GRAZIE AMNESTY















2/2024 – “Grazie Amnesty per aver difeso i miei diritti, i nostri diritti. Grazie per il lavoro di sensibilizzazione che fate ogni giorno, per rivendicare la dignità di ogni persona“.

(Remon Karam, attivista per i diritti umani e mediatore culturale, fuggito dall’Egitto e arrivato da solo in Italia a 14 anni. La sua storia è stata raccontata da Francesca Barra nel libro “Il mare nasconde le stelle”. Collabora con Amnesty International Italia)


1/2024 – “Amnesty International va ringraziata per il lavoro immenso, incredibile che ha fatto sui diritti dei palestinesi”

(Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato dal 1967, durante una diretta con Amnesty International Italia)

“Nel corso del primo periodo della mia detenzione, in cui mi erano preclusi i contatti con l’esterno, mai avrei immaginato che vi sarebbe stata tanta solidarietà nei miei confronti. Ne ho avuto parzialmente notizia durante il primo colloquio con il mio avvocato, dopo oltre due settimane dall’arresto. Anche se non mi era ben chiara la portata del lavoro portato avanti in Italia, il sapere di poter contare sulla solidarietà di molti, non solo parenti, amici e conoscenti, ma anche di persone semplicemente e profondamente colpite dall’ennesimo sopruso perpetrato impunemente dall’occupazione israeliana, mi ha alzato il morale e contribuito a darmi la forza per non abbattermi.

La campagna che si è mobilitata in Italia ha giocato, a mio avviso, un ruolo fondamentale nel portare il mio caso all’attenzione generale, rendendo sconveniente per le autorità israeliane sottopormi ad un simile regime di detenzione.

Vorrei per questo esprimere grande gratitudine a tutti coloro che si sono spesi nel corso degli ultimi mesi, ognuno – dai singoli ai comitati, dai collettivi alle organizzazioni – mi ha permesso di poter tornare ad abbracciare la mia famiglia”.

(Khaled El-Qaisi, studente italo-palestinese, arrestato dalle forze israeliane nella Cisgiordania occupata il 31 agosto 2023, tenuto in carcere per motivi non resi noto fino al 7 ottobre 2023 e rientrato in Italia l’8 dicembre 2023)


“Grazie a tutte le attiviste e a tutti gli attivisti Lgbtqia+ che mi hanno accompagnato in questo difficile cammino verso la libertà. Grazie a tutta la comunità globale dei diritti umani che ha sostenuto la campagna #FreeSareh!”

(Zahra Sedighi-Hamedani, nota come Sareh, attivista Lgbtqia+ iraniana, ora in esilio in un luogo non rivelato. A causa del suo attivismo per i diritti umani, alla fine del 2021 era stata arrestata al confine con la Turchia, dove era intenzionata a chiedere asilo. Condannata a morte nel 2022 per “corruzione sulla Terra”, aveva ottenuto l’annullamento della sentenza e, grazie anche a una campagna di Amnesty International, nel marzo 2023 era stata scarcerata su cauzione)


“Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine per il vostro sostegno e la costante azione in favore della mia libertà. La vostra azione urgente ha avuto un ruolo determinante al fine di assicurare il mio ritorno in libertà. Sono rimasto molto colpito dalla vostra solidarietà”.

(Messaggio inviato ad Amnesty International da Mohamed Ibrahim Osman Bulbul, giornalista della Somalia assolto da ogni accusa l’11 ottobre 2023, solo 24 ore dopo il lancio dell’azione urgente che chiedeva la sua scarcerazione. Era stato arrestato il 17 agosto e incriminato, il 25 settembre, per “disprezzo nei confronti dello stato” e “diffusione di notizie false”, per un articolo in cui aveva denunciato l’appropriazione indebita di fondi europei destinati alla formazione delle forze di polizia.


“Sono emozionata e onorata di essere stata chiamata da Amnesty per leggere alcuni articoli della Dichiarazione universale dei diritti umani a dei giovanissimi ragazzi provenienti da vari istituti di Roma. Sono rimasta colpita dall’intelligenza emotiva di questi ragazzi nonostante la loro età. Grazie ancora, Amnesty!”

(Jenny De Nucci, attrice, influencer, testimonial di Amnesty International Italia, intervenuta il 4 dicembre 2023 a una cerimonia in Campidoglio per celebrare i 75 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani)


“Siamo sempre riconoscenti per tutto quello che fa Amnesty International per noi, è l’organizzazione più indipendente che ci sia!”

(Taghi Rahmani, giornalista ed ex prigioniero di coscienza iraniano, marito di Nages Mohammadi, difensora dei diritti umani e prigioniera di coscienza iraniana, premio Nobel per la pace 2023)


“Amnesty International difende i diritti umani. Ora però è il momento di difenderla, ringraziandola sempre per quello che fa, che è essenziale ed eccezionale. Grazie a persone come voi si riesce ancora ad avere fiducia nell’umanità”

(Marisa Laurito, attrice e attivista per i diritti umani)


“Il fatto che io sia qui oggi è merito vostro, di Amnesty International. Il fatto che io non abbia perso la speranza in carcere è merito vostro. Mi rendo conto che a qualcuno che ha un’altra agenda possa dare fastidio che Amnesty International protegga tutti i civili. Ma questo è quello che penso anche io, che faccio parte della famiglia di Amnesty International: tutti i civili vanno protetti dalla violenza”.

(Patrick Zaki, ospite il 12 novembre 2023 del Gruppo Giovani di Amnesty International Bisceglie)


“Grazie a tutta la vostra organizzazione per l’enorme lavoro che state facendo!”

(Messaggio di Alex Zanotelli, missionario comboniano, attivista per i diritti umani)


“Grazie a tutte le persone che hanno contribuito al mio ritorno. Il primo pensiero, quando sono atterrata, è stato per Osman Kavala, ingiustamente condannato all’ergastolo in Turchia. Poi, ho pensato alle mie compagne di prigionia nel reparto di Evin, come Niloufar Bayani, Sepideh Kashani e Kylie Moore Guilbert, che mi hanno sostenuto dal momento del mio arresto. Penso alle mie connazionali che devono ancora ritrovare la libertà”. 

(Fariba Adelkhah, antropologa franco-iraniana trattenuta in carcere in Iran dal giugno 2019 al febbraio 2023 con l’accusa di spionaggio, rientrata in Francia il 18 ottobre 2023)


“Virginia Laparra Rivas ha preso parte a molte importanti indagini sulla corruzione in Guatemala: ha indagato sul giudice Lesther Castellano Rodas e lui nel 2018 l’ha denunciata per “abuso d’ufficio” e “diffusione di notizie riservate”. Arrestata arbitrariamente, è stata condannata a quattro anni di carcere. La Corte suprema di giustizia non ha ancora esaminato il nostro ricorso. Virginia Laparra non è una criminale, è un’avvocata, una madre, una sorella, una figlia, una sposa. Mi ha inviato una lettera in cui scrive che ringrazia moltissimo per il vostro sostegno, per aver firmato l’appello per la sua libertà”.

(Messaggio di Wendy Geraldina de los Angeles Lopez Rosales, avvocata di Virginia Laparra Rivas, a sua volta un’avvocata che sta scontando una condanna a quattro anni di carcere come rappresaglia per aver denunciato la corruzione all’interno della magistratura).


“Buonasera! Purtroppo, le circostanze mi impediscono di essere con voi di persona. La mia assenza è dovuta al fatto che il mio passaporto è stato confiscato dal regime iraniano e mi è stato imposto un divieto di viaggio e lavoro. Immagino che a loro non sia piaciuto ‘Kafka a Teheran’. Tuttavia, sono orgoglioso di vedere che il mio film esce in Italia, un paese che mi ha accolto calorosamente e che io considero profondamente come la mia seconda casa. Nonostante tutte queste limitazioni, la bellezza dell’arte è che non conosce confini o limitazioni. ‘Kafka a Teheran’ è il riflesso della mia anima. Mentre il film parla di cose serie e profonde, vi invito a trovare dei momenti leggeri e divertenti, perché di fronte a regimi oppressivi, un sorriso può essere un potente atto di sfida. Quindi, grazie per aver organizzato questa serata! Godetevi l’esperienza, sorridete e immergetevi nel film”.

(Messaggio inviato da Ali Asgari, regista insieme ad Alireza Khatami del film “Kafka a Teheran”, oggetto di due proiezioni speciali organizzate da Academy Two e Amnesty International Italia a Roma il 5 ottobre 2023)


“Amnesty International nel mio percorso mi ha dato davvero molto. E sapere che apparterrete anche voi in maniera diretta a questo disco è emozionante”.

(Lorenzo Lepore, vincitore del premio Emergenti al festival “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” nel 2022, alla vigilia dell’uscita del suo primo album


“Tutto è cambiato quando ho realizzato che la mia arte potesse diventare anche protesta politica e sociale. Artivismo. La potenza comunicativa di un poster affisso su un muro, specie se quello giusto, è più forte di mille parole.
Fare luce e indignarsi sulle violazioni dei diritti umani, sociali e civili dovrebbe essere una prerogativa di ogni essere umano se si vuole costruire un mondo migliore. Aver unito il mio lavoro e la mia passione alla lotta per i diritti umani è stata la scelta più naturale che potessi fare, nella mia vita.
Ricevere un premio oggi mi spinge e mi motiva ad andare avanti, a fare di più.
Un premio che voglio dedicare a tutti gli esseri umani che vivono in uno stato di privazione dei propri diritti, e penso quindi alle donne iraniane che lottano, sacrificando la loro vita, per vivere in un paese migliore, libero da tradizioni barbare e fondamentalismi religiosi. Il loro coraggio è un grande esempio. Non bisogna però dimenticarle, abbandonarle in questa lotta. Ringrazio Amnesty International – Italia perché non abbassa mai la guardia, neanche per un secondo”.

(Laika, artista e attivista, vincitrice del premo “Arte e diritti umani” 2023 di Amnesty International Italia)


“Grazie per essere sempre dalla parte di mio padre e degli altri prigionieri di coscienza del Bahrein. Ecco cosa significa la solidarietà. Grazie per la vostra!”

(Maryam al-Khawaja, figlia di Abdulhadi al-Khawaja, difensore dei diritti umani del Bahrein. Condannato all’ergastolo nel 2012 per aver denunciato la repressione delle proteste pacifiche dell’anno precedente, è in sciopero della fame da settimane)


“Il sostegno e il patrocinio di Amnesty International, la più rispettata organizzazione per i diritti umani al mondo, al mio film ‘Il sole sorgerà’ mi hanno colpito fortemente. Il patrocinio avrà un peso a livello internazionale”.

(Ayat Najafi, regista iraniano, il cui ultimo film “Il sole sorgerà” è stato presentato il 30 agosto 2023 alla LXXX Mostra internazionale del cinema di Venezia)


“Mohamed el-Baqer e sua moglie Naema vi ringraziano per il lavoro svolto e il sostegno ricevuto. Mohamed ha aggiunto che tutte le persone di Amnesty International hanno fatto più di quanto lui si aspettasse e che non scorderà mai il fatto che si sono schierate in suo favore”

(Messaggio del team di ricerca sull’Egitto del Segretariato Internazionale di Amnesty International. Mohamed el-Baqer, avvocato egiziano per i diritti umani, è stato scarcerato il 20 luglio 2023 a seguito di un provvedimento di grazia. Stava scontando una condanna a quattro anni di carcere per reati di opinione)


“Sono felicissima e contenta di proiettare il film; voglio ringraziare voi, ringraziare il Festival e Amnesty International Italia per averlo sostenuto e averne promosso la visione, soprattutto in questo momento in cui la Siria non fa più notizia e la gente pensa che tutto vada bene. Ma non va bene, no: in Siria ora è ancora peggio perché prima della guerra c’era la speranza che qualcosa sarebbe cambiato. In realtà quello che è successo è che siamo tornati a zero, senza speranza.

(Soudade Kaadan, regista siriana del film “Nezouh”, premio diritti umani di Amnesty International al Med Film Festival 2022 e proiettato il19 agosto 2023 al festival “Vicoli corti” di Massafra)


“Meno male che c’è Amnesty International che tanto si batte per evitare e lenire le profonde ingiustizie. Un grazie enorme a Patrick Zaki, alla sua famiglia e a tutti quelli che gli sono stati vicini, come Amnesty International”

(Andrea Scanzi, commento del 21 luglio 2023 alla grazia ottenuta da Patrick Zaki il giorno prima)


“Ero veramente in un momento buio. Un giorno mia sorella mi è venuta a trovare portandomi alcune lettere dalle scuole italiane, che mi hanno salvato la vita. Ho letto che c’erano studenti, bambini che volevano veramente incontrarmi una volta libero. Penso a quel momento ogni volta che mi sento giù. Penso a quanto sia stato molto emozionante, mi ha colpito nel profondo e mi ha dato la forza per resistere sempre di più nella mia piccola cella al Cairo. Vi sono davvero riconoscente per questa iniziativa e sarò molto felice di poter partecipare alle attività di Amnesty International nelle scuole!”

(Patrick Zaki, difensore dei diritti umani egiziano, in visita alla Sede Nazionale di Amnesty International Italia il 28 luglio 2023)


“Prima di tutto, sono molto felice e mi sento molto emozionato di essere oggi nell’ufficio di Amnesty International, che c’è stata sempre quando non potevo combattere da solo e dopo anni di prigione. Apprezzo veramente tanto tutto quello che avete fatto. In Italia e in Europa tutti hanno conosciuto la mia storia, hanno saputo del mio caso, grazie agli appelli, ai post e a tutte le manifestazioni che avete organizzato. Non vedo l’ora di lavorare, come difensore dei diritti umani, per la libertà di parola, per le libertà accademiche, per la libertà dei giornalisti, per chiunque voglia essere libero di dire la propria opinione. Io difenderò queste persone. Proverò a fare del mio meglio per liberare quante più persone possibile. Grazie!”

(Patrick Zaki, difensore dei diritti umani egiziano, in visita alla sede nazionale di Amnesty International Italia il 28 luglio 2023)


“Prima di tutto, sono molto felice e mi sento molto emozionato di essere oggi nell’ufficio di Amnesty International, che c’è stata sempre quando non potevo combattere da solo e dopo anni di prigione. Apprezzo veramente tanto tutto quello che avete fatto. In Italia e in Europa tutti hanno conosciuto la mia storia, hanno saputo del mio caso, grazie agli appelli, ai post e a tutte le manifestazioni che avete organizzato. Non vedo l’ora di lavorare, come difensore dei diritti umani, per la libertà di parola, per le libertà accademiche, per la libertà dei giornalisti, per chiunque voglia essere libero di dire la propria opinione. Io difenderò queste persone. Proverò a fare del mio meglio per liberare quante più persone possibile. Grazie!”

(Patrick Zaki, difensore dei diritti umani egiziano, in visita alla sede nazionale di Amnesty International Italia il 28 luglio 2023)


“Ringraziamo Amnesty International Italia per questo bellissimo messaggio che è stato di grande conforto. Ieri è stata una giornata di grande emozioni e di dolore, ma anche di propositi concreti. Gli interventi si sono accresciuti e hanno parlato anche altre persone che hanno aderito alla mobilitazione, con apporti di grande caratura e con determinazione al cambiamento”.

(Messaggio inviato da Letizia Caselli, promotrice del Comitato Parenti Residenza Paradiso di Ferrara, al termine della manifestazione “Violati i diritti umani, Bergamo e l’Italia non dimenticano” svoltasi a Bergamo il 28 giugno 2023 per chiedere giustizia per tutte le vittime di Covid-19, in particolare per le tante persone anziane decedute nelle residenze socioassistenziali italiane)


È davvero una sensazione incredibile essere nuovamente tra le braccia della mia famiglia dopo 29 anni. Grazie ai miei avvocati che non hanno mai desistito dal raccontare la verità, grazie alla mia famiglia e a tutti coloro che mi sono stati accanto in questo terribile incubo”.

(Barry Jones, cittadino statunitense, tornato in libertà il 15 giugno 2023 dopo aver trascorso 29 anni nel braccio della morte dello stato dell’Arizona. Era stato condannato alla pena capitale nel 1995 per l’omicidio della figlia della sua compagna, un delitto di cui è stata finalmente riconosciuta la sua innocenza) 


“Voglio ringraziare Amnesty International Italia per averci appoggiato e aver continuato a sostenerci in questa lotta. La giustizia non dev’essere concessa ma dev’essere ottenuta attraverso la nostra perseveranza e il nostro impegno!”

(Mohamed Dihani, difensore dei diritti umani del Sahara occidentale attualmente in Italia in attesa del riconoscimento della protezione internazionale) 


“Grazie per avermi protetto mentre ero in prigione. Il vostro lavoro ha reso le cose più difficili alle autorità israeliane, con la vostra campagna siete riusciti a cambiare le cose”

(Issa Amro, difensore dei diritti umani della Palestina, a Roma il 24 maggio 2023 per la cerimonia di conferimento del Premio “Sport e diritti umani” 2023 alla calciatrice palestinese Natali Shaheen)


“Sono molto onorato e ringrazio per questo premio, mi fa sentire sicuramente, nel mio piccolissimo, un po’ utile nel parlare di argomenti che purtroppo vengono raramente presi in considerazione dai media ufficiali; mi dà un senso d’importanza riuscire a parlare dei valori umani, anche della parte emotiva delle persone che viene sempre trascurata”.

(Manuel Agnelli, vincitore con “Severodonetsk” del premio di Amnesty International Italia e Voci per la libertà per il migliore brano sui diritti umani del 2022, durante la cerimonia di conferimento del premio svoltasi a Torino il 9 giugno 2023)


“Grazie, Amnesty, per aver dichiarato l’operatore umanitario palestinese di Gaza Mohamed al-Halabi prigioniero di coscienza!”

(Sophie McNeill, giornalista australiana, ricercatrice di Human Rights Watch, autrice del libro “We Can’t Say We Didn’t Know”)


“Ringrazio per questo premio, di grande valore perché mette in evidenza l’importanza di rispettare i diritti umani nel mondo dello sport”

(Gary Lineker, ex calciatore britannico, attualmente commentatore sportivo per la Bbc, vincitore del premio straordinario Sport e diritti umani 2023 di Amnesty International e Sport for Society)


“Quando mi hanno chiamata per annunciare che avrei ricevuto il premio, non potevo credere alle mie orecchie. Non me lo sarei mai aspettata. Sono estremamente grata per questo riconoscimento, che dedico a tutte le persone che mi hanno sostenuta, che hanno sempre creduto in me e che continuano a farlo. Sono onorata di ricevere questo meraviglioso e importante premio”.

(Natali Shaheen, capitana della nazionale di calcio femminile della Palestina, attualmente calciatrice in Sardegna, vincitrice del premio Sport e diritti umani 2023 di Amnesty International Italia e Sport for Society)


“Voglio esprimere la mia più profonda gratitudine per il vostro continuo appoggio e per la reiterata richiesta che io sia scarcerata. Per me significa molto sapere che l’organizzazione internazionale rispettata come Amnesty International sostenga la mia innocenza!”

(Leila de Lima, senatrice dell’opposizione delle Filippine in carcere dal 24 febbraio 2017. Il 12 maggio 2023 è stata assolta da una delle due pretestuose accuse di traffico di droga con le quali il governo dell’ex presidente Duterte aveva cercato di ridurla al silenzio per le sue costanti critiche e denunce di violazioni dei diritti umani)


“Non passa giorno senza che io ringrazi Amnesty International per il meraviglioso lavoro che fa in favore dei diritti umani, anche riguardo al mio paese su cui agisce da 44 anni”

(Le parole di Pegah Moshir Pour, attivista per i diritti umani e digitali italo-iraniana, durante l’inaugurazione del ciclo di incontri “Maggio. Il mese dei diritti e della legalità” svoltasi a Mesagne il 2 maggio 2023)


“Il 18 aprile ho visitato Sasha. Adora la primavera, anche se è reclusa. Vi saluta caramente e vi ringrazia per tutte le cartoline spedite da Amnesty International. Grazie per le emozioni che le date!”

(L’avvocata di Aleksandra Skochilenko, attivista femminista russa, arrestata nell’aprile 2022. Rischia fino a 10 anni di carcere per aver sostituito, in un supermercato di San Pietroburgo, i cartellini dei prezzi con informazioni e messaggi contro la guerra all’Ucraina)


“Ringrazio infinitamente Amnesty International, che mi ha accompagnata nel cammino verso la giustizia, mi ha dato protezione, mi ha resa più forte in tutti questi anni e alla fine ha fatto sì che venissi ascoltata!”

(Esperanza Lucciotto, madre di Karla Pontigo, vittima di femminicidio in Messico il 28 ottobre 2012. A seguito di una campagna di Amnesty International, il 13 gennaio 2023 la procura generale dello stato di San Luis Potosí ha istituito un ufficio speciale sui femminicidi per indagare sulle morti violente delle donne da una prospettiva di genere)


“Credo che per il nuovo processo ci vorranno sei mesi, forse un anno. Sarà un periodo cruciale e per questo chiedo il vostro sostegno. Intanto, grazie!”

(Hakamada Iwao, 87 anni, 45 dei quali trascorsi nel braccio della morte per lo più in isolamento, ringrazia le oltre cento persone, compresi rappresentanti di Amnesty International, intervenute a un evento per festeggiare la sentenza del 13 marzo 2023 con cui l’Alta corte di Tokio ha ordinato un nuovo processo) 


“Amnesty International è stata utile ed è servita a rafforzare la mia richiesta di maggiore protezione. Lo so perché molte persone mi hanno cercato per dirmi che avevano letto la dichiarazione di Amnesty. Quella dichiarazione ha generato molta consapevolezza e interesse e ha messo maggiore pressione al governo. Di conseguenza, il governo ha dovuto dare assicurazioni che ero salvo e che i miei diritti erano protetti. Sono sicuro che le lettere ricevute dal governo hanno avuto un ruolo determinante nel costringerlo a cedere. Dunque, al momento le cose vanno bene. Non ho ricevuto più molte minacce”.

(Madi Jobarteh, difensore dei diritti umani del Gambia, accusato pubblicamente dal governo di essere un “agitatore” e di voler portare la violenza nel paese. Nel maggio 2022 Amnesty International aveva lanciato un’azione urgente in suo favore)


“Il rapporto [di Amnesty International sulla Colombia] è importantissimo perché conferma quanto avevamo sostenuto come donne: che, nei centri di detenzione, le donne sono state abusate sessualmente, subendo differenti tipi di violenza di genere da parte delle forze dell’ordine. Che questo sia stato riconosciuto [da Amnesty International] dà un mandato chiaro per generare all’interno delle forze militari una cultura che le converta in una forza di pace, piuttosto che per la guerra, com’è sempre stato. I corpi delle donne non possono essere usati per disincentivare la protesta sociale, che è un diritto costituzionale”.

(Maria José Pizarro, artista e senatrice della Colombia, intervistata dal quotidiano “Domani” l’11 marzo 2023)


“Sono sempre più convinto che il razzismo non abbia spazio nella nostra società. Questa è una grande vittoria, non solo per me e per le persone di colore ma anche per chi, da anni, lotta contro il razzismo, contro la profilazione etnica e in favore di un trattamento uguale”.

(Mpanzu Bamenga, uno dei due promotori di un ricorso alla Corte d’appello dei Paesi Bassi, accompagnato anche da Amnesty International, contro la profilazione etnica. Il 14 febbraio 2023 la Corte gli ha dato ragione sostenendo che la prassi di selezionare persone da sottoporre a controlli di polizia sulla base di aspetti esteriori è una grave forma di discriminazione ed è pertanto fuorilegge)


“Ringrazio Amnesty International Italia per tutto quello che sta facendo per l’Iran, non solo a mio nome ma a nome di tante attiviste e tanti attivisti che parlano di ciò che sta facendo la vostra organizzazione”

(Azam Bahrami, rifugiata politica iraniana in Italia, al convegno “Iran: diritti violati” svoltosi ad Aosta il 10 febbraio 2023)


“Ringrazio tutto il mondo per il sostegno ricevuto. Sono felice di essere stata liberata ma, in fondo al mio cuore, non provo contentezza [per il fatto che molte altre compagne di prigionia sono rimaste in cella]”

(Niloufar Shakeri, attivista per i diritti umani dell’Iran, arrestata il 10 ottobre 2022 per aver solidarizzato con le proteste e scarcerata il 9 febbraio 2023)


“Grazie ad Amnesty International Italia per l’importante contributo alla promozione e alle proiezioni del film!”

(Christian Carmosino, regista del film “Il paese delle persone integre”, una storia di attivismo del Burkina Faso, proiettato in diverse città italiane tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio del 2023)


“Grazie ad Amnesty Italia che era sin dal primo giorno al fianco di Patrick Zaki e che ci ha chiamati a raccolta in tutti questi anni per chiedere giustizia, libertà e verità!”

(Tweet di Filippo Sensi – ex parlamentare, promotore della risoluzione della Camera dei deputati per il conferimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki – all’indomani della mobilitazione del 7 febbraio 2023, in occasione del terzo anno dall’arresto dello studente egiziano dell’Università di Bologna)


“Vi trasmetto i ringraziamenti di Chow Hang-Tung, in particolare per le campagne svolte dalle sezioni di Amnesty International in Italia e in altri trenta stati del mondo. Legge ogni lettera inviatale anche se la direzione della prigione consente di tenere non più di 30 lettere a volta”.

(Johnson Yeung, presidente di Amnesty International Hong Kong, dopo la visita in carcere a Chow Hang-Tung, difensora dei diritti umani in carcere per aver promosso commemorazioni del massacro di Tianamnen del 1989 in Cina)


“Per me il potere della campagna ‘Write for Rights’ è come il potere dell’amore: una volta che t’innamori non importano l’etnia, la fede, la lingua. ‘Write for rights’ è così: non importa di dove sei, che lingua parli, cosa pensi, perché sei un essere umano. Il potere di ‘Write for Rights’ riesce a fare miracoli, a ridarti dignità e diritti, a farti appartenere nuovamente alla razza umana. Vi ringrazio perché salvate vite umane e lottate per un mondo più giusto”.

(Magai Matiop Ngong, condannato a morte in Sud Sudan nel 2017, quando aveva appena 15 anni, e uscito dal braccio della morte il 29 luglio 2020 grazie agli appelli di Amnesty International)


“Ringrazio Amnesty International per averci fatto questo straordinario regalo, il rapporto sul sistema di apartheid israeliano contro i palestinesi”

(Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento europeo, fondatrice dell’Associazione per la pace in Palestina)


“Quando ero un agente di polizia, non avevo mai riflettuto sulla pena di morte. Ora che riguarda me, comprendo bene quanto costituisca un tormento. Sapere che hai la data di esecuzione e che tutto è pronto per metterti a morte, senza di fatto poter far nulla, è una tortura. Ringrazio comunque coloro che hanno fatto il possibile per impedire tutto questo”.

(Le ultime parole di Robert Fratta prima che venisse messo a morte il 10 gennaio 2023 in Texas, Stati Uniti d’America)