Gli appelli

La firma di appelli e’ il primo e fondamentale strumento di attivazione di Amnesty International. Peter Benenson, il suo fondatore, lanciò la mobilitazione in difesa del diritto di opinione attraverso la richiesta di aderire ad una petizione.

Da quasi sessant’anni le firme della gente comune mostrano la loro efficacia nel lavoro di Amnesty. L’obiettivo è quello di mobilitare l’opinione pubblica sulle violazioni dei diritti umani: migliaia di cartoline, telegrammi, lettere, fax, messaggi di posta elettronica creano intorno ai singoli casi o alle tematiche più scottanti, una visibilità e un interesse mondiale difficili da ignorare da parte dei destinatari.

Qui di seguito puoi trovare alcuni appelli da sottoscrivere. Bastano pochi minuti: clicca sul tasto giallo, leggi attentamente i dettagli del caso e lascia la tua firma on-line. Grazie!


RUSSIA: ARTISTA RISCHIA FINO A 10 ANNI PER AVER PROTESTATO CONTRO LA GUERRA

L’artista Aleksandra Skochilenko è stata arrestata l’11 aprile e interrogata fino alle 3 del mattino successivo. È accusata di aver sostituito i cartellini dei prezzi con informazioni e slogan contro la guerra in un supermercato a San Pietroburgo il 31 marzo. È stata accusata di “diffondere consapevolmente false informazioni sull’utilizzo delle forze armate russe” e posta in custodia cautelare fino al 1° giugno. Aleksandra Skochilenko si trova in precarie condizioni di salute e porla in custodia cautelare, dove non riceverebbe la dieta appropriata o le cure mediche di cui ha bisogno, mette a rischio la sua salute. Se condannata, rischia fino a 10 anni di carcere.


STOP ALLA REPRESSIONE DEL DISSENSO IN RUSSIA

Dal primo giorno dell’invasione russa dell’Ucraina il 24 febbraio, migliaia di persone, inclusi attivisti della società civile e difensori dei diritti umani, sono scese in piazza in molte città della Russia per manifestare il loro dissenso nei confronti della guerra.

Le autorità hanno disperso le manifestazioni con la forza, perseguendo legalmente chi era sceso in piazza. Lo stesso è successo ai media indipendenti, che sono stati censurati, chiusi e/o bloccati, solamente per essersi pubblicamente opposti all’invasione dell’Ucraina.


CONDANNATA A MORTE SULLA BASE DI PROVE INAFFIDABILI: FERMIAMO L’ESECUZIONE DI MELISSA LUCIO

Il 27 aprile 2022 Melissa Lucio, una donna americana di origini messicane di 52 anni, rischia di essere messa a morte in Texas.

Nel 2008, una giuria dello Stato del Texas ha ritenuto colpevole e condannato a morte Melissa per l’omicidio di primo grado della figlia Mariah di due anni. Una sentenza, però, basata su prove ora ritenute inaffidabili.


FERMARE L’AGGRESSIONE E PROTEGGERE I CIVILI IN UCRAINA

In questo momento, le persone in Ucraina stanno affrontando una catastrofica crisi dei diritti umani. Le persone muoiono, compresi i bambini, e molte migliaia di vite sono a rischio. Bisogna agire per chiedere alle autorità russe di fermare questo atto di aggressione e proteggere i civili ora.


SALVIAMO AHMAD DALLA PENA DI MORTE

Ahmadreza Djalali ricercatore iraniano-svedese, esperto di Medicina dei disastri e assistenza umanitaria, che per alcuni anni ha lavorato presso l’Università del Piemonte Orientale di Novara, arrestato nel 2016 in Iran, condannato a morte l’anno dopo per una falsa accusa di spionaggio ed a rischio di esecuzione.

Aggiornamento del 04.05.2022 – Le autorità iraniane hanno annunciato che intendono eseguire la condanna a morte di Ahmadreza Djalali entro il 21 maggio.


USA: PROTEGGERE IL DIRITTO ALL’ABORTO

Un disegno di legge in Texas negli Stati Uniti vorrebbe vietare l’aborto già a sei settimane di gravidanza, prima che la maggior parte delle persone sappia di essere incinta. La proposta include anche un programma di “ronde” che somiglia più a una caccia alle streghe: chiunque potrebbe citare in giudizio una persona sospettata di aiutare un’altra persona ad abortire, ottenendo addirittura una ricompensa di 10.000 dollari.


Negli ultimi cinque anni sono state oltre 82.000 le persone intercettate in mare e riportate in Libia: uomini, donne e bambini andati incontro alla detenzione arbitraria, alla tortura, a trattamenti crudeli, inumani e degradanti, agli stupri e alle violenze sessuali, ai lavori forzati e alle uccisioni illegali.
Il Memorandum d’Intesa tra Italia e Libia scadrà nel febbraio 2023 ma sarà rinnovato automaticamente per altri tre anni se le autorità italiane non lo annulleranno entro il 2 novembre 2022. Amnesty International – Italia continua a sollecitare il governo a sospendere e non rinnovare l’accordo.


Dal 20 settembre 2021 le ragazze afgane al di sopra dei 12 anni non possono andare a scuola, mentre le rigide restrizioni alla segregazione di genere nelle università hanno gravemente ridotto le possibilità per molte giovani donne di perseguire un’istruzione universitaria significativa. Il 22 marzo le scuole afgane riapriranno le porte dopo la pausa invernale. È arrivato il momento di fare pressione sui talebani affinché tutte le ragazze possano tornare nelle aule e riprendere la propria vita.


Con l’organizzazione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Pechino 2022, il governo cinese vuole mettere in evidenza lo status di superpotenza e distogliere l’attenzione dalle sue pessime condizioni in materia di diritti umani. Chiedi alle autorità cinesi di rispettare i diritti umani e di ritirare le accuse e rilasciare tutti coloro che sono perseguiti o detenuti per aver esercitato il diritto alla libera espressione.


I soldati e le milizie alleate con il governo etiope hanno commesso stupri contro donne e ragazze di etnia tigrina e hanno inflitto a loro e ai loro cari danni fisici e psicologici gravissimi.

Lo stupro e altre forme di violenza sessuale sono stati usati come armi di guerra per infliggere danni fisici e psicologici alle donne e alle ragazze del Tigray. Centinaia di loro sono state sottoposte a trattamenti brutali allo scopo di degradarle e privarle della loro umanità. La gravità e la dimensione di questi reati sessuali sono spaventose, al punto da costituire crimini di guerra e forse anche crimini contro l’umanità.


Migliaia di haitiani stanno viaggiando verso il confine tra Stati Uniti e Messico per cercare asilo negli Stati Uniti.

Il governo degli Stati Uniti sta rispondendo con violazioni dei diritti umani e violenze, incluse espulsioni di migliaia di haitiani. Queste deportazioni mettono gli haitiani a rischio di violenza, di rimanere senza casa, e anche a rischio di morte. In questo momento Haiti si trova nel mezzo di una crisi politica, economica e ambientale senza precedenti. I media hanno documentato le autorità di frontiera degli Stati Uniti mentre sfruttano e scherniscono gli haitiani, andando a cavallo e brandendo fruste.



Nel Niger, al confine con il Burkina Faso e il Mali, è in atto una crisi che continua a peggiorare. I gruppi armati si scatenano nei villaggi in sella alle loro moto seminando paura e distruzione. Rubano il futuro a ragazzi, poco più che bambini, reclutandoli per farne spie, vedette o per coinvolgerli negli scontri.

Il governo del Niger ha fatto troppo poco per proteggere i civili dall’escalation di violenza nella regione di Tillabéri. Non c’è più tempo da perdere. Servono azioni concrete per strappare bambini dalle mani dei gruppi armati.



I lavoratori migranti sono al centro della realizzazione del sogno del Qatar di ospitare la Coppa del Mondo FIFA 2022. Ma 10 anni dopo che la FIFA ha assegnato il torneo al Qatar, migliaia di loro vengono ancora sfruttati da datori di lavoro senza scrupoli. Oggi, mentre la FIFA è destinata a generare enormi entrate dalla Coppa del Mondo, i lavoratori migranti stanno ancora soffrendo per far sì che i mondiali abbiano luogo

La FIFA ha la chiara responsabilità di agire quando i lavoratori dei progetti connessi allo svolgimento della Coppa del Mondo sono a rischio di abuso sul lavoro e deve usare la sua influenza per sollecitare il Qatar a proteggere adeguatamente tutti i lavoratori migranti. 


Salomé è una leader nativa del popolo Kichwa nell’Amazzonia ecuadoriana. È una delle tante donne coraggiose dell’Amazzonia che sono state prese di mira e attaccate per il proprio lavoro in difesa della più grande foresta pluviale del mondo e per la sua lotta in difesa dei diritti umani.

Dopo aver avvertito il presidente Moreno dei rischi ambientali collegati alle attività petrolifere e dopo aver denunciato i casi di abusi sessuali contro le donne indigene, Salomé e la sua famiglia sono stati attaccati e minacciati. Il governo del presidente Moreno deve garantire giustizia e protezione alle donne dell’Amazzonia che difendono la natura e i diritti umani.


Narges Mohammadi, difensora dei diritti umani e prigioniera di coscienza in Iran, racconta di essere stata condannata ad un periodo di reclusione, alla fustigazione e a una multa per avere svolto attività pacifiche sui diritti umani.

Amnesty International chiede alle autorità iraniane di annullare la sentenza e la condanna di Narges Mohammadi, che si fonda esclusivamente sul legittimo esercizio dei suoi diritti alla libertà di espressione a e di assemblea.


Carolina Vilches Fuenzalida è attivista di Mujeres Modatima e di altre organizzazioni. E’ amministratrice locale e parteciperà alla stesura della nuova Costituzione cilena essendo stata recentemente eletta nell’Assemblea Costituente. Da alcuni anni Carolina riceve minacce, tentativi di screditare la sua attività e aggressioni. Il caso più grave è stato un tentativo di investimento in strada mentre era con suo figlio di 12 anni da parte di un furgone con vetri oscurati e senza targa. Questo evento è avvenuto dopo aver denunciato una grande impresa agricola (El Peñón de Zapallar, che tuttora continua a lavorare nel territorio) che ha diverse fattorie e che, secondo lei, continua ad estrarre acqua senza misurarne l’impatto sulla comunità circostante.


Il 22 febbraio 2021, Mikita Zalatarou, 17 anni, è stato condannato a cinque anni di colonia correttiva, dopo un processo segnato da irregolarità, per presunta “organizzazione di disordini di massa” e per aver lanciato una molotov ai piedi di due poliziotti antisommossa. È stato giudicato e condannato insieme a due adulti.

Durante le indagini e il processo, le autorità bielorusse hanno ignorato il suo diritto a non essere sottoposto a tortura e altri maltrattamenti e i suoi diritti a un giusto processo. È stato picchiato all’arresto e durante la detenzione e interrogato in assenza di un avvocato o di un adulto responsabile.


Nata nel cuore dell’Amazzonia colombiana, Jani Silva ha dedicato la sua vita alla difesa della foresta. L’amore per la sua terra ha visto Jani lottare con coraggio contro alcune compagnie petrolifere che minacciano la sopravvivenza della sua comunità.

Jani è stata pedinataintimidita da sconosciuti e minacciata di morte. La pandemia da Covid-19 ha peggiorato la situazione, costringendo gli attivisti a stare a casa e limitando la loro protezione.


A Malta, tre giovani rischiano la prigione a vita per avere aiutato altri richiedenti asilo a fuggire dalla tortura. Unisciti a noi per chiedere giustizia.

Amnesty International chiede alle autorità maltesi competenti di fare cadere le accuse verso i 3 della El Hiblu e di chiudere l’indagine prima di andare a giudizio.