Le Azioni Urgenti

Il programma Azioni Urgenti ha lo scopo di salvare persone che vivono situazioni di emergenza per quanto riguarda i Diritti Umani. Si tratta di un metodo di risposta rapida realizzato per proteggere individui la cui vita o integrità fisica è in pericolo.

CHI CERCHIAMO DI AIUTARE ?

Le Azioni Urgenti sono utilizzate per salvare prigionieri che vengono torturati o che corrono il rischio di esserlo, che hanno bisogno di cure mediche o che rischiano l’esecuzione capitale immediata. Vengono attivate nei momenti critici dei processi per tutelare prigionieri politici da trattamenti iniqui, per ritrovare persone “scomparse”, per aiutare richiedenti asilo che, se rinviati al loro paese, rischiano di subire violazioni dei Diritti Umani.

COME FUNZIONA IL SISTEMA AZIONI URGENTI

La velocità è vitale. Amnesty International, rilasciando un’Azione Urgente, attiva una rete mondiale di attivisti che inviano messaggi in tempo reale al Governo target. La scheda dell’Azione Urgente contiene tutte le informazioni necessarie: la situazione dettagliata, il testo consigliato per l’appello, gli indirizzi ai quali inviare l’appello e il tempo limite entro il quale concludere l’azione. Sovente si tratta di indirizzi mail e quindi il processo di invio è semplice, economico e richiede un tempo minimo.

COSA PUOI FARE

Su questa pagina, qui di seguito, puoi trovare alcune Azioni Urgenti rilasciate in questi giorni dalla nostra Organizzazione. Partecipa anche tu: leggi le informazioni e poi invia l’appello. Avvisaci tempestivamente con una mail nel caso ti pervenisse una risposta dalle autorità target.

SCRIVI UNA LETTERA, SALVA UNA VITA


SAMOA: TALALELEI PAUGA

Talalelei Pauga is a vocal critic of the Samoan government’s policies and is known for protesting the former Samoan Prime Minister’s 2018 visit to Australia by presenting him with a pig’s head.
Accused of conspiring to assassinate the former Samoan Prime Minister, Amnesty International believes these charges are politically motivated and that Pauga will not receive a fair trial in Samoa.



COLOMBIA – JOSE’ ALBERTO TEJADA

On 7 July 2021 a local civil society organization received confidential information about a plan to kill journalist José Alberto Tejada. Since 28 April, he has faced more than 14 security incidents including surveillance by unidentified men and a security forces official had treated with killing him. José Alberto Tejada’s work has been crucial in denouncing human rights violations and crimes under international law by the security forces during the Colombian National Strike, in the city of Cali (West). We urge the National Protection Unit of the Ministry of Interior to provide him with appropriate protection measures with his agreement.


BIELORUSSIA: ALES BIALIATSKI E ALTRI

I difensori dei diritti umani bielorussi Ales Bialiatski, Valyantsin Stefanovich e Uladzimir Labkovich rimangono in custodia cautelare e affrontano accuse inventate come rappresaglia per il loro lavoro sui diritti umani per il Centro per i diritti umani Viasna. La loro persecuzione fa parte della sistematica repressione della società civile e degli attivisti per i diritti umani in corso dalle proteste post-elettorali dell’agosto 2020. Non hanno commesso alcun crimine e dovrebbero essere immediatamente rilasciati.


MYANMAR: THIN THIN AUNG

Ben nota difensora dei diritti umani Thin Thin Aung è stata condannata a tre anni di carcere a causa di materiali pubblicati e trasmessi su social media di cui era co-fondatrice. Centinaia di persone stanno affrontando accuse simili in Myanmar e migliaia sono detenute arbitrariamente, dal colpo di stato di 1 febbraio, semplicemente per l’esercizio pacifico dei loro diritti alla libertà di espressione, associazione e riunione. L’esercito del Myanmar deve rilasciare immediatamente ed incondizionatamente Thin Thin Aung e tutte le altre persone detenute arbitrariamente e far cadere le accuse contro di loro.


INDONESIA: SAIFUL MAHDI

Saiful Mahdi, docente universitario all’Università Syiah Kuala nella provincia di Aceh, è stato condannato per diffamazione a tre mesi di carcere e ad una multa per aver scritto in una chat di gruppo su WhatsApp criticando il procedimento dell’università per l’assunzione dei candidati al ruolo di docenti. Il 29 giugno 2021, la Corte Suprema Indonesiana ha respinto l’appello in cassazione e ha confermato il verdetto di colpevolezza della corte inferiore. Amnesty International chiede al Presidente di graziare Saiful Mahdi, che è stato preso di mira soltanto per aver espresso la sua opinione.


EGITTO: AHMED SAMIR SANTAWY

Il ricercatore egiziano e dottorando Ahmed Samir Santawy ha iniziato lo sciopero della fame il 23 giugno dopo che un “tribunale d’emergenza” lo ha condannato a quattro anni di reclusione per aver pubblicato “notizie false”. La sua condanna è basata unicamente su post sui social media che criticavano le violazioni dei diritti umani in Egitto e la cattiva gestione da parte dello Stato della pandemia. Le sentenze dei “tribunali d’emergenza” non possono essere impugnate e sono soggette solo all’autorizzazione del Presidente. Ahmed Samir Santawy è un prigioniero di coscienza e deve essere rilasciato immediatamente ed incondizionatamente.


FRANCIA: FRÉDÉRIC VUILLAUME

Il processo al sindacalista Frédéric Vuillaume inizierà il 20 maggio. La sua partecipazione pacifica alle proteste dei “Gilet Gialli” fin dal suo inizio è stata segnata da parecchi arresti e detenzioni preventive, analogamente a migliaia di altri manifestanti pacifici in Francia.
È stato accusato di “attroupement” (partecipazione a un assembramento con minacce all’ordine pubblico) per l’esercizio del suo diritto di assemblea pacifica e rischia fino ad un anno di carcere oltre a una multa. Queste accuse assurde devono essere ritirate.