Quando #restareacasa non è possibile

Lettera aperta al Comune di Torino

Ogni anno la Città di Torino, con Croce Rossa Italiana e Protezione Civile, allestisce un campo nell’ambito del “Piano di Inclusione Sociale” – area 5 (azioni e interventi di rete per l’inclusione sociale dei cittadini in condizioni di marginalità estrema). Quest’anno lo smantellamento, previsto per il 31 marzo, è stato prorogato per far fronte all’emergenza sanitaria COVID-19 sino al 3 maggio, scadenza fissata dal DPCM del 10 aprile 2020. In questi mesi le persone senza dimora hanno ricevuto ospitalità notturna in container di lamiera. Ogni modulo ospitava fino a 4 persone che, il mattino seguente, erano costrette ad abbandonare il campo per farvi ritorno la sera.

Nonostante l’effettivo sgombero fosse stato pianificato con largo anticipo, nessun preavviso è stato dato alle persone (96 uomini, 12 donne e altre 30 persone lasciate in un tendone della Protezione Civile in quanto le domande erano superiori ai posti disponibili). Sin dal mattino del 4 maggio, gli ospiti si sono ritrovati in strada senza alcuna alternativa. Alcuni sono rimasti nel giardino adiacente al campo, altri hanno autonomamente deciso di raggiungere piazza Palazzo di Città, dove tuttora trovano riparo.

La vicesindaca Sonia Schellino, in una nota pubblicata il 4 maggio, ha affermato il potenziamento del sistema di accoglienza della Divisione Servizi Sociali. Per quanto sia vera la convenzione con strutture esterne e l’ampliamento dei posti (25 ulteriori), l’accesso alle strutture (ove possibile) è maggiormente monitorato e vincolato ad un tampone negativo a garanzia della salute sia degli ospiti che degli operatori già presenti nei dormitori. In assenza di sintomi e con la scarsa dotazione di tamponi della Regione Piemonte risulta alquanto inverosimile l’inserimento nelle graduatorie.

Al momento il sostegno fornito dall’amministrazione pubblica alle persone accampate sotto i portici di Piazza Palazzo di Città e in Piazza d’Armi è del tutto inadeguato e insufficiente: i pochi aiuti alimentari ricevuti sinora sono frutto della solidarietà di movimenti, singoli cittadini e organizzazioni del terzo settore. Le condizioni igieniche si aggravano quotidianamente, considerato inoltre che i bagni degli esercizi commerciali non sono agibili, né sono stati aperti i bagni pubblici in prossimità.

Nonostante il comunicato dell’Ordine dei Medici sul grave rischio sanitario, l’amministrazione comunale non ha ancora dichiarato come intende trovare tempestivamente una soluzione per chiunque viva in strada.

Alla luce di queste premesse:

Chiediamo che il Comune di Torino si faccia carico della situazione sopra descritta, offrendo una soluzione abitativa almeno fino al termine dell’emergenza sanitaria Covid-19.

Chiediamo inoltre che da subito si proceda alla riapertura dei bagni pubblici per permettere alle persone senza dimora di usufruirne.

Chiediamo che sia affrontata la necessità di accesso al cibo, allargando alle persone in strada il servizio offerto nei dormitori pubblici.

Torino, 10 maggio 2020

Primi firmatari: APS Eufemia | Il Gusto del Mondo | Food not Bombs – Torino | greenTO | Unione Culturale “Franco Antonicielli” | Legambiente metropolitano Torino | Carovane Migranti | Rete O.N.G. | Associazione Magazzino sul Po | Amnesty International Piemonte e Valle d’Aosta | ARCI Comitato Territoriale Torino | Shamrock Inn | Sezione ANPI “A.Alasia” di Villastellone | ASGI Piemonte | APS Panafricando | Comitato Mamme in piazza per la Libertà di dissenso | UISP Comitato Torino | Associazione Gruppo Abele Onlus | Sezione ANPI “68 Martiri” di Grugliasco | Circolo Archi Primo Maggio – Nichelino | Tavolo culturale Borgo Vittoria | Tavolo Barca e Bertolla | Eco dalle Città | Cooperativa La Rondine | Gruppo compagni Bodoni | Libera Associazioni nomi e numeri contro le mafie – Coordinamento Piemonte | Co.Mu.Net. Officine Corsare | Santourin | ACEP – Associazione comunità eritrei in Piemonte | Stelo ONLUS | SPIGA – Forno Sociale

Per ulteriori adesioni scrivere a: info@eufemia.eu