05.08.2026 >


CHI ERA ANDREA SOLDI
Andrea Soldi è un ragazzo solare, allegro, grande tifoso del Torino. Ha una bellissima famiglia e ammira il passato in Marina del padre. Proprio per questo, decide di diventare militare.
A 20 anni, però, cambia tutto.
Al giuramento, la famiglia nota un Andrea diverso, dimagrito e più silenzioso. Dopo qualche mese, non riuscendo a contattarlo, il papà e la sorella si recano in caserma, dove riescono a vederlo soltanto insistendo. Andrea è in crisi catatonica da 48 ore scende le scale barcollando, è spaventato.
Inizia così una trafila di visite specialistiche e arriva la diagnosi: schizofrenia paranoide.
Trascorrono anni di alti e bassi, anni di cure, anni in cui Andrea non mostra segni di violenza, anni che documenta in un diario, trovato dal papà dopo la morte.
LA SVOLTA DEFINITIVA
Si arriva così al 2015: Andrea cambia casa e, per questo, anche medico curante. Gli viene prescritto un farmaco con effetti pesanti, la famiglia è preoccupata e chiede più volte aiuto. Il 4 agosto il medico chiama il padre per avvisarlo che avrebbero potuto procedere a un Trattamento sanitario obbligatorio. Era già successo e Andrea aveva sempre collaborato, perché sapeva di non stare bene.
QUEL VIOLENTO E LETALE 5 AGOSTO 2015
Il pomeriggio del 5 agosto il padre indica al medico la panchina dove si siede sempre Andrea e si allontana, come gli viene suggerito di fare.
Sono le 14.30, alle 15.45 Andrea muore.
Sul posto, oltre a medico e infermiere, sono presenti tre agenti della polizia municipale: la situazione degenera, due gli fermano le braccia, l’altro attiva una manovra di contenimento che lo fa svenire. A questo punto, incosciente, Andrea viene condotto a terra con violenza, ammanettato con le braccia dietro la schiena e mantenuto in posizione prona per un tempo prolungato, nonostante manifesti segni di soffocamento.
Viene caricato in posizione prona in ambulanza, ancora incosciente. All’arrivo in ospedale, un’infermiera deve urlare più volte chiedendo che gli siano tolte le manette. Provano a rianimarlo ma non c’è nulla da fare. Andrea muore per asfissia da strangolamento. Il giorno dopo, la famiglia si reca in ospedale e il dottore li avvisa di voler procedere all’autopsia, dato che Andrea è arrivato già morto in ospedale.
I PROCESSI
Inizia così un lungo processo, durato 5 anni. Il 19 ottobre 2020 la Corte d’appello di Torino emette la sentenza nel processo confermando, ma riducendo di due mesi, le condanne a un anno e otto mesi infitte nel maggio 2018, in primo grado, per omicidio colposo nei confronti di un medico psichiatra e di tre agenti della Polizia municipale. Nessun giorno di carcere e niente risarcimento per la famiglia, che viene invece pagato dal Comune.
Nel 2022 la Corte di cassazione conferma quanto espresso nei primi due gradi di giudizio. Rigettati i ricorsi degli imputati e confermate le quattro condanne a 18 mesi


Immagini dal nostro archivio, relative al ricordo di Andrea avvenuto alla presenza della sorella Maria Cristina, a Torino lo scorso anno presso la panchina rossa di Piazza Umbria.
