07.08.2025 >


Durante i conflitti armati, in qualsiasi parte del mondo avvengano, la popolazione civile è la parte che subisce di più: morti, feriti, distruzione di infrastrutture sono ormai all’ordine del giorno e l’opinione pubblica sembra quasi considerare accettabili questi “danni collaterali”.
Ovviamente accettabili non sono e Amnesty non li accetta e li documenta scrupolosamente per chiederne poi conto a decisori ed esecutori materiali di fronte alla giustizia internazionale.
I bambini e le bambine, in questo contesto, sono bersagli facili la cui vita “vale meno di un mozzicone di sigaretta”. Gaza è l’esempio lampante di questa situazione: migliaia di bambini morti e feriti, la fame che ne sta minando lo sviluppo fisico, le malattie senza l’accesso alle cure, le amputazioni che impediranno la vita lavorativa futura, l’impossibilità di avere accesso al sistema scolastico (totalmente e deliberatamente distrutto) e l’enorme danno psicologico di chi da mesi non ha casa, fugge senza sapere dove andare e vede morire ogni giorno le perone intorno a se.


Gli attivisti e le attiviste del Gruppo “Italia 124” di Ciriè hanno deciso di far sentire la loro voce contro questa “strage di innocenti”. Sabato 28 giugno, nella centrale Piazza San Giovanni hanno organizzato un flash mob, con la collaborazione di numerosi volontari e volontarie che hanno letto frasi di denuncia, accompagnate da un pesante suono di tamburi. I tanti bambolotti, avvolti in piccoli lenzuoli bianchi, tra le braccia dei presenti hanno reso ancor più reale il messaggio: basta con questa strage, la comunità internazionale si mobiliti per un immediato cessate il fuoco. Tante, al di sopra delle aspettative degli organizzatori, le persone che hanno partecipato all’evento tra le quali, molto apprezzata, la presenza della sindaca di Ciriè.




