27.01.2026 >
In occasione dell’81° anniversario dell’apertura dei cancelli di Auschwitz, Alba Bonetti, presidente di Amnesty International Italia, ha diffuso questa dichiarazione:
“‘È avvenuto, quindi può accadere di nuovo’. Per decenni, l’ammonimento di Primo Levi si è scolorito nelle nostre coscienze, a lungo fiduciose nel sistema di protezione costruito poco alla volta dopo la Seconda guerra mondiale. Un sistema incardinato nella Dichiarazione universale dei diritti umani e nelle convenzioni e nei trattati internazionali a quella ispirati, inclusa la Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, adottata dalle Nazioni Unite il 9 dicembre 1948, un giorno prima della votazione sulla Dichiarazione. Una coincidenza che non credo casuale.
Gli Stati, ispirati dal motto ‘Never again’, lavorarono per mettere le basi necessarie a evitare il ripetersi di tragedie immani quali la Shoah e per garantire la pace attraverso il diritto. Tuttavia, in particolare dall’inizio di questo secolo, abbiamo assistito al moltiplicarsi di crisi che hanno progressivamente delegittimato il diritto internazionale, la giustizia internazionale e diffuso in modo sempre più pervasivo la logica dei doppi standard: le regole valgono oppure no a seconda di quale stato le viola o ritenga conveniente farle valere. Tutte queste violazioni dei diritti umani hanno causato e causano vittime e sofferenze inenarrabili nel mondo.
In questa epoca oscura brillano ancora motivi di speranza: la Corte internazionale di giustizia sta esaminando due casi di violazione della Convenzione sul genocidio.
Il 27 gennaio celebriamo la Giornata della memoria, ricordando sei milioni di ebrei uccisi dai criminali nazisti con il contributo di altri paesi, tra cui l’Italia. Invito tutte e tutti a ricordare e a rammentare, a richiamare al cuore e alla mente, l’avvertimento ancora attuale di quella tragedia. Non un atto di memoria che guarda solo, e doverosamente, al passato. Anche un atto di memoria che, con le parole di Levi, si proietta sul nostro presente sollecitando quello che ciascuna e ciascuno di noi, a sua misura, può fare per contrastare le violazioni dei diritti umani.
