SALA STAMPA


In questa pagina puoi trovare tutti i COMUNICATI STAMPA rilasciati da Amnesty International – Italia.

Per maggiori informazioni, aggiornamenti e interviste è possibile inviare una mail, contattare il numero +39 06 4490224 oppure i cellulari +39 348 6974361 e +39 345 7820183.







































































05 febbraio 2024 – Israele: brutale campagna di violenza contro i palestinesi della Cisgiordania occupata


















18 gennaio 2024 – Ilaria Salis: il governo si adoperi per il rispetto dei suoi diritti

Amnesty International Italia ha scritto alla presidente del Consiglio Meloni, al vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Tajani, al ministro della Giustizia Nordio e, per conoscenza, all’ambasciatore italiano in Ungheria Jacoangeli sollevando una serie di preoccupazioni riguardo alla situazione di Ilaria Salis, in detenzione preventiva nel carcere di massima sicurezza di Budapest da febbraio 2023.

L’organizzazione per i diritti umani ha sottolineato le condizioni degradanti in cui è detenuta Ilaria Salis, riferite dai suoi familiari e dai suoi legali, e ha evidenziato come la mancanza di traduzione di una parte degli atti processuali e di accesso ai video depositati come prove incriminanti violino il diritto, internazionalmente riconosciuto, a un processo equo.

Nella lettera al governo, Amnesty International Italia ricorda come i legali di Ilaria Salis abbiano ripetutamente presentato istanza per chiedere che le misure cautelari fossero svolte nello stato di residenza dell’imputata, in ottemperanza alla Decisione quadro 2009/829/GAI del Consiglio: tali richieste, mai sostenute dall’ambasciata italiana a Budapest, sono state respinte dalla magistratura ungherese.

Amnesty International Italia chiede pertanto al governo Meloni di “intraprendere ogni azione possibile per garantire i diritti fondamentali a Ilaria Salis e a rispondere con la massima solerzia alle richieste dei legali e della famiglia di adoperarsi per consentire che abbia luogo un processo in Italia”.


16 gennaio 2024 – Supercoppa italiana in Arabia Saudita

“Il calcio non può rinunciare ai valori, vendere la passione dei tifosi e se stesso, in cambio di soldi. Se lo fa minaccia la sua stessa identità di sport per trasformarsi in strumento di un processo di cancellazione della realtà. Una realtà che, in Arabia Saudita, è violazione dei diritti umani, violenza e totalitarismo”.

Riccardo Cucchi, giornalista, scrittore e presidente del premio Sport e diritti umani


12 gennaio 2024 – Argentina: l’Italia rifiuta la richiesta di estradizione di don Franco Reverberi

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha rifiutato l’estradizione di don Franco Reverberi, ricercato per crimini contro l’umanità dall’Argentina, lo stato in un cui centro di detenzione, durante la dittatura militare, aveva svolto la funzione di cappellano. La richiesta di estradizione dell’Argentina era stata già rigettata dall’Italia nel 2013 perché i reati di cui era accusato, imprescrittibili in quel paese, in Italia erano prescritti. In seguito la richiesta di estradizione era stata modificata e ripresentata, ottenendo lo scorso anno il parere positivo della giustizia italiana, fino alla Corte di cassazione.

“Dopo tutto questo tempo, secondo il ministro Nordio, don Reverberi è in età avanzata, ha il cuore debole e la probabilità di non tornare più in Italia sarebbe fonte di uno stress eccessivo. Giustizia ritardata, giustizia negata come si dice. Don Reverberi non dovrà rendere conto a nessuno”, ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.


10 gennaio 2024 – Accusa di genocidio a Israele: al via le udienze alla Corte internazionale di giustizia

Il procedimento avviato dalla Corte internazionale di giustizia sulla denuncia del Sudafrica circa la violazione, da parte di Israele, dei suoi obblighi ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul genocidio, potrebbe contribuire a proteggere i civili palestinesi, porre fine alla catastrofe umanitaria nella Striscia di Gaza occupata e offrire un po’ di speranza per la giustizia internazionale.

“In attesa di una sentenza finale della Corte internazionale di giustizia che dichiari se il crimine di genocidio e altri crimini di diritto internazionale siano stati o meno commessi, un ordine urgente di attuare misure provvisorie sarebbe uno strumento importante per evitare ulteriori morti, distruzioni e sofferenze dei civili e servirebbe a segnalare ad altri stati che non devono contribuire al compimento di gravi crimini contro i palestinesi”

Agnés Callamard, segretaria generale di Amnesty International


20 dicembre 2023 – Gaza: necessarie indagini urgenti sui trattamenti inumani e le sparizioni forzate di detenuti palestinesi

“Tutte le persone detenute devono essere trattate umanamente e devono vedersi garantito il diritto a un processo equo. Tutti coloro che sono detenuti arbitrariamente devono essere rimessi in libertà. Il drammatico livello d’impunità di cui godono le forze israeliane per le violazioni dei diritti umani da loro commesse sottolinea l’urgente bisogno di un’efficace indagine internazionale su tutti i decessi in custodia, sulle denunce di sparizioni forzate nonché di torture e maltrattamenti dei palestinesi di Gaza

Heba Morayef, direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord


20 dicembre 2023 – Accordo sul Patto Ue migrazione e asilo: un’ondata di sofferenza alle frontiere

“Questo accordo farà regredire di decenni la legislazione europea in materia di asilo. Il suo esito più probabile sarà un aumento della sofferenza umana, in ogni fase del viaggio intrapreso in cerca di asilo nell’Unione europea. Dal modo in cui le persone verranno trattate dai paesi extra Unione europea, al loro accesso all’asilo e all’assistenza legale alle frontiere europee, fino all’accoglienza all’interno dell’Unione europea, questo accordo è progettato per rendere più difficile l’accesso alla sicurezza”.

Eve Geddie, direttrice dell’Ufficio Istituzioni europee di Amnesty International


15 dicembre 2023 – Giornata di azione globale per un “cessate il fuoco” nei Territori palestinesi occupati e in Israele

Il 18 dicembre associazioni e organizzazioni della società civile di tutto il mondo si mobiliteranno nuovamente per una giornata di azione globale, con l’obiettivo di chiedere ai leader politici e alle istituzioni un “cessate il fuoco” permanente nei Territori palestinesi occupati e in Israele.


14 dicembre 2023 – Grecia: sei mesi dopo il naufragio di Pylos, giustizia ancora assente

Secondo Amnesty International e Human Rights Watch, le indagini ufficiali sulle accuse credibili per cui azioni e omissioni della Guardia costiera greca avrebbero contribuito, sei mesi fa, alla catastrofica perdita di vite umane seguita al naufragio di Pylos, hanno fatto ben pochi passi avanti.

“Quasi 10 anni dopo il mortale naufragio di Farmakonisi, la risposta delle autorità greche alla tragedia di Pylos è un test decisivo per determinare la loro volontà di indagare sulle violazioni dei diritti umani ai danni di persone razzializzate ai confini dello stato. La Grecia deve assicurare che i sopravvissuti e le famiglie delle centinaia di vittime possano partecipare al massimo livello possibile, in sicurezza e con efficacia, ai procedimenti in corso e devono altresì garantire che le indagini siano condotte in modo tempestivo, garantendo la completezza e l’integrità delle prove ammesse”

Adriana Tidona, ricercatrice di Amnesty International sulle migrazioni


13 dicembre 2023 – Diritti umani e corretta informazione: firmato con Fnsi un protocollo di intesa

Amnesty International Italia e Federazione nazionale della Stampa italiana hanno firmato oggi a Roma un protocollo di intesa per lo sviluppo di progetti comuni finalizzati a diffondere la cultura dei diritti umani, della trasparenza e della corretta informazione e a contrastare disinformazione e linguaggio d’odio.


12 dicembre 2023 – Russia, timore per il prigioniero di coscienza Aleksei Navalny

Aleksei Navalny, attivista politico russo e prigioniero di coscienza non è più ufficialmente registrato nel penitenziario in cui stava scontando una condanna ingiusta a 19 anni di carcere. Attualmente il suo destino e il luogo in cui si trova sono sconosciuti.

“Come se avvelenamento, prigionia e condizioni disumane di detenzione non fossero stati abbastanza, ora Aleksei Navalny potrebbe essere vittima di sparizione forzata. Nella sua risolutezza nel reprimere le critiche, il Cremlino non si fermerà davanti a nessun ostacolo”.

Denis Krivosheev, vicedirettore per l’Europa e l’Asia centrale di Amnesty International


12 dicembre 2023: Emirati Arabi Uniti: nuovo vergognoso processo di massa contro i dissidenti

Avviare udienze per un nuovo processo di massa durante quella che è stata dichiarata come ‘la Cop più inclusiva di sempre’ è uno sconcertante atto di disprezzo nei confronti dei diritti umani da parte delle autorità emiratine. Il tempismo sembra studiato appositamente per lanciare un messaggio inequivocabile al mondo intero: nessuna forma di dissenso pacifico sarà tollerata e le autorità non hanno nessuna intenzione di migliorare la precaria situazione dei diritti nel paese”.

Aya Majzoub, direttrice per il Medio Oriente e l’Africa del Nord di Amnesty International


11 dicembre 2023 – Ucraina: l’aggressione russa continua a limitare l’istruzione

Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, coloro che vivono sotto l’occupazione russa rischiano brutali rappresaglie se cercano di continuare a seguire i programmi scolastici ucraini. Alcuni genitori scelgono di nascondere i loro figli per evitare che vengano portati negli istituti per la “rieducazione”, adottati in Russia od obbligati a iscriversi alle scuole che seguono i programmi russi.


10 dicembre 2023 – Sfide e trionfi: la Dichiarazione universale dei diritti umani compie 75 anni

La Dichiarazione rappresenta fiducia e ispirazione. È una testimonianza vivente che una visione globale per i diritti umani è possibile, fattibile e realizzabile ed è per questo che celebriamo coloro che hanno usato la Dichiarazione per modellare il corso della storia.


9 dicembre 2023 – Il veto Usa alla risoluzione sul cessate il fuoco è spietato

Agnés Callamard, segretaria generale di Amnesty International, ha così commentato il veto posto dagli Usa al testo della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per un immediato cessate il fuoco nei Territori palestinesi occupati e in Israele:

“Col loro veto, gli Usa hanno mostrato uno spietato disprezzo per le sofferenze dei civili di fronte a uno sconvolgente numero di vittime, alla vasta distruzione e a una catastrofe umanitaria senza precedenti in corso nella Striscia di Gaza occupata”.


7 dicembre 2023 – Gli attacchi israeliani contro i giornalisti nel sud del Libano siano indagati come crimini di guerra

Gli attacchi israeliani del 13 ottobre contro un gruppo di sette giornalisti nel sud del Libano, che hanno causato la morte del giornalista dell’agenzia Reuters Issam Abdallah e il ferimento di altri sei colleghi, sono stati attacchi diretti contro i civili e in quanto tali devono essere indagati come crimini di guerra.

Dalla nostra indagine sono emerse inquietanti prove di attacchi a un gruppo di giornalisti internazionali che stavano svolgendo il loro lavoro, documentando il conflitto. Gli attacchi diretti ai civili e gli attacchi indiscriminati contro obiettivi civili sono assolutamente vietati dal diritto internazionale umanitario e possono costituire crimini di guerra”, ha dichiarato Aya Majzoub, vicedirettrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord.


4 dicembre 2023 – Al Campidoglio con 250 studenti per il 75° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani

Amnesty International Italia ha celebrato oggi il 75° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, che ricorrerà domenica 10 dicembre, presso il Campidoglio, riunendo 250 studenti delle scuole secondarie di primo grado e delle scuole primarie della l.C. Via delle Carine Roma.


1 dicembre 2023: Un cessate il fuoco per porre fine a bagni di sangue e sofferenze di massa

A seguito della ripresa degli attacchi israeliani contro la Striscia di Gaza occupata e del lancio di razzi da parte di gruppi armati palestinesi contro il sud d’Israele, con la conseguente fine della tregua di sette giorni, Amnesty International ha ribadito la necessità di un immediato e duraturo cessate il fuoco ad opera di tutte le parti in conflitto.


1 dicembre 2023: Invasione russa in Ucraina: l’impatto sulle persone con disabilità

In Ucraina, mentre l’invasione russa perdura, le persone anziane con disabilità sfollate non riescono, né fisicamente né economicamente, a ottenere cure e alloggi adeguati; in alcuni casi, non hanno alternativa se non finire nelle strutture assistenziali statali. È quanto ha dichiarato oggi Amnesty International, in un nuovo rapporto reso pubblico in vista della Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre.


30 novembre 2023: Malta, incriminati “i tre della El Hiblu”

Il procuratore generale di Malta ha incriminato tre giovani richiedenti asilo dell’Africa occidentale, conosciuti come “i tre della El Hiblu”, per aver cercato di impedire che l’equipaggio della nave che, nel 2019, li aveva soccorsi in mare li riportasse illegalmente in Libia.


29 novembre 2023: Cop28 – difendere i diritti umani, facendo pressione sugli Emirati Arabi Uniti

In occasione della partecipazione di Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International, alla Conferenza annuale delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (Cop28) negli Emirati Arabi Uniti, l’organizzazione per i diritti umani ha esortato tutti i leader presenti a porre al centro della discussione i diritti umani. Tale impegno dovrebbe concretizzarsi tramite un accordo sull’immediata eliminazione dei combustibili fossili, garantendo la partecipazione libera della società civile ed esercitando pressioni sul governo emiratino per la liberazione di tutti i dissidenti attualmente in carcere.


28 novembre 2023: Le restrizioni dei donatori Ue discriminano la società civile palestinese

Amnesty International e altre 95 organizzazioni hanno reso pubblica una lettera inviata all’Unione europea e ai suoi stati membri, in cui esprimono preoccupazione per gli annunci della Commissione europea e di alcuni stati che ne fanno parte di limitare i finanziamenti alle organizzazioni palestinesi per i diritti umani: provvedimenti discriminatori che avrebbero un impatto negativo sulla situazione dei diritti umani e minerebbero ulteriormente la credibilità di un’Unione europea auto-proclamatasi campione dei diritti umani.


23 novembre 2023: Egitto – si avvicinano le elezioni presidenziali e aumenta la repressione

In vista delle elezioni presidenziali, in programma dal 10 al 12 dicembre, le autorità egiziane hanno intensificato la repressione contro dissidenti e manifestanti pacifici, impedendo anche la candidatura di un esponente dell’opposizione.


22 novembre 2023: Israele – TPO: l’accordo per la liberazione di ostaggi e prigionieri non basta

La notizia della liberazione di almeno 50 ostaggi detenuti da Hamas e altri gruppi armati palestinesi, insieme a 150 palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, è un sollievo per tutte le persone coinvolte e per le loro famiglie. Tuttavia, è necessario fare molto di più per far fronte alla sofferenza e alle ingiustizie in corso.


20 novembre 2023: Il Protocollo Italia-Albania è illegittimo e va revocato

Il Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) chiede che il Protocollo Italia-Albania venga revocato e presenterà, insieme ad altre reti e organizzazioni, nella conferenza stampa convocata per domani, un documento di analisi critica nel quale si spiegano i diversi profili di illegittimità.


20 novembre 2023: Nessun luogo di Gaza è sicuro: una nuova ricerca

Le forze israeliane hanno dimostrato ancora una volta un’agghiacciante indifferenza per il catastrofico numero di vittime civili dei loro incessanti bombardamenti sulla Striscia di Gaza occupata. Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, rendendo nota una nuova indagine sulle violazioni delle leggi di guerra da parte di Israele, relativa a due attacchi che hanno causato 46 vittime civili tra cui 20 bambini, il più piccolo dei quali di soli tre mesi, e una donna ottantenne.


Lunedì 20 novembre come ogni anno si celebra la giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, occasione in cui ci si interroga sugli sforzi internazionali e le azioni intraprese per garantire ai bambini e alle bambine i diritti fondamentali come quello alla vita, alla famiglia, alla salute, alla protezione da ogni forma di abuso e sfruttamento, al gioco e allo svago.