato dopo essere stato condannato a tre mesi di carcere, pena che ha accettato di sostituire con una multa di oltre 70.000 euro, cui se n’è aggiunta un’altra equivalente a circa 45.000 euro. Era stato arrestato il 5 agosto 2019 e accusato di riciclaggio di danaro sporco e costituzione di un’impresa criminale in quella che sin dall’inizio era apparsa un’azione giudiziaria di persecuzione politica.

Prigionieri di coscienza – Turchia
Il 21 febbraio 2020 Mutlu Öztürk, insegnante e copresidente della sezione del quartiere istanbulita di Şişli del Partito Democratico del Popolo, è stato rimesso in libertà. Era stato arrestato il 14 ottobre 2019 per aver espresso pacificamente la sua opposizione all’offensiva militare turca in Siria

Prigionieri di coscienza – Uganda
Il 20 febbraio 2020 l’Alta corte ha prosciolto l’accademica e attivista Stella Nyanzi, disponendone il rilascio. Nyanzi era stata condannata in primo grado, nell’agosto 2019, a 18 mesi di carcere con l’accusa di molestie informatiche nei confronti del presidente Yoweri Museveni.

Prigionieri di coscienza – Guinea Equatoriale
Il 14 febbraio 2020 è tornato in libertà Joaquim Elo Ayeto, che Amnesty International aveva qualificato come prigioniero di coscienza Era stato arrestato il 25 febbraio 2019 per l’accusa, mai suffragata da prove, di essere in possesso di informazioni su un progetto di assassinio del presidente

Pena di morte – Belgio
Il 13 febbraio 2020 la Camera dei rappresentanti ha abolito l’ultimo riferimento alla pena di morte (abolita nel 1996) ancora presente nelle leggi dello stato: dalla Legge sulle assicurazioni è stato eliminato il paragrafo che prevedeva che un’assicurazione non avrebbe risarcito un assicurato qualora la sua morte fosse avvenuta tramite esecuzione capitale.

Pena di morte – Nigeria
Il 12 febbraio 2020 il governatore dello stato di Gombe ha annullato una condanna a morte, riducendo la pena del prigioniero a 21 anni di carcere.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Grecia
Il 31 gennaio 2020, a seguito di un’azione urgente di Amnesty International, il governo ha emanato un decreto per garantire un “numero provvisorio di assistenza sanitaria e sociale” ai richiedenti asilo che, in questo modo, avranno diritto a prestazioni sanitarie gratuite e ad accedere al mercato del lavoro in attesa dell’esame della loro domanda d’asilo.

Prigionieri di coscienza – Nepal
Il 27 gennaio 2020 oltre 10 tra attivisti e impiegati della sezione locale di Amnesty International sono stati rilasciati poche ore dopo il loro arresto, seguito alla loro denuncia circa l’inopportunità di nominare presidente del parlamento una persona sospettata di aver commesso reati negli anni della guerra civile.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Messico
Il 23 gennaio 2020 un giudice ha ordinato alle autorità competenti di avviare le ricerche su Oscar Antonio Lopez Enamorado, un migrante dell’Honduras che scomparve in territorio messicano, nel 2010, mentre cercava di raggiungere gli Stati Uniti d’America. Il giudice ha ordinato che le autorità informino regolarmente ogni 10 giorni la madre del ragazzo, Ana Enamorado, sugli sviluppi delle indagini.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 17 gennaio 2010 il Comitato per la grazia dello stato della Georgia ha commutato in ergastolo la condanna a morte di Jimmy Meders, sei ore prima della prevista esecuzione. Si è trattato del dodicesimo provvedimento di clemenza da quando, nel 1976, nello stato è stata reintrodotta la pena capitale. Meders era stato condannato a morte per omicidio nel 1989. Tutti i giudici ancora in vita che presero parte al processo si erano pronunciati per la commutazione.

Diritti delle persone Lgbti – Regno Unito
Il 13 gennaio 2020 il Registro generale dell’Irlanda del Nord è stato aperto alla prenotazione delle coppie composte da persone del medesimo sesso, intenzionate a celebrare il loro matrimonio civile.

Prigionieri di coscienza – Egitto
Il 5 gennaio 2020 Ahmed Maher, co-fondatore del movimento giovanile “Sei aprile”, è tornato in piena libertà dopo aver terminato i tre anni di obbligo di presenza notturna in una stazione di polizia, seguiti a tre anni di carcere per manifestazione non autorizzata.

Pena di morte – Nigeria
Il 3 gennaio 2020 il governatore dello stato di Edo, Godwin Obaseki, ha commutato in ergastolo le condanne a morte di quattro prigionieri: Ayo Olofin, Abiodun Uwagboe, Sanni Ladan e Joel Ighalo

Prigionieri di coscienza – Egitto
Il 31 dicembre 2019 la giornalista Aya Alaa Hosni è stata rilasciata. Era stata arrestata il 20 giugno e, dopo giorni di sparizione forzata, il 29 dello stesso mese era comparsa di fronte a un giudice che l’aveva accusata di aver parlato con i mezzi d’informazione a proposito delle condizioni di prigionia nel supercarcere di massima sicurezza “Al Aqram” (Lo scorpione) dove era detenuto suo marito

Prigionieri di coscienza – Kazakistan
Il 30 dicembre 2019 Iskander Yerimbetov è stato scarcerato per motivi di salute. Era stato arrestato il 13 novembre 2017 con l’accusa di riciclaggio, interrogato in assenza di un avvocato e picchiato perché confessasse la propria colpevolezza. Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle detenzioni arbitrarie aveva giudicato illegali il suo arresto e la sua prolungata detenzione.

Ambiente – Olanda
Il 20 dicembre 2019 la Corte suprema ha confermato definitivamente una sentenza del 2015, ribadendo che il governo ha il dovere di proteggere i suoi cittadini dalle conseguenze del cambiamento climatico e deve pertanto ridurre le emissioni inquinanti di almeno il 25 per cento entro il 2020. La causa era stata promossa nel 2013 dall’organizzazione non governativa Urgenda Foundation.

Giustizia internazionale – Israele / Territori palestinesi occupati
Il 20 dicembre 2019 la procuratrice del Tribunale penale internazionale ha annunciato l’apertura di un’indagine su crimini di guerra e altri crimini di diritto internazionale commessi nel Territori palestinesi occupati.

Giustizia – Filippine
Il 19 dicembre 2019 è stata emessa la sentenza per il massacro di Ampatuan, avvenuto nelle Filippine nel 2009, quando 58 persone – tra le quali 32 giornalisti – vennero uccise da un commando armato del potente clan Ampatuan. Ventotto imputati sono stati condannati all’ergastolo, automaticamente commutato in 40 anni di carcere, e altri 15 a pene detentive inferiori.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 18 dicembre 2019 la Corte d’appello del Texas ha annullato la condanna a morte inflitta nel 1980 a Cesar Fierro, cittadino messicano accusato dell’omicidio di un tassista. La Corte ha stabilito che la giuria del processo originario non aveva ricevuto informazioni corrette e complete, ossia la possibilità di considerare eventuali circostanze attenuanti e chiedere l’ergastolo anziché la pena capitale. La pubblica accusa ha annunciato che non ricorrerà contro l’annullamento della condanna a morte e Fierro sconterà dunque una condanna all’ergastolo.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 16 dicembre 2019 un giudice del Mississippi ha disposto la libertà su cauzione di Curtis Flowers, condannato a morte nel 1997 per un quadruplice omicidio del quale si è sempre dichiarato innocente. Flowers, afroamericano, era stato giudicato colpevole da una giuria composta da soli bianchi dell’omicidio di quattro impiegati bianchi di un negozio d’arredamento di Winona. Durante i quasi 23 anni trascorsi dal primo processo, la condanna a morte di Flowers era stata annullata cinque volte (sempre per motivi di discriminazione razziale) e altrettante volte era stata ripristinata, da giurie i cui i membri afroamericani erano sempre stati in minoranza.

Impunità – Francia / Argentina
Il 15 dicembre 2019 le autorità francesi hanno estradato verso l’Argentina Mario Sandoval, dirigente di polizia sotto il regime militare degli anni Settanta-Ottanta. Sandoval, che ha vissuto per oltre 30 anni in Francia, era ricercato dalla giustizia argentina per crimini contro l’umanità.

Giustizia internazionale – Sierra Leone
Il 12 dicembre 2019 la Corte di giustizia della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale ha accolto un ricorso presentato il 17 maggio 2017 da Equality Now e Wawes, cui nel giugno di quest’anno si era aggiunta anche Amnesty International, e ha giudicato discriminatorio il provvedimento emanato nel 2015 fa dal governo di Freetown che impediva alle ragazze incinte di frequentare le lezioni e di presentarsi agli esami: in quel modo, ha dichiarato la Corte, è stato violato il loro diritto all’istruzione.

Prigionieri di coscienza – Turchia
Il 10 dicembre 2019 la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che Osman Kavala, uno dei principali esponenti della società civile turca, è sottoposto a detenzione arbitraria da oltre due anni e dev’essere rilasciato immediatamente.
Kavala è stato arrestato il 1° novembre 2017 con l’accusa di aver organizzato le manifestazioni al Gezi Park di Istanbul del 2013 e di essere coinvolto nel tentato colpo di stato del luglio 2016. Nel marzo 2019, insieme ad altri 15 imputati, è stato rinviato a processo per il “tentativo di rovesciare il governo o di impedirne totalmente o parzialmente il funzionamento” e per una lunga serie di altri reati, tra cui il danneggiamento di luoghi di preghiera o cimiteri, possesso di sostanze pericolose, furto, lesioni gravi e possesso di armi.

Ambiente – Filippine
Il 9 dicembre 2019 la Commissione filippina per i diritti umani ha deciso che 47 tra le principali imprese del settore fossile potranno essere chiamate a rispondere, di fronte a un giudice, della violazione dei diritti dei cittadini causati dal cambiamento climatico. Questa decisione apre la strada a ricorsi giudiziari e persino a indagini penali che potrebbero dar luogo a risarcimento dei danni o anche a condanne al carcere.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il governatore uscente del Kentucky, Matt Bevin, ha commutato in ergastolo le condanne a morte di due dei prigionieri da più lungo tempo nel braccio della morte dello stato, rispettivamente 31 e 36 anni: il 6 dicembre 2019 quella di Gregory Wilson (il cui processo all’epoca venne definito “una parodia della giustizia” e il 9 dicembre 2019 quella di Leif Halvorsen, protagonista di una “straordinaria storia di ravvedimento” che lo ha portato a conseguire due lauree. In ragione della loro età avanzata, entrambi i detenuti potranno chiedere di essere rimessi in libertà condizionata.

Diritti sessuali e riproduttivi – Slovacchia
Il 5 dicembre 2019 il parlamento ha respinto una proposta di legge che, se approvata, avrebbe obbligato le donne intenzionate ad abortire a vedere tramite ecografia dell’embrione o del feto. Una proposta non prevista dalle linee guida per un aborto sicuro dell’Organizzazione mondiale della sanità – contro la quale si erano mobilitate 30 organizzazioni della società civile slovacca, compresa Amnesty International – che avrebbe sottoposto le donne a un trattamento umiliante e degradante, colpevolizzandole e stigmatizzandole.

Difensori dei diritti umani – Honduras
Il 3 dicembre 2019 un tribunale dell’Honduras ha condannato a 50 anni di carcere gli assassini dell’attivista per l’ambiente Berta Cáceres, uccisa nel 2016 per aver guidato la campagna contro l’Agua Zarca, un devastante progetto di diga idroelettrica che avrebbe inondato i territori del popolo Lenca. Quattro imputati, identificati come gli esecutori materiali dell’omicidio di Berta, sono stati condannati a 34 anni, cui sono stati aggiunti altri 16 anni e quattro mesi per il tentato omicidio di Gustavo Castro, un ambientalista messicano che si trovava in casa di Berta e che sopravvisse all’agguato.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Francia
Il 2 dicembre 2019 il governo ha annunciato l’abbandono del progetto di consegnare alla cosiddetta Guardia costiera libica sei imbarcazioni che avrebbero rafforzato la capacità di intercettare in mare e riportare in terraferma persone in fuga dalla Libia.

Donne – Sudan
Il 29 novembre 2019 il governo di transizione del Sudan ha annunciato l’abolizione delle leggi sull’ordine pubblico che regolavano, tra le altre cose, la presenza delle donne negli spazi pubblici e che hanno causato arresti, pestaggi e condanne di tantissime attiviste e semplici cittadine, “colpevoli” di aver ballato in feste private, venduto merce in strada o mendicato.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Italia
Il 28 novembre 2019 la prima sezione del Tribunale civile di Roma ha emesso la sentenza su una causa promossa da 14 richiedenti asilo sostenuti da Amnesty International Italia e Asgi, che nel 2009 erano stati respinti dall’Italia in Libia.
La sentenza ha stabilito che le persone ricorrenti hanno diritto al risarcimento del danno e soprattutto il diritto di “accedere nel territorio italiano allo scopo di presentare domanda di riconoscimento della protezione internazionale ovvero di protezione speciale”.

Difensori dei diritti umani – Francia
Il 21 novembre 2019 Pierre Mumber, una guida alpina di 55 anni, è stato assolto dalla corte d’appello di Grenoble dall’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione illegale, dopo che in primo grado era stato condannato a tre mesi di carcere con pena sospesa. L’accusa nei suoi confronti era scattata dopo che il 6 gennaio 2018 aveva offerto té caldo e vestiti pesanti a quattro richiedenti asilo africani – tra cui una donna gravemente ferita – nei pressi del passo del Monginevro, lungo il confine montano tra Italia e Francia. Le immagini televisive messe a disposizione da una troupe italiana in occasione del processo d’appello hanno smentito la ricostruzione secondo la quale Mumber aveva aperto lo sportello della macchina della polizia per favorire la discesa e la fuga dei quattro fermati.

Prigionieri di coscienza – Niger
Il 20 novembre 2019 la corte d’appello di Zinder, nel Niger meridionale, ha ordinato il rilascio di Sadat Illiya Dan Malam, coordinatore del Movimento patriottico per i cittadini, un’organizzazione della società civile locale.
Sadat Illiya Dan Malam era stato arrestato il 18 aprile 2018 e accusato di “partecipazione a un movimento insurrezionale” e “cospirazione contro la sicurezza dello stato”. Il tutto, nel contesto di manifestazioni contro i provvedimenti di austerità emanati all’epoca dal governo: manifestazioni cui l’attivista neanche aveva preso parte.

Difensori dei diritti umani – Stati Uniti d’America
Dopo il “nulla di fatto” del 2 luglio, quando la giuria non aveva raggiunto l’unanimità sul verdetto, nel secondo processo celebrato il 20 novembre 2019 Scott Warren è stato dichiarato non colpevole. Warren, professore di Geografia e volontario dell’associazione “No more deaths”, avrebbe potuto subire una condanna a 10 anni di carcere solo per aver fornito cibo, acqua e vestiti puliti a due migranti provenienti dal Messico, che rischiavano di morire nel deserto di Sonora, nei pressi del confine.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 20 novembre un giudice distrettuale sospende quattro esecuzioni federali, dopo che un’altra era stata già sospesa. L’ultima esecuzione federale ha avuto luogo nel 2003.

Diritti di migranti, richiedenti asilo e rifugiati – Nuova Zelanda / Australia
Il 14 novembre 2019 Behrouz Boochani, giornalista e scrittore curdo iraniano trattenuto per oltre sei anni sull’isola di Manus in un dei centri d’oltremare in cui il governo australiano trattiene i richiedenti asilo, è arrivato in Nuova Zelanda, su invito di Amnesty International e altre associazioni, per prendere parte a un festival letterario.
Boochani è l’autore di “Nessun amico se non le montagne”, tradotto e pubblicato in Italia da ADD Editore.

Giustizia internazionale – Myanmar
Il 14 novembre 2019 la Terza camera pre-processuale del Tribunale penale internazionale ha autorizzato la procuratrice a procedere nelle indagini su possibili di crimini di competenza del Tribunale commessi nei confronti della popolazione rohingya.
Secondo la Camera vi sono ragionevoli basi per ritenere che contro i rohingya siano stati commessi diffusi e/o sistematici atti di violenza che potrebbero costituire i crimini contro l’umanità di deportazione forzata e persecuzione per motivi religiosi.

Giustizia internazionale – Svezia / Iran
Il 13 novembre 2019 le autorità giudiziarie svedesi hanno arrestato Hamid Nouri, un cittadino di nazionalità iraniana sospettato di crimini contro l’umanità riferiti al massacro delle prigioni che, nel 1988, causò la morte per esecuzione extragiudiziale di migliaia di oppositori in Iran. All’epoca, l’uomo era tra i dirigenti della prigione di Gohardasht, oggi nota come Rajai Shahr.

Violenza contro le donne – Messico
Il 13 novembre 2019 la Corte suprema ha accolto la richiesta della famiglia di Karla Pontigo di indagare sulla sua morte come femminicidio. Pontigo era stata uccisa a San Luis Potosí nell’ottobre 2012, all’età di 22 anni. Le indagini sono state finora inadeguate e piene di irregolarità. Amnesty International ha raccolto 83974 firme nel mondo per sostenere la richiesta della famiglia.

Giustizia internazionale – Unione europea / Israele
Il 12 novembre 2019 la Corte di giustizia dell’Unione europea, chiamata a interpretare un regolamento del 2011 in materia di informazioni per i consumatori circa la provenienza degli alimenti, ha stabilito che le etichette dei prodotti “made in Israel” debbano specificare se il prodotto cui si riferiscono proviene da un “insediamento israeliano” situato in uno dei “territori occupati dallo stato d’Israele”.
Secondo la Corte, i consumatori devono sapere se i prodotti che acquistano provengano dai territori occupati in cui vengono violati i diritti dei palestinesi.

Prigionieri di coscienza – Cambogia
Il 10 novembre 2019 sono state annullati gli arresti domiciliari nei confronti di Kem Sokha, presidente del Partito nazionale del riscatto cambogiano, sciolto alla fine del 2017. Sokha era stato arrestato il 3 settembre 2017 e accusato di “cospirazione con una potenza straniera”, reato per cui è prevista una pena da 15 a 30 anni di carcere. Nel settembre 2018 era stato posto agli arresti domiciliari. Nei suoi confronti continua a vigere il divieto di viaggiare all’estero e di prendere parte ad attività politiche.

Giustizia internazionale – Repubblica Democratica del Congo
Il 7 novembre 2019 il Tribunale penale internazionale ha condannato a 30 anni di carcere Bosco Ntaganda, ex capo di un gruppo ribelle della Repubblica Democratica del Congo. Si tratta della sentenza più dura emessa finora dal massimo organo di giustizia internazionale. Ruandese, 46 anni, Ntaganda si era consegnato volontariamente alla giustizia nel 2013. Nel luglio 2019 era stato giudicato colpevole di crimini di guerra – tra cui omicidio, stupro e riduzione in schiavitù sessuale – commessi tra il 2002 e il 2003 nella regione dell’Ituri, nell’est della Repubblica Democratica del Congo.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Filippine
Il 6 novembre 2019 il dipartimento della Giustizia ha accolto la domanda d’asilo di Bahareh Zarebahari, una cittadina iraniana che era trattenuta dal 17 ottobre nell’area transiti dell’aeroporto di Manila.
Zarebahari, simpatizzante della deposta monarchia e rappresentante dell’Iran al concorso Miss Intercontinental nel 2018, rischiava di essere rimpatriata a causa di un mandato internazionale di cattura emesso dalla magistratura iraniana per non meglio precisati reati, peraltro commessi in un periodo in cui la donna si trovava già nelle Filippine.

Prigionieri di coscienza – Etiopia
Il 30 ottobre 2019 sono stati rimessi in libertà 22 oppositori pacifici arrestati a giugno, nel contesto della repressione di un tentativo di colpo di stato, e accusati ingiustamente di terrorismo.

Libertà d’espressione – Polonia
Il 25 ottobre 2019 un tribunale di Varsavia ha prosciolto 14 attiviste antifasciste dall’accusa di raduno non autorizzato. Le donne erano state arrestate l’11 novembre 2017 nella capitale quando, al passaggio della marcia con cui si celebra l’indipendenza della Polonia, avevano srotolato uno striscione con la scritta “Stop al fascismo”.
Dopo essere state picchiate e insultate, erano state multate per aver intralciato un raduno autorizzato e in seguito incriminate per raduno non autorizzato.

Diritti sessuali e riproduttivi – Irlanda del Nord
Alla mezzanotte del 22 ottobre 2019 i matrimoni tra persone dello stesso sesso e l’aborto sono diventati legali. In particolare, l’aborto non sarà più criminalizzato ai sensi degli articoli 58 e 59 della Legge sui reati contro la persona del 1861 e le indagini in corso sono state chiuse, compresa quella nei confronti di una madre che rischiava di finire in carcere per aver acquistato online pillole abortive per la figlia 15enne.
Queste importanti riforme sono state rese possibilI dall’assenza di un governo nord-irlandese, che perdura dall’inizio del 2017, che ha consentito al parlamento di Londra di legiferare direttamente.

Conflitti – Sudan
Il 21 ottobre 2019 il governo e i gruppi armati del Darfur, del Kordofan meridionale e del Nilo azzurro hanno firmato un accordo di cessate-il-fuoco per consentire l’accesso degli aiuti umanitari nelle tre regioni.

Discriminazione razziale – Angola
Il 4 ottobre 2019 il parlamento ha approvato la legge di ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale.

Difensori dei diritti umani – Egitto
Il 15 ottobre 2019, dopo oltre due anni di detenzione senza processo, la procura generale per la sicurezza dello stato ha disposto la scarcerazione di Ibrahim Metwaly, avvocato per i diritti umani e co-fondatore dell’associazione “Famiglie degli scomparsi”.
Metwaly era stato arrestato il 10 settembre 2017 poco prima che s’imbarcasse su un volo per Ginevra, dove era stato invitato dal Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate.

Diritti sessuali e riproduttivi – Marocco
Il 16 ottobre 2019 il re del Marocco, Mohamed VI, ha concesso la grazia a Hajar Raissouni, la giornalista della redazione del quotidiano indipendente “Akhbar al-Yaoum” che il 30 settembre era stata condannata a un anno di carcere per aborto e relazione sessuale extramatrimoniale.

Tortura – Angola
Il 4 ottobre 2019 il parlamento ha approvato la legge di ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura.

Pena di morte – Nigeria
Il 4 ottobre 2019 il governatore dello stato di Ondo ha commutato in ergastolo sette condanne a morte.

Pena di morte – Angola
Il 4 ottobre 2019 il parlamento ha approvato la legge di ratifica del Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici, il cui obiettivo è l’abolizione della pena di morte.

Prigionieri di coscienza – Camerun
Il 5 ottobre 2019 un tribunale militare ha rimesso in libertà oltre 90 prigionieri, tra i quali il leader del Movimento di rinascita del Camerun, Maurice Kamto, l’avvocata Michèle Ndoki e Gaston Philippe Abe Abe, meglio noto come Valsero, rapper di fama internazionale. Arrestati il 28 gennaio, nei loro confronti pendevano accuse che avrebbero potuto portare a una condanna a morte: ribellione, terrorismo, insurrezione, diffusione di notizie false, incitamento a provocare disordini. Amnesty International aveva lanciato appelli in favore della loro scarcerazione.

Impunità – Honduras
Il 22 settembre 2019 un soldato è stato arrestato per il sospetto di aver assassinato Eblin Noel Corea Maradiaga, 17 anni, il 20 giugno, durante le proteste contro le riforme della sanità e dell’istruzione. Tra aprile e maggio, le forze di sicurezza dell’Honduras hanno ferito oltre 80 manifestanti e ne hanno ucciso almeno cinque.

Pena di morte – Pakistan
Il 25 settembre 2019 la Corte suprema ha assolto per insufficienza di prove Wajihul Hasan dall’accusa di blasfemia, per la quale era stato condannato a morte nel 2002.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Ungheria e Cipro
Il 28 settembre 2019 Ahmed, un cittadino siriano arrestato in Ungheria nel settembre 2015 per “complicità in un atto di terrore”, ha potuto finalmente riabbracciare la sua famiglia nelle prime ore del 28 settembre in quella che è la loro attuale patria, Cipro. Nell’agosto 2015 Ahmed aveva lasciato l’isola, dove era rifugiato, per dare una mano ai suoi anziani genitori e ad altri sei parenti che, fuggiti dalla Siria, stavano percorrendo la “rotta balcanica”. Arrestato sulla base delle estremamente vaghe leggi anti-terrorismo in vigore in Ungheria, era stato condannato a 10 anni di carcere, poi ridotti a sette e infine a cinque con possibilità di rilascio anticipato, avvenuto finalmente all’inizio del 2019. Ci sono poi voluti altri mesi per perfezionare l’accordo tra Ungheria e Cipro. Oltre 24.000 persone hanno sottoscritto l’appello di Amnesty International per chiedere alle autorità cipriote di consentire il ritorno a casa di Ahmed.

Armi – Canada
Il 17 settembre 2019, con l’entrata in vigore della legge di ratifica, il Canada è diventato ufficialmente il 104° stato parte del Trattato internazionale sul commercio di armi.

Pena di morte – Pakistan
Il 18 settembre 2019 la Corte suprema ha commutato sette condanne a morte in condanne a cinque e 10 anni di carcere.

Tortura – Regno Unito
Il 20 settembre 2019 la corte d’appello di Belfast ha stabilito – contrariamente a quanto deciso nel 2014 – il proseguimento dell’inchiesta sulle torture subite nel 1971 da un gruppo di 14 prigionieri da parte della polizia e dell’esercito britannico. I 14 uomini furono sottoposti, in un centro segreto d’interrogatorio, alle “cinque tecniche di tortura”: obbligati a indossare cappucci, costretti ad assumere posizioni dolorose, privati del sonno, del cibo e dell’acqua e sottoposti al “rumore bianco”, ossia al totale isolamento acustico.

Pena di morte – Nigeria
Il 9 agosto 2019 il governatore dello stato di Zamfara ha concesso la grazia a 150 detenuti, tra cui cinque condannati a morte.

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – Italia
Il 16 settembre 2019 il giudice per l’udienza preliminare di Roma ha rinviato a giudizio l’ufficiale responsabile della sala operativa della Guardia Costiera, Leopoldo Manna, e il comandante della sala operativa della Squadra navale della Marina, Luca Licciardi, in relazione al processo per il naufragio dell’ottobre del 2013, in cui morirono 268 persone tra cui 60 bambini. Si trattava di migranti siriani che scappavano dalla guerra civile. Ai due imputati, il pubblico ministero Sergio Colaiocco contesta i reati di rifiuto d’atti d’ufficio e omicidio colposo

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati – USA
Il 6 settembre 2019 Alejandra Barrera, una transgender di El Salvador, è stata rilasciata dopo aver trascorso 20 mesi in una prigione del New Mexico, per essere entrata illegalmente negli Usa con l’obiettivo di chiedere asilo politico. Era fuggita dal suo paese dopo aver subito aggressioni da parte di bande criminali e violenza sessuale da parte di soldati.

Prigionieri di coscienza – Russia
Il 7 settembre 2019 il regista cinematografico ucraino Oleg Sentsov è stato rilasciato nel contesto di uno scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina. Nel 2015 era stato condannato a 20 anni di carcere per “terrorismo” al termine di un processo irregolare, solo per aver espresso opposizione all’occupazione russa della Crimea. Dal momento dell’arresto aveva trascorso in carcere circa sei anni.

Prigionieri di coscienza – Turchia
Il 12 settembre 2019 un tribunale d’appello di Istanbul ha ordinato la liberazione di Önder Çelik, Bülent Utku, Güray Tekinöz, Hacı Musa Kart, Hakan Karasinir, Mustafa Kemal Güngör e Ahmet Kadri Gürsel. sette tra giornalisti ed ex dipendenti del quotidiano di opposizione Cumhuriyet, che erano stati condannati in primo grado per reati legati al terrorismo e che rischiavano fino a cinque anni di carcere.

Impunità – Somalia
Il 31 agosto 2019 Abdirashid Hassan Abdinur, ministro della sicurezza del Jubaland (uno degli stati costituenti della federazione della Somalia e ora di fatto regione autonoma) è stato arrestato all’aeroporto di Mogadiscio, la capitale della Somalia, di ritorno dall’Etiopia. Secondo il Gruppo di monitoraggio delle Nazioni Unite su Somalia ed Eritrea, Abdirashid Hassan Abdinur è sospettato di aver commesso gravi crimini di diritto internazionale tra il 2014 e il 2017, tra cui uccisioni, torture, detenzioni e deportazioni illegali e ostacolo all’assistenza umanitaria.

Forze di polizia – Stati Uniti d’America
Il 19 agosto 2019 la California è diventata il primo stato della federazione ad adottare una normativa sull’uso della forza da parte della polizia in linea con gli standard internazionali. La nuova legge, che entrerà il vigore il 1° gennaio 2019, autorizza l’uso della forza letale solo se “l’agente ritiene ragionevolmente che sia necessaria per difendersi da un’imminente minaccia di morte o di ferimento grave”. In caso contrario, l’agente potrà essere sottoposto a provvedimenti disciplinari e ad azioni civili e penali.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 21 agosto 2019 un tribunale del Nevada ha disposto il rilascio, dopo 33 anni nel braccio della morte, di Paul Browning. Nella sentenza si è fatto riferimento a “un misto di preoccupanti cattive condotte dell’accusa e di assistenza clamorosamente inadeguata da parte della difesa”.

Sparizioni forzate – Messico
Il 30 agosto 2019, in occasione della Giornata internazionale per le vittime di sparizione forzata, il sottosegretario per i diritti umani Alejandro Encinas ha annunciato l’intenzione del governo di accettare la competenza del Comitato delle Nazioni Unite contro le sparizioni forzate di ricevere e prendere in considerazione reclami alla sparizione di persone in Messico.

Libertà di espressione – Hong Kong
Il 4 settembre 2019, dopo mesi di proteste di massa spesso stroncate dalla polizia con metodi illegali, la governatrice Carrie Lam ha annunciato il ritiro formale della proposta di legge sull’estradizione, che avrebbe rischiato di favorire processi iniqui, nei tribunali cinesi, di persone ricercate solo perché dissidenti.

Pena di morte – Stati Uniti d’America
Il 30 agosto 2019 una corte dello stato del Tennessee ha commutato in ergastolo la condanna a morte emessa nel 1987 nei confronti di Abu Ali Abdur’Rahman per un duplice omicidio. Nel corso dei 32 anni trascorsi nel braccio della morte, per tre volte l’esecuzione era stata rinviata all’ultimo minuto. Il processo di primo grado era stato viziato da irregolarità da parte della pubblica accusa, come l’esclusione dalla giuria di giurati afroamericani.

Pena di morte – Uganda
Il 21 agosto 2019 il parlamento ha approvato una serie di emendamenti che, modificando tre distinte norme del codice penale e la legge antiterrorismo, limiteranno la pena di morte ai reati più gravi senza più l’obbligo per il giudice di applicarla.

Diritti delle donne – Bangladesh
Il 27 agosto 2019 la Corte costituzionale ha deciso che le donne non saranno più obbligate a dichiarare il proprio stato di verginità nei moduli di registrazione del matrimonio. Le opzioni saranno sempre tre ma oltre a “vedova” e “divorziata” vi sarà la casella “non sposata”. Anche gli sposi, in precedenza esentati, dovranno dichiarare il proprio stato civile.