02.04.2026 >
Il prossimo 25 aprile segnerà il decimo anniversario della detenzione arbitraria dell’accademico svedese iraniano Ahmadreza Djalali, già ricercatore presso l’Università del Piemonte Orientale di Novara. Arrestato in Iran con l’accusa di spionaggio, è stato condannato a morte al termine di un processo gravemente iniquo e privo delle più basilari garanzie.
Nel corso della detenzione ha subito gravi e ripetute violazioni dei diritti umani: lunghi periodi di isolamento, la negazione dell’accesso a un legale, torture e altri maltrattamenti, incluse minacce di morte finalizzate a estorcere una “confessione”.
Le sue condizioni di salute, già compromesse, si sono progressivamente aggravate nel tempo.
La moglie e i figli hanno dovuto affrontare enormi difficoltà per ottenere informazioni affidabili sulla sua situazione, vivendo anche prolungati periodi di totale silenzio che hanno alimentato angoscia e timori per la sua vita.
Nell’ultimo anno, la sua esistenza è stata ulteriormente esposta a pericoli, in relazione alle operazioni militari israeliane e statunitensi in Iran, anche contro strutture detentive.
Fin dall’inizio, Amnesty International si è impegnata con determinazione per la sua liberazione, attivando ogni canale diplomatico disponibile e continuando a farlo senza sosta, nonostante la persistente mancanza di risposte da parte delle autorità iraniane.
Per mantenere viva l’attenzione pubblica e non dimenticare Ahmadreza Djalali, invitiamo autorità, giornalisti, studenti, associazioni e cittadini a partecipare al presidio organizzato da Amnesty International – Novara, sabato 11 aprile 2026 alle ore 16:00 in Piazza Matteotti a Novara.
All’iniziativa parteciperanno il Sindaco di Novara, Alessandro Canelli e alcuni docenti dell’Università del Piemonte Orientale, colleghi di Ahmadreza Djalali durante la sua permanenza in città.
