Le Campagne

Il lavoro di Amnesty International è basato sulle campagne. Amnesty International è conosciuta per le sue ricerche, per la produzione di rapporti che documentano le violazioni dei Diritti Umani; ma il suo lavoro non si limita a questo. I membri di Amnesty International creano una pressione mondiale ed entrano in azione in modo pratico ed efficace per fermare queste violazioni.

Amnesty International è organizzata per permettere alle persone comuni di attivarsi e di protestare a favore di altri esseri umani che si trovano in pericolo. Gli obiettivi delle campagne di Amnesty International sono la protezione, la prevenzione e la divulgazione.

PROTEZIONE: il nostro messaggio ai paesi violatori è semplice ed essenziale “Vi stiamo osservando. Vediamo i vostri crimini e facciamo in modo di farli conoscere al mondo intero. Dovrete renderne conto”.

PREVENZIONE: lavoriamo per prevenire ulteriori violazioni dei Diritti Umani ed esortiamo i governi a cambiare legislazioni e linee politiche in merito.

DIVULGAZIONE: vogliamo far crescere una consapevolezza duratura sul tema dei Diritti Umani, incoraggiando e promuovendo programmi educativi e formativi sul tema.

Sul sito del nostro Segretariato Internazionale, sul sito di Amnesty Italia e sul nostro sito trovi informazioni aggiornate sulle nostre campagne in corso. Documentati e renditi disponibile per supportarci in queste nostre attività.

LE CAMPAGNE IN CORSO


CODICI IDENTIFICATIVI SUBITO

Chiediamo di varare una normativa in linea con gli standard internazionali che preveda l’utilizzo di codici alfanumerici identificativi ben visibili sulle uniformi degli agenti impegnati in attività di ordine pubblico.

Una maggiore trasparenza faciliterà l’accertamento delle responsabilità contribuendo a prevenire episodi gravissimi e accrescerà la fiducia complessiva nell’operato degli agenti.


AMNESTY IS YOU

Esattamente 60 anni fa, l’avvocato inglese Peter Benenson, dopo aver appreso la notizia di due studenti ingiustamente arrestati, lanciò un appello per chiedere la loro liberazione sulle pagine di un quotidiano. La risposta fu travolgente: centinaia di persone scrissero e inviarono lettere, trasformando la frustrazione e l’indignazione in un’azione per chiedere la liberazione dei prigionieri di coscienza.

Da quel giorno, è nata una rete di persone, in ogni angolo del pianeta, accomunate dalla voglia di lottare per un mondo migliore, attraverso azioni e mobilitazioni.


LIBERTA’ PER PATRICK ZAKI

Patrick George Zaki, attivista e ricercatore egiziano, si trova dall’8 febbraio 2020 in detenzione preventiva fino a data da destinarsi. Rischia fino a 25 anni di carcere per dieci post di un account Facebook, che la sua difesa considera ‘falso’, ma che ha consentito alla magistratura egiziana di formulare pesanti accuse di “incitamento alla protesta” e “istigazione a crimini terroristici”. E’ un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media.


DIRITTI DEGLI ANZIANI E DEL PERSONALE NELLE RSA

Dall’inizio della pandemia da Covid-19, migliaia di persone anziane hanno perso la vita all’interno delle strutture di residenza sociosanitarie e socioassistenziali in tutta Italia, dove il personale sanitario e sociosanitario a loro dedicato ha spesso subito ritorsioni e misure disciplinari per aver denunciato le condizioni lavorative precarie, estenuanti e insicure.


IL SESSO SENZA CONSENSO E’ STUPRO

E’ un concetto semplice, che dovrebbe mettere d’accordo tutti. Purtroppo non è così. 

In Italia il codice penale fa riferimento ad una definizione di stupro basata esclusivamente sull’uso della violenzadella forzadella minaccia di uso della forza o della coercizione.
Chiediamo l’adeguamento della nostra legislazione e una forte spinta ad un cambiamento culturale perché sia chiaro che il sesso senza consenso è uno stupro.